04 SET 2000

Intervento di Olivier Dupuis sulla diplomazia comune comunitaria

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 5 min 31 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla diplomazia comune comunitaria", registrato a Parlamento Europeo lunedì 4 settembre 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Commissione Nazionale Per I Diritti Umani, Consiglio Europeo, Costi, Esteri, Europa, Frassoni, Integrazione, Parlamento Europeo, Pesc, Ppe, Ue.

La registrazione video ha una durata di 5 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signor Commissario, non sorprenderò il relatore, il nostro amico e collega onorevole Galeote Quecedo, dicendogli che sono molto deluso da questa relazione. Mi pare una relazione timida, che peraltro non manca di suscitare già le ire di taluni. Secondo me era meglio approfondire la questione. Mi dispiace che non sia stato fatto. Penso che la diplomazia non sia solo una questione di formazione di diplomatici e di status di delegazioni, ma rivesta un carattere fondamentale. Penso inoltre che esista un grande tabù nel nostro Parlamento, che non vogliamo mai affrontare, cioè che abbiamo quindici diplomazie nazionali, rafforzatesi nel corso di anni di integrazione accaparrandosi a poco a poco le competenze di tutti i ministeri nazionali, che sono diventate dei veri poteri, il potere principale che blocca la possibile riforma degli esteri, della diplomazia, perché è il loro potere che alla fin fine verrà messo in gioco. Non è costato loro niente delegare e trasmettere a livello d'Europa il potere degli altri ministeri, ma quando si tratta del loro, la questione è diversa. La onorevole Frassoni ha detto quanto sia ridicola la situazione per cui abbiamo 14.000 diplomatici di fronte a 3.000 diplomatici americani, con un rapporto costo/qualità che ben conosciamo. A mio parere, dobbiamo affrontare la questione della diplomazia, la questione della politica estera, così come abbiamo fatto per l'integrazione politica e monetaria, istituendo un percorso progressivo di comunitarizzazione della politica estera, della diplomazia. Mi spiace che non ciò non figuri nella relazione. Purtroppo non facciamo che proporre delle inezie che sovrapporranno un nuovo piano agli edifici già esistenti, per cui temo che rischiamo di trovarci davanti a organi ancora più incapaci di prendere rapidamente le decisioni giuste. A mio avviso, le questioni sono le seguenti: vogliamo o non vogliamo comunitarizzare la politica estera? Vogliamo tornare sul grande errore commesso con l'istituzione della figura del signor PESC, ridando alla Commissione, a un vicepresidente della Commissione, la competenza comunitaria esclusiva in materia di politica estera? Sono un po' deluso che non se ne parli nella relazione e un po' sorpreso che il PPE adotti questa posizione mentre domani, in un'altra relazione sulle priorità politiche dell'Unione, adotterà probabilmente una posizione più avanzata in relazione alla comunitarizzazione della politica estera. Quindi, invito un'ultima volta il nostro relatore e amico, l'onorevole Galeote Quecedo, a inserire magari alcuni degli emendamenti presentati e fare in modo di avviare un processo lanciando un appello al Consiglio, e che per una volta il nostro Parlamento non sia inferiore al Consiglio e alla Commissione, come avviene purtroppo da dieci anni a questa parte.
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