16 FEB 2000

Intervento di Olivier Dupuis sulla proposta di moratoria della pena di morte in discussione all'ONU

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 35 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla proposta di moratoria della pena di morte in discussione all'ONU", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 16 febbraio 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Austria, Cina, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Democrazia, Diritti Umani, Ginevra, Mongolia, Onu, Parlamento Europeo, Pena Di Morte, Tibet, Turkestan, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signor Commissario, signor Presidente in carica del Consiglio, penso che la questione da porre a Ginevra quest'anno non sia certamente la pena di morte, a proposito della quale abbiamo già fatto approvare tre risoluzioni a Ginevra. Abbiamo fallito all'Assemblea generale dell'anno scorso a causa di un falso pretesto, l'articolo 2, paragrafo 7, che adottiamo peraltro tranquillamente per quanto riguarda tutti gli altri testi. La questione della pena di morte dev'essere quindi riservata all'Assemblea generale di quest'anno, non è materia di discussione per la riunione di Ginevra. Il punto cruciale, il Commissario Patten l'ha detto e lo ringrazio per le posizioni che ha difeso, è la Cina. Purtroppo, fra le posizioni della Commissione e del Consiglio o, in ogni caso, della Presidenza vi è più dello spessore di una cartina per sigarette, e credo che sia grave soprattutto rispetto alle posizioni decise e risolute assunte dal Consiglio a proposito dell'Austria. Penso che per quanto riguarda la Cina, e conoscendo il fallimento totale della politica dell'Unione europea nei confronti di tale paese, il dialogo falsamente costruttivo non abbia dato alcun frutto o, ancor peggio, abbia fornito ai cinesi nuovi argomenti per inasprire la repressione, per rafforzare la repressione religiosa e delle libertà (la signora Wallström l'ha detto su Internet), in tutti i settori, in Tibet, nella Mongolia interna, nel Turkestan orientale. Non esiste un solo settore della società civile cinese nel quale non assistiamo a regressioni. E' un dato di fatto: la Cina rappresenta per noi una grande minaccia, che dobbiamo affrontare, una minaccia per la pace. E' l'antitesi della democrazia e voi, come me, sapete che i cinesi, la leadership cinese, prima di essere cinese è comunista. La Cina ama le ambiguità. Finché non assumeremo una posizione ferma, non otterremo nulla dalle autorità cinesi. Penso quindi che si debba cogliere la palla al balzo. Dobbiamo associarci all'iniziativa americana. Dobbiamo presentare un testo risoluto e farlo approvare. Dobbiamo lavorare. I Quindici devono lavorare, da subito, con tutti i paesi membri delle Nazioni Unite affinché venga pronunciata finalmente una ferma condanna e quindi, su queste basi, si possano creare margini di dialogo.
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