15 MAG 2002

Intervento di Benedetto Della Vedova sulla situazione in Medio Oriente

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 2 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulla situazione in Medio Oriente", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 15 maggio 2002 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Arafat, Democrazia, Elezioni, Israele, Medio Oriente, Netanyahu, Palestina, Palestinesi, Parlamento Europeo, Solana, Stato, Terrorismo Internazionale.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, voglio prima di tutto denunciare il fatto che la delegazione del Parlamento europeo per i rapporti con Israele, che ha tenuto a marzo una riunione formale per la sua costituzione, vede la convocazione della sua prima riunione ufficiale per il 12 giugno. Abbiamo il massimo rispetto per i problemi personali del suo presidente, ma credo che, in questi mesi così difficili e delicati per Israele e il Medio Oriente, sarebbe forse stato meglio che la delegazione si fosse riunita e avesse potuto discutere. Signor Alto rappresentante, noi abbiamo sempre denunciato, in quest'Aula, la visione unilaterale della maggioranza delle forze politiche europee, incapaci di distinguere tra paesi democratici, impegnati nonostante tutto nel rispetto dei diritti umani e civili, e regimi dispotici e corrotti. Dall'Europa sono venute fino ad oggi, in modo quasi unilaterale, condanne senza sfumature per le azioni israeliane di repressione e sradicamento del terrorismo, e solo una blanda e rituale condanna delle azioni dei kamikaze assassini che colpivano in Israele con la stessa regía, lucida e cinica, che ha animato i kamikaze che hanno colpito in America. Perfino su Jenin, signor Alto rappresentante, signor Commissario, dall'Europa si è alimentato un linciaggio di Israele, con accuse di stragi di massa prima di avere riscontri oggettivi. Oggi, finalmente, c'è una verità che si sta affermando: non c'è pace senza libertà e senza democrazia. Signor Solana, lei ci ha garantito l'impegno europeo per un'autorità palestinese più democratica e più rispettosa dei diritti dei palestinesi. Togliamo anche la parola "più". Questo, però, deve significare riconoscere che la tragedia dei mesi e degli anni scorsi è stata in primo luogo determinata dall'assenza di libertà e di democrazia per il popolo palestinese e per tutti gli altri popoli che vivono in quell'area sotto il giogo di tirannie, satrapie e dittature. Non possiamo essere razzisti. Dobbiamo essere prudenti, ma non possiamo pensare che libanesi, siriani, iracheni e palestinesi non abbiano diritto alla libertà e alla democrazia; dobbiamo denunciare che spesso gli Stati che alimentano il terrorismo sono proprio gli Stati che non vogliono che si discuta della libertà e della democrazia dentro i loro confini. Signor Commissario, quando Netaniahu si chiede quale sia il nostro giudizio sulla mozione del Likud , quando si chiede quale Stato palestinese - se uno Stato libero e democratico o uno Stato che vive nell'illegalità e nel terrore e che, quindi, produce terrore - forse pone una domanda utile anche a noi e anche a lei. Salutiamo l'avvio di un processo elettorale in Palestina, ricordando però che Arafat doveva essere rieletto nel 1999; le elezioni non ci sono state, e allora ancora non era iniziata l'Intifada .
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