14 GIU 2000

Intervento di Olivier Dupuis sull'accordo Unione Europea/Tunisia

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 27 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sull'accordo Unione Europea/Tunisia", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 14 giugno 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Accordi Internazionali, Algeria, Arresto, Ben Ali, Democrazia, Diritti Umani, Marocco, Parlamento Europeo, Ppe, Pse, Tortura, Tunisia, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, credo che non si possa che essere tristi. Sono stati necessari quattro anni per ottenere questo dibattito, perché il gruppo socialista ed il gruppo del Partito popolare europeo lo hanno bloccato per quattro anni. E' questa la realtà del Parlamento sulla questione della Tunisia. La questione della Tunisia è infinitamente triste a causa del nostro atteggiamento. Essa non è, onorevole Napoletano, una questione di diritti umani, ma piuttosto di democrazia e di Stato di diritto, mentre ancora una volta, nel caso della Tunisia, preferiamo la garanzia di un uomo forte, anche a costo di fargli succedere il figlio dopo la morte, come è avvenuto in Siria, complice il nostro silenzio. Riguardo alla Tunisia preferiamo chiudere gli occhi per non notare che pur avendo, rispetto ai paesi vicini come il Marocco e l'Algeria, una condizione assai più favorevole, negli ultimi dodici anni, vale a dire dall'avvento del Presidente Ben Ali, essa non ha fatto un solo passo nella direzione della realizzazione di uno Stato di diritto. Inoltre, il consolidamento, ed in alcuni casi la crescita nel settore economico e sociale - ma anche di questo si potrebbe discutere a lungo - non ha niente a che vedere con la realizzazione della democrazia e non garantisce la creazione di uno Stato di diritto, ma offre garanzie unicamente al tiranno che si trova al potere. E allora, cosa possiamo fare? Abbiamo stipulato un accordo di associazione, che ci era stato presentato come un accordo modello, mentre altri paesi - ci riferiamo ancora una volta al Marocco e all'Algeria - progrediscono. Abbiamo concluso questo accordo modello con il paese che aveva tutte le carte in regola per compiere il grande salto verso la democrazia e lo Stato di diritto. La nostra intransigenza ed il nostro diritto d'ingerenza, onorevole Napoletano, devono quindi essere duri, persino crudeli. Non possiamo più tollerare che un regime simile, con tutte le risorse che possiede, ricorra agli arresti, al carcere ed alla tortura a due passi dalle coste siciliane, spagnole e francesi. Ciò è inammissibile. Occorre quindi convocare un Consiglio di associazione straordinario per discutere della situazione e per poter finalmente operare dando un aiuto, per essere noi stessi tunisini.
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