12 MAR 1999

Intervento di Olivier Dupuis sui rapporti tra Unione europea e l'India

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 25 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sui rapporti tra Unione europea e l'India", registrato a Parlamento Europeo venerdì 12 marzo 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Cina, Commercio, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Democrazia, Diritti Umani, Esteri, Geopolitica, India, Nucleare, Pakistan, Parlamento Europeo, Sviluppo, Tibet, Turkestan, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (LP)

    Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, Sir Leon Brittan non fa che ripeterci che non esiste un'alternativa alla politica della Commissione fatta di inchini ossequiosi e di salamelecchi sui tappeti rossi di Pechino, che non esiste un'alternativa alla politica che calpesta la democrazia, lo Stato di diritto, la libertà dei tibetani, dei mongoli, degli abitanti del Turkestan, che non esiste un'alternativa alla negazione dei diritti dell'uomo né ai laagai. Noi invece abbiamo un'alternativa e la relazione della onorevole André-Léonard va nella direzione giusta. L'India, ecco l'alterrativa per l'Unione europea e la politica asiatica. E opportuno dare vita a un vero e proprio partenariato strategico con questo grande paese che conta un miliardo di abitanti contro un miliardo e duecento milioni della Cina. L'India è più grande paese democratico del mondo e, a partire dal governo Rao, che non ha subito eccessivi cambiamenti con il govemo Vajpayee, ha intrapreso sostanziali riforme economiche e compiuto progressi economici altrettanto significativi. Ora, se pure lentamente, si appresta ad affacciarsi sul mercato mondiale e a rafforzare le sue relazioni con il resto del mondo. Dobbiamo dunque continuare a seguire il Commissario Brittan quando sostiene che non esistono altre altemative? Non dobbiamo, invece, noi - Commissione, Consiglio e Parlamento - darci da fare per definire un programma che, in breve tempo, ci consenta di instaurare una relazione strategica con questo paese? Siamo ancora molto lontani dall'aver raggiunto tale obiettivo: a Delhi opera una delegazione della Commissione che è del tutto insufficiente; il Parlamento, addirittura, non ha una delegazione ad hoc per l'lndia, mentre ce l'ha per l'impero comunista cinese; non è previsto un vertice annuale Europa-India. Il Parlamento, ma soprattutto il Consiglio e la Commissione, non dispongono di un'autentica strategia, di misure che ci consentano di affrontare con gli strumenti necessari la grande sfida di aiutare.l'India a progredire nel consolidamento della democrazia. Ritengo, e alcuni colleghi hanno già affrontato il problema, che non si debbano cercare degli alibi, dando spiegazioni pretestuose circa i test nucleari in India. L'lndia - cosi come noi abbiamo fatto di fronte all'Impero sovietico - si munisce a ragion veduta dei mezzi che le consentano di difendersi. Perché dobbiamo essere così tolleranti dinanzi alla forza d'urto nucleare dell'impero comunista cinese e protestiamo invece con forza se l'lndia - che non ha reali problemi nei confronti del Pakistan, ma ne ha con il vicino Impero comunista cinese - provvede a dotarsi di mezzi di dissuasione, così come noi abbiamo fatto in risposta all`Impero sovietico. Solo quando la situazione è cambiata, una volta che l'Impero sovietico si è dissolto e la minaccia si è dileguata, abbiamo potuto dare avvio al disarmo. Reputo che l'lndia, fintanto che si troverà a dover affrontare la Cina, ha il diritto legittimo di dotarsi dei mezzi che le consentano di contrastarla. Onorevoli colleghi, mi congratulo con la onorevole André-Léonard per la sua relazione che contiene numerosi spunti. Il testimone passa ora alla Commissione e al Consiglio per la fissazione di un calendario strategico con il parlamento e il governo indiani, affinché l'lndia diventi veramente un nostro partner privilegiato in Asia.
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