10 FEB 2003

Intervento di Benedetto Della Vedova sul forum mondiale economico (Davos) e sul Forum mondiale sociale (Porto Alegre)

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 12 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sul forum mondiale economico (Davos) e sul Forum mondiale sociale (Porto Alegre)", registrato a Parlamento Europeo lunedì 10 febbraio 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Agroalimentare, Commercio, Costi, Davos, Doha, Europa, Liberalismo, Lobby, Parlamento Europeo, Peru', Porto Alegre, Protezionismo, Terzo Mondo, Tessile, Toledo, Unione Europea, Usa.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

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  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signor Commissario, non starò a ripetere cose che ho già detto sulla globalizzazione e sul presunto modello neoliberista. Cerco di andare al succo della questione: il succo della questione è che quello che noi possiamo fare, quello che l'Europa può fare per dare risposte a tante domande sacrosante è combattere su un fronte: il fronte aperto, più delicato per i rapporti nord-sud e per affrancare, o creare le condizioni per poter affrancare, dalla fame e dalla miseria centinaia di milioni di persone, e cioè il fronte aperto del protezionismo, a prescindere dagli slogan , dalle tante cose che sono state dette anche adesso. Quando si dice, per esempio: "I ricchi possono comunque fare il protezionismo", si dice una cosa che è sacrosanta, ma lo abbiamo visto a Doha: fare protezionismo per i paesi ricchi significa parlare di clausole sociali, parlare di clausole ambientali, parlare di sicurezza alimentare e usare questi strumenti - come a Doha ci hanno rinfacciato dall'Indonesia, dal Brasile, dall'India - per fare protezionismo. "Per favore non regalateci latte, non regalateci i vostri prodotti agricoli, perché è concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori peruviani. Praticate ciò che ci chiedete di fare, aprite i mercati. Aprite i mercati perché commercio significa lavoro. Se noi non possiamo collocare i nostri prodotti avremo più uomini e donne poveri": questo è quanto ci ha chiesto il Presidente peruviano Toledo un mese e mezzo, due mesi fa in quest'Aula in una seduta solenne. A queste cose noi, credo, dobbiamo dare delle risposte. Al riguardo approfitto della presenza del Commissario Lamy per dire che le modalities per il round negoziale sull'agricoltura del dopo-Doha, presentate dall'Unione europea, sono troppo timide. Bisogna essere più coraggiosi. Non dobbiamo dare agli Stati Uniti, come stiamo dando, la palma dei veri liberalizzatori nel commercio agricolo. Gli Stati Uniti hanno approvato il loro Farmer Bill nella primavera scorsa: hanno dato un pessimo segnale protezionista e di assistenzialismo all'agricoltura - come avevano fatto per il commercio - all'interno, ma all'esterno hanno fatto una proposta che va molto più avanti della proposta europea. Credo che su questo, invece, l'Europa debba essere - se sono vere tutte le cose che diciamo, se è vera tutta l'attenzione che noi abbiamo, e altri non avrebbero, nei confronti dei paesi del Terzo mondo - molto più coraggiosa. Questa è una scelta politica concreta che bisogna fare, sapendo che andare contro il protezionismo ha dei costi. Non sono belle parole che vanno bene a tutti: bisogna sfidare le lobby dei tessili, le lobby degli agricoltori. Abbiamo il coraggio di fare questo, oppure no?
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