26 APR 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 46 sec
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 26 aprile 2015 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore.

La rubrica e' disponibile anche
in versione audio.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    L'uccisione del cooperante italiano in Pakistan, Lo Porto. L'iniziativa radicale per l'organizzazione di una "Bruxelles 2". La questione immigrazione. Il dibattito sulla legge elettorale e la spaccatura nel Partito democratico
    17:00 Durata: 1 min 46 sec
  • Pannella critico delle uccisioni mirate con i droni: "Il soggetto può nemmeno sapere che è imputato o condannato, non può assolutamente difendersi. D'altra parte si ammazza sicuramente qualcuno, ma non si sa chi si ammazza. Partendo da 41 casi o obiettivi, siamo arrivati a oltre 1.000 morti". Il leader radicale rimarca comunque le distanze dagli "anti americani per professione". "Se tu ami una persona o un paese, a questo punto questo amore deve pure esprimersi in modo singolare, che è proprio dei rapporti intensi di amore"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla morte degli ostaggi occidentali nel corso di operazioni anti terrorismo compiute da un drone americano. Marco Pannella: "Un italiano cooperante siciliano che viene assassinato da un congegno, un'arma, degli Stati Uniti, per noi e in particolare per me che ho sempre detto che gli Stati Uniti sono la mia patria per molti versi, la mia speranza drammatica e quindi vivente, a questo punto credo che avrò sicuramente occasione in un altro di questi colloqui per tornare sui droni, sulla politica statunitense di oggi con i suoi connotati, che credo possa essere dibattuta seriamente solo da noi. Nel senso che è vero che se discutiamo della politica occidentale, della politica americana, partiamo da un punto di riferimento anche personalmente esistenziale e politico, quello per cui abbiamo sempre ritenuto, e la speranza c'è tuttora, magari proprio per i limiti anche della politica americana in questo momento… Mentre possiamo dire che stiamo lavorando, visto che ho sentito alcuni accenni anche su qualche televisione e qualche giornale, alla nostra preveggenza, parlando della 'svolta' anti proibizionista che sta delineandosi come posizione sicuramente anche da parte degli Stati Uniti". "Oggi è possibile, a partire da questo evento doloroso ma indubitabile: il Presidente degli Stati Uniti, non un presidente di tribunale o un magistrato, ha stabilito di giustiziare qualcuno che ancora non sapeva nemmeno di avere in qualche misura i connotati di un imputato. Ed era questo nostro collega, questo cooperante, che appunto è morto non per i terroristi ma tecnicamente fatto fuori dal Presidente degli Stati Uniti". Obama però si ritiene in guerra: "Non mi risulta che il Parlamento americano abbia dichiarato lo stato di guerra che credo non sia un dettaglio". Sullo stravolgimento in corso di alcuni princìpi americani: "Il soggetto può nemmeno sapere che è imputato o condannato, non può assolutamente difendersi. D'altra parte si ammazza sicuramente qualcuno, ma non si sa chi si ammazza. Partendo da 41 casi o obiettivi, siamo arrivati a oltre 1.000 morti". Il leader radicale rimarca comunque le distanze dagli "anti americani per professione". "Se tu ami una persona o un paese, a questo punto questo amore deve pure esprimersi in modo singolare, che è proprio dei rapporti intensi di amore, e ciò deve comportare pure riflessi di possibile impopolarità fra coloro che per motivi diversi sono cittadini americani e io che ho scelto da molto giovane nella mia vita di essere responsabile e corresponsabile, come quando mi chiamavano così perché difendevo il Generale Ridgway"
    17:01 Durata: 17 min 11 sec
  • Su Iraq libero e sulle sue eredità: "Anche quelli americani e quelli del conservatore Cameron nel Regno Unito sono comportamenti da Stato canaglia". "Il punto terminale della nostra lotta è una rivoluzione liberale e nonviolenta, perché siamo sempre più convinti dal presente di questi decenni che la vecchia logica per la quale il fine giustifica i mezzi, dunque i fini buoni giustificano anche i crimini" sia errata

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Da decenni dico che usare in ragione di buoni fini dei mezzi illegali" non è sostenibile. Il caso di Obama che, anche su Guantanamo, è "un complice attivo della menzogna imposta agli americani, quella del comportamento che c'è stato per poter invadere uno Stato, l'Iraq", pur a fronte di una proposta alternativa come quella dell'esilio per il dittatore Saddam Hussein. Ancora sulla battaglia alla ragion di Stato e sul "complesso militare-industriale-congressuale" denunciato da Eisenhower. "Quando Bin Laden fu fatto fuori grossomodo in questo modo… Ci fu il fatto di risolvere questo problema politico grossissimo come se si fosse stati formalmente in guerra, andando a uccidere il capo dei cattivi. Già allora sottolineai: ma insomma, questo è il Paese del Common law solo quando conviene?". Il lavorìo radicale per "arrivare, magari con Bruxelles 2, a un grosso convegno e congresso per approfondire le prospettive di difesa attraverso il metodo del rispetto della legge e del diritto". Ancora su Iraq libero e sulle sue eredità: "Anche quelli americani e quelli del conservatore Cameron nel Regno Unito sono comportamenti da Stato canaglia". "Il punto terminale della nostra lotta è una rivoluzione liberale e nonviolenta, perché siamo sempre più convinti dal presente di questi decenni che la vecchia logica per la quale il fine giustifica i mezzi, dunque i fini buoni giustificano anche i crimini" sia errata
    17:18 Durata: 24 min 31 sec
  • Dalle battaglie sulla laicità a Bruxelles 2, passando per l'anti proibizionismo. "Il potere" che ha imparato che se gli italiani ascoltano i Radicali allora "possono accadere cose impensabili"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Forse 40 anni fa, ma già il fascismo queste cose le aveva intuite. Guai se il popolo può ascoltare alcune voci, o alcune tesi, come la voce di Londra, è pericolosissimo, non bisogna consentirlo. E oggi ascoltare per giudicare la voce radicale, la lotta radicale e gli obiettivi radicali, sanno che" sarebbe una battaglia "persa" per il regime stesso. La figura di Argentina Marchei, testimonial e sostenitrice (popolana) della battaglia radicale sul divorzio. "Argentina Marchei ha vinto, Paolo VI ha perso", ricorda Pannella usando una espressione già usata negli anni 70. Il parallelo con Papa Francesco. Il concetto di "spes contra spem". Dalle battaglie sulla laicità a Bruxelles 2, passando per l'anti proibizionismo. "Il potere" che ha imparato che se gli italiani ascoltano i Radicali allora "possono accadere cose impensabili"
    17:43 Durata: 18 min 56 sec
  • Sulle celebrazioni ufficiali della Liberazione: "Devo dire: forse, se si comprenderà che è davvero miracoloso, con un regime che celebra se stesso dicendo 'abbiamo vinto contro il Ventennio fascista'... Io devo dire che quando ho sentito il Presidente Sergio Mattarella dire - come inciso in un suo intervento - 'noi abbiamo adesso decenni di democrazia', so che lui era sincero ma a mio avviso lo diceva per tranquillizzare se stesso"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Il principale obiettivo è quello implicito, ma chiarissimamente implicito, nel messaggio fatto dopo alcuni anni di dialogo, anche critico, con noi, dal Presidente della Repubblica Napolitano", "con una analisi cui tutti i docenti di diritto del mondo farebbero bene a dedicare qualche lezione". L'evoluzione di Bruxelles 2 rispetto al primo convegno a Bruxelles. L'interlocuzione con alcuni leader arabi. "E' impossibile escludere che anche su questa analisi del presente, quella cui ci si rassegna - 'gli arabi sono quelli del terrorismo, dello Stato…' nemmeno nomino quella robetta; e 'adesso ci vengono ad ammazzare'… E vorrei essere grato a quel politico che ieri ha detto: anche noi che siamo stati antropologicamente migranti… Devo dire: forse, se si comprenderà che è davvero miracoloso, con un regime che celebra se stesso dicendo 'abbiamo vinto contro il Ventennio fascista'... Io devo dire che quando ho sentito il Presidente Sergio Mattarella dire - come inciso in un suo intervento - 'noi abbiamo adesso decenni di democrazia', so che lui era sincero ma a mio avviso lo diceva per tranquillizzare se stesso". L'importanza dell'iscrizione e il caso dell'imprenditore Silvio Scaglia e della sua scelta di finanziare Silvio Scaglia
    18:02 Durata: 17 min 25 sec
  • Le elezioni regionali e l'appello all'iscrizione al Partito radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il rapporto storico tra i Radicali e i piccoli-medi imprenditori, partendo dai "primi anni di vita del Partito radicale". L'appello all'iscrizione, a "dare e essere esempio". "Non sottovalutate la possibilità di essere esempio, cioè di fare una cosa che voi stessi siete scettici a fare, dicendo 'ma basta se io mi iscrivo a evitare che questa cosa sia eliminata?'. Tenete conto che diverrete esempio". Pannella dice che lui voterebbe De Luca (Pd) a Salerno e Poli Bortone (Forza Italia) in Puglia. Poi un appello a Papa Francesco: "Spero un tantino di agire in modo tale che addirittura te possa, non dico fare tesoro, ma avere un contributo per essere nel tuo contesto più concreto e essere davvero parola e profezia". "Iscrivetevi, ma subito, senno non lo farete o sarà troppo tardi per farlo. Vi chiedo di farlo e scoprirete presto quanto voi potete essere un mancato esempio fra i vostri vicini di tutti i tipi". "Da domani chiederò di offrirmi quel caffè al giorno, perché tanto costa finanziare il Partito radicale per un anno"
    18:19 Durata: 17 min 27 sec
  • Il dissesto idrogeologico

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il terremoto in Nepal, le tesi di Aldo Loris Rossi e le battaglie radicali per l'ambiente e la gestione del territorio. Il caso della proposta per una Grande Napoli. Il caso dell'Expo
    18:37 Durata: 6 min 27 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulle elezioni regionali prossime venture e sulla impossibilità di vere e proprie indicazioni di voto radicali. Pannella: "E' vero che io sono stato particolarmente presente, essendo abruzzese e napoletano, a Napoli e potrei dire a Catania o altrove. Ma questo oggi è il senso della gente… Oggi è vietato non farmi parlare e farmi campare, ma agli italiani qualsiasi alla gente, è vietato di potermi ascoltare in dibattiti appassionati sulle cose di attualità". La vittoria parlamentare sul divorzio breve e il senso della scarsa pubblicità della notizia. "Se la notizia non c'è stata, non ha avuto valore d'attualità, è chiaro che hanno gli alibi per non parlarne". Conclusione sull'importanza di Bruxelles 2 e sulla "proposta formare di una transizione verso lo Stato di diritto contro la ragion di Stato e di partito"
    18:43 Durata: 17 min 3 sec