11 MAR 1999

Intervento di Olivier Dupuis a favore di una risoluzione rivolta al Consiglio europeo sulla moratoria universale della pena di morte

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 min 57 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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La richiesta di ratifica del Tribunale internazionale dei crimini di guerra, dei crimini di genocidio e dei crimini contro l'umanità.

L'Unione europea e la questione dei diritti umani dei cinesi e dei tibetani.

Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis a favore di una risoluzione rivolta al Consiglio europeo sulla moratoria universale della pena di morte", registrato a Parlamento Europeo giovedì 11 marzo 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Abolizionismo, Cina, Consiglio Europeo, D'alema, Democrazia,
Diritti Umani, Jospin, Onu, Parlamento Europeo, Pena Di Morte, Risoluzione, Schroeder, Tibet, Tribunale Internazionale, Ue.

La registrazione video ha una durata di 1 minuto.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (LP)

    (FR) Signor Presidente, credo che questa sia una buona risoluzione per due motivi: da una parte, perché siamo riusciti, raggiungendo un compromesso, ad eliminare le richieste che riguardavano diritti come quello alla casa, al lavoro, eccetera, cioè quei diritti che, com'è noto, non sono esigibili, e a concennarci sui diritti esigibili, proponendo al Consiglio tre iniziative in tre settori diversi. Il primo punto concerne la moratoria universale sulla pena capitale: chiediamo che la prossima sessione di Ginevra sia l'ultima in cui si approvi una risoluzione sulla moratoria e che l'Assemblea generale di quest'anno voti a favore dell'abolizione universale della pena di morte. Il secondo punto concerne un'iniziativa a sostegno della ratifica del Tribunale internazionale dei crimini di guerra, dei crimini di genocidio e dei crimini contro l'umanità. infine il terzo punto - già ricordato dagli onorevoli Bertens e Van Bladel - riguarda la Cina. Non abbiamo grandi speranze: sappiamo che la politica condotta nei confronti della Repubblica popolare cinese è stata la disastrosa politica di Sir Brittan, e non solo sua. E stata anche la politica di Jospin, di D'Alema, di Schröder e di tanti altri. E una politica che conduce lentamente alla disperazione. La onorevole Van Bladel ha ricordato il Tibet; dovremo purtroppo constatare che anche qui, come in Kosovo, la capacità di sofferenza e di rassegnazione della popolazione tibetana, come di tutto il popolo cinese, ha un limite e ancora una volta arriveremo troppo tardi. È ovvio che chiediamo fermamente al Consiglio di invertire la rotta e di mettere al centro delle sue priorità la democrazia e i diritti dell'uomo.
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