10 MAR 2003

Intervento di Benedetto Della Vedova sull'accordo generale sul commercio dei servizi (AGCS) nel quadro dell'WTO, ivi compresa la diversità culturale

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 22 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sull'accordo generale sul commercio dei servizi (AGCS) nel quadro dell'WTO, ivi compresa la diversità culturale", registrato a Parlamento Europeo lunedì 10 marzo 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Acqua, Cinema, Clegg, Commercio, Commissione Ue, Cultura, Europa, Internet, Istruzione, Liberalizzazione, Parlamento Europeo, Protezionismo, Qualita', Servizi Pubblici, Unione Europea, Wto.

La registrazione video ha una durata di 2
minuti.

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  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signor Commissario, ho sentito dire che il commercio internazionale non crea ricchezza. Due grandi europei come Smith e Ricardo ci hanno spiegato che la ricchezza delle nazioni trae grande giovamento proprio dal commercio internazionale, e così è cresciuta la ricchezza europea. Come ha avuto modo di ricordare più volte il Commissario Lamy, l'ulteriore liberalizzazione degli scambi internazionali nei servizi è cruciale per l'economia europea, che soprattutto di servizi vive e che soprattutto servizi può esportare. E' per questo che io ritengo si debba dare un giudizio assai critico del fatto che l'Unione europea, come ha detto il collega Clegg poc'anzi, si trova messa in un angolo, sulla difensiva, non solo per l'agricoltura ma anche per quanto riguarda la negoziazione internazionale dei servizi. Dicendo che l'obiettivo dell'Unione europea è quello di difendere e promuovere meglio il modello sociale europeo, la Commissione quasi si scusa di offrire ai consumatori più opportunità di scelta. Lei, Commissario, ha detto che il vostro obiettivo è di giungere a negoziati nell'ambito dei quali si rispettino le preferenze collettive o i valori della nostra società. Io credo che il modo migliore per rispettare le preferenze dei cittadini europei sia quello di aprire, anche nel settore audiovisivo, il commercio internazionale. Siano i cittadini europei a scegliere se i prodotti audiovisivi, del cinema o altro, sono migliori in Europa, o se quelli che loro vogliono sono quelli che vengono prodotti in Europa o quelli che vengono da fuori; senza contare che la grande diffusione della musica e del cinema attraverso Internet rischia di creare una discussione che nasce già vecchia: quella della protezione, nell'ambito dei servizi audiovisivi, di una presupposta diversità culturale. Lasciamo che siano i cittadini a scegliere, così come in merito all'istruzione. Concludo, signor Presidente, dicendo che, per quanto riguarda le public utilities, per quanto riguarda l'acqua e altri servizi, si fa troppo poco. L'Europa dimostra che si può liberalizzare in un ambito di regolamentazione e di assicurazione della qualità dei servizi ai cittadini.
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