26 OTT 1999

Intervento di Benedetto Della Vedova sul rapporto della Banca centrale europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 27 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sul rapporto della Banca centrale europea", registrato a Parlamento Europeo martedì 26 ottobre 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Banca Centrale Europea, Economia, Euro, Europa, Fisco, Impresa, Lafontaine, Liberalizzazione, Mercato, Moneta, Parlamento Europeo, Prezzi, Riforme, Tasso D'interesse, Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente della Banca centrale prendo la parola a nome dei deputati radicali italiani. Sicuramente questo primo rapporto della Banca centrale europea sconta la novità dell'euro, e lei e il Comitato centrale della Banca vi assumete una grande responsabilità. La relazione Huhne contiene sicuramente elementi positivi, soprattutto per quel che riguarda la richiesta alla Banca centrale europea di maggiori informazioni, sulle motivazioni delle decisioni adottate attraverso la pubblicazione di un verbale succinto contenente anche le dissenting opinions . Vi è però un punto nella relazione, signor Presidente, a mio parere del tutto inaccettabile: mi riferisco al punto 11, in cui si legge che il Parlamento ritiene che "la riduzione di 50 punti base dei tassi d'interesse dell'8 aprile 1999 sia stata una misura positiva ed approva le motivazioni", lasciando intendere che il taglio dei tassi abbia sostenuto le politiche economiche generali della Comunità. Dal punto di vista del metodo, mi chiedo perché mai il Parlamento, discutendo del rapporto della Banca centrale del 1998, senta il bisogno di inserire un plauso ad una specifica misura di cui la Banca centrale europea darà conto nel prossimo rapporto, quello del 1999. Inoltre, come possiamo pensare di giudicare gli effetti della manovra sui tassi dopo solo alcune settimane? E che senso ha che il Parlamento esprima un giudizio su un singolo atto della Banca centrale? Volendo poi entrare nel merito, io trovo il plauso del tutto fuori luogo. Il fatto che, come hanno lasciato intendere ieri sia il capoeconomista della Banca centrale Issing che il Vicepresidente Noyer, una nuova correzione dei tassi verso l'alto sia imminente non dimostra forse che la decisione di aprile fu sbagliata, visto che nel frattempo non abbiamo assistito a nessuno shock imprevisto? E l'aumento che si è registrato nei tassi a lungo termine non è imputabile al calo di credibilità dovuta proprio a quel taglio? C'è il sospetto, anzi più che un sospetto, che quella decisione fu presa a seguito di pressioni politiche - pensiamo ad esempio a Oskar Lafontaine - e che il Parlamento, con il plauso di oggi, voglia confermare l'orientamento verso una Banca centrale subordinata alle esigenze della politica o addirittura degli interessi elettorali. Io credo che la strategia della Banca centrale debba essere incentrata esclusivamente sulla moneta e sui prezzi. Sarebbe suicida, come altri oggi hanno invece ribadito, pensare che i governanti europei possano premere affinché la Banca centrale supplisca alla loro incapacità di rilanciare l'economia attraverso le riforme strutturali, la liberalizzazione dei mercati, primo fra tutti quello del lavoro, e il rigore di bilancio che deve accompagnarsi a una riduzione del carico fiscale su persone e imprese
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