06 LUG 2000

Intervento di Olivier Dupuis a favore di una risoluzione che chiede ai governi dell'UE di riconoscere il governo tibetano in esilio

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 21 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis a favore di una risoluzione che chiede ai governi dell'UE di riconoscere il governo tibetano in esilio", registrato a Parlamento Europeo giovedì 6 luglio 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Africa, Algeria, Cina, Dalai Lama, Democrazia, Governo, Indipendentismo, Nonviolenza, Parlamento Europeo, Sinistra, Storia, Tibet, Totalitarismo, Unione Europea, Vietnam.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

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  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, ritengo che il testo sul Tibet che ci apprestiamo a votare sia un testo importante, e che oggi abbiamo la possibilità di compiere un progresso significativo in questa battaglia fondamentale. E' una battaglia per la legalità a livello internazionale. Il Tibet, invaso nel 1949 dalle truppe cinesi, è da allora occupato e colonizzato dai cinesi. Penso che dobbiamo certamente votare compatti per questa risoluzione, ma anche per l'emendamento presentato dall'onorevole Mann a nome del gruppo liberale e del gruppo Verde. Con tale emendamento si richiede ai nostri governi di considerare la possibilità di riconoscere il governo tibetano in esilio se, entro tre anni, le autorità cinesi e il governo tibetano in esilio non saranno ancora giunti ad un accordo per una sostanziale autonomia del Tibet. Non possiamo più lasciare alla sola buona volontà - e in questo caso alla cattiva volontà - delle autorità di Pechino la più ampia libertà di non affrontare tale problema; dobbiamo obbligarle a farlo. Mediante l'azione politica del nostro Parlamento dobbiamo affermare la nostra volontà di trovare una soluzione a questa situazione che perdura da oltre cinquant'anni. Vorrei rivolgere un appello particolare agli amici di sinistra, agli amici socialisti e comunisti: non continuate ad adottare due pesi e due misure! Noi tutti ricordiamo le grandi battaglie per l'indipendenza dell'Africa, per la liberazione dell'Algeria e del Vietnam. Stando a quanto ci è dato di constatare oggi, questo paese è ancora nelle mani di un regime totalitario e dittatoriale. In questo momento in Tibet è in atto una battaglia non violenta per la democrazia. Non vi è alcun motivo per non intervenire ora così come in tanti avevamo fatto in quegli anni. La questione del Tibet deve diventare, oggi, un caso di diritto per l'affermazione del principio della non violenza da parte della comunità internazionale. Certo, la Cina è un grande paese che ha diritto alla democrazia, ma questo fatto non può costituire un pretesto per negare ancora il diritto del popolo tibetano a vivere secondo la propria cultura e in piena autonomia nei vari ambiti che regolamentano la vita di un popolo. Invito pertanto gli amici socialisti e comunisti a votare a favore della risoluzione e di questo emendamento e a fare in modo che, almeno per una volta, il nostro Parlamento sia in prima linea in questa battaglia per la libertà, per la democrazia e la non violenza.
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