12 DIC 2000

Intervento di Olivier Dupuis sulla strategia comune dell'Unione europea sulla Federazione russa

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 26 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Il progetto di adesione della Georgia all'Unione europea.

Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla strategia comune dell'Unione europea sulla Federazione russa", registrato a Parlamento Europeo martedì 12 dicembre 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Caucaso, Cecenia, Commissione Ue, Decessi, Diritti Umani, Georgia, Giornalisti, Parlamento Europeo, Putin, Russia, Russo, Tbilisi, Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

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  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, penso che occorra rendere omaggio all'onorevole Oostlander per aver insistito sull'importanza del ruolo della Commissione e in particolare del Commissario Patten, incaricato delle relazioni esterne, nell'attuazione di questa strategia comune. Contrariamente a quanto hanno detto altri oratori, non credo che questa strategia sia stata finora un successo. Purtroppo sono qui a ricordarcelo i grandi scandali finanziari che continuano a caratterizzare i rapporti della Russia con la finanza internazionale e con un certo numero di progetti della comunità internazionale. Non sono proprio d'accordo con l'atteggiamento dell'onorevole Oostlander relativamente alla questione dei diritti umani, alla questione della democrazia nel contesto della Federazione russa. Ho presentato un certo numero di emendamenti volti a insistere con un po' più di fermezza su questi aspetti. L'onorevole Oostlander non ha l'abitudine di riservare un'accoglienza favorevole ai miei emendamenti e dunque non mi ha molto sorpreso non vederli. Nella fattispecie, per la Cecenia non penso si possa sostenere, onorevole Oostlander, che non possa esserci altra soluzione che quella militare. Penso che la soluzione non possa essere militare, che la situazione lo dimostri a sufficienza e che la soluzione possa essere soltanto politica. Lo stesso Presidente Putin, e noi faremmo peggio di lui, dice che la questione del futuro status della Cecenia non è l'aspetto principale. E pensare che noi non osiamo dire la stessa cosa nella nostra relazione. Ritengo che ciò sia inaccettabile. Come considero inaccettabile non dire che è assolutamente intollerabile, dopo un anno e mezzo di guerra in Cecenia, che il nostro Commissario per gli aiuti umanitari, Nielson, non abbia ancora messo piede in quel paese. Penso inoltre che non sia accettabile che l'Unione europea resti inattiva di fronte all'assassinio di giornalisti che si occupano della guerra in Cecenia. Non si tratta di casi isolati, bensì di eventi che si ripetono. Un membro del mio partito, un militante radicale, giornalista, è stato assassinato qualche settimana fa a Tbilisi, città chiaramente sotto il mandato delle forze russe. Non penso che la Commissione e il Consiglio possano rimanere inattivi di fronte a un fatto di tale gravità. Relativamente al Caucaso, ha perfettamente ragione l'onorevole Van Orden. In Georgia stiamo assistendo a un degrado della situazione assolutamente spaventoso. Il paese è completamente destabilizzato, letteralmente strangolato dalla Federazione russa. Sta "crepando" e l'Unione europea non da alcuna risposta concreta al rifiuto, a questo divieto delle autorità russe, alla questione dell'introduzione di visti. Si potrebbe rispondere sopprimendo i visti per i georgiani che intendano recarsi nell'Unione europea, si potrebbe e dovrebbe iniziare a pensare all'adesione della Georgia prima che sia troppo tardi, prima che si creino nuovi Balcani alle porte dell'Europa.
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