14 MAG 2002

Intervento di Benedetto Della Vedova sui modelli economici europei

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 49 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sui modelli economici europei", registrato a Parlamento Europeo martedì 14 maggio 2002 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Consiglio Europeo, Giappone, Lavoro, Liberalismo, Liberalizzazione, Mercato, Ordini Professionali, Parlamento Europeo, Previdenza, Privatizzazioni, Riforme, Solidarieta', Sviluppo, Unione Europea, Usa.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signor Commissario, anch'io ringrazio i relatori per il loro lavoro. In quest'Aula risuonano continuamente due formule, quasi magiche, tipiche di un certo europeismo: modello sociale europeo ed economia sociale di mercato. Il non detto - e che in realtà è invece spesso detto - è che ciò segna la distinzione del modello europeo da quello americano: altruista e solidale il primo, egoista e cinico il secondo. Credo che faremmo bene a chiederci se davvero questi stilemi rispondano alla realtà dei fatti, se davvero il modello europeo stia proteggendo le fasce più deboli, le fasce degli outsider. Davvero la nostra legislazione economica produce risultati migliori di quella statunitense? Nei testi del Consiglio che stiamo discutendo oggi risuona il mantra ottimista e consolatorio dell'obiettivo di Lisbona: fare dell'Europa, in dieci anni, l'economia basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva al mondo. Eccellente proposito, naturalmente; si omette, però, di ricordare che già sono passati due anni e che l'economia europea è ancora al palo, che le riforme necessarie vengono rinviate o diluite di Vertice in Vertice e che le speranze dei disoccupati europei di trovare lavoro grazie alla crescita sono ancora legate alla rimessa in marcia dell'economia e della locomotiva statunitense. E' una costante: si fissano obiettivi altisonanti e ambiziosi e poi, se non vengono raggiunti perché non potevano essere realisticamente perseguiti, pazienza! Ci vuole un'accelerazione sulle riforme. I richiami che vengono fatti all'Italia nei GOPE di quest'anno sono gli stessi che sono stati fatti negli ultimi cinque anni, ma nulla succede di adeguato alle esigenze sul mercato del lavoro, sulla previdenza, sulle libere professioni, sulla liberalizzazione dei mercati. Concludo, signor Presidente, con un richiamo: solo dieci anni fa, il Giappone veniva ancora visto come un'economia invincibile, con un modello sociale straordinariamente protettivo. Oggi, una lunga recessione, accompagnata dall'incapacità delle riforme liberali di quell'economia, sembrano condannare il Giappone a una lenta quanto imprevista agonia. Sono realtà incomparabili, diverse naturalmente, ma la vicenda giapponese è un monito che in Europa ben faremo a tenere molto presente.
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