13 DIC 1999

Intervento di Benedetto Della Vedova sul commercio internazionale dopo il recente vertice di Seattle

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 34 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sul commercio internazionale dopo il recente vertice di Seattle", registrato a Parlamento Europeo lunedì 13 dicembre 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Commercio, Commissione Ue, Europa, Mercato, Parlamento Europeo, Seattle, Unione Europea, Usa.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, se davvero il fallimento di Seattle dovesse produrre un arresto o un rallentamento dei processi di integrazione commerciale a livello mondiale, sarebbe una jattura. Lo sarebbe per i produttori e i lavoratori dei paesi più deboli e non, come è stato detto, per le multinazionali, che troverebbero comunque, come hanno sempre trovato, le strade per aumentare la penetrazione industriale e commerciale ovunque nel mondo. Sarebbe una jattura per i consumatori dei paesi europei, in particolare per i consumatori più deboli che si troverebbero frustrati nella loro aspirazione a disporre di una molteplicità di scelte tra prodotti provenienti da tutto il mondo a prezzi più bassi di quelli che si possono trovare nei mercati nazionali. Sarebbe una jattura per l'ambiente, dal momento che i paesi poveri, per i cui prodotti sarebbero chiuse le vie dei mercati europei e americani, insisterebbero nello sfruttamento delle risorse naturali. Seattle non è fallita, signor Commissario, né per l'inadeguatezza dell'OCM né per la campagna elettorale degli Stati Uniti, che pure ha contribuito al fallimento: Seattle è fallita perché la volontà politica dei principali paesi era quella di frenare, anziché accelerare, il commercio internazionale. L'Europa, signor Commissario, ci ha messo del suo, sovraccaricando l'ordine del giorno di temi estranei allo specifico del commercio internazionale e offrendo l'alibi a chi aveva interesse a spingere perché il processo di integrazione dei mercati mondiali rallentasse: interesse che, sicuramente - lo ripeto - non era né quello dei consumatori europei né quello dei lavoratori indiani o pachistani. Signor Presidente, signor Commissario, io credo che l'Europa, con la sua tradizione secolare dell'economia di mercato, del libero commercio e della libertà economica - che è libertà senza aggettivi - debba affermare che l'obiettivo dell'integrazione dei mercati e della libertà di commercio è un obiettivo in sé, da conquistare per noi e per tutti gli altri paesi. Gli altri temi, lasciamoli alle sedi competenti!
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