04 MAG 2015
intervista

"Un' etica senza Dio" di Eugenio Lecaldano. Intervista all'autore del libro

INTERVISTA | di Emiliano Silvestri - Reggio Emilia - 12:26 Durata: 19 min 7 sec
A cura di Fabio Arena
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Il processo che porta gli atei, sino a poco tempo fa discriminati, ad essere oggi pienamente accettati.

I punti di forza, i valori e la capacità di dare un senso alla vita, di chi ritiene di dover vivere senza Dio.

Questi i contenuti dell'ultimo libro di Eugenio Lecaldano "Un' etica senza Dio" (ed.

Il Mulino).

""Un' etica senza Dio" di Eugenio Lecaldano. Intervista all'autore del libro" realizzata da Emiliano Silvestri con Eugenio Lecaldano (emerito di Filosofia morale all'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma).

L'intervista è stata registrata lunedì 4 maggio 2015 alle 12:26.

Nel corso
dell'intervista sono stati discussi i seguenti temi: Ateismo, Cattolicesimo, Chiesa, Cultura, Diritto, Discriminazione, Etica, Filosofia, Francesco, Guerra, Integralismo, Italia, Libro, Minoranze, Nonviolenza, Politica, Religione, Storia, Violenza.

La registrazione audio ha una durata di 19 minuti.

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  • Eugenio Lecaldano

    emerito di Filosofia morale all'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma

    Oggi, persino in Italia e persino da parte del capo della Chiesa Cattolica, non si vede più nell'ateo una persona inaffidabile e priva di moralità e il religioso non è l'unico ad avere valori assoluti. Questo libro prova a mostrare il processo che porta gli atei (un tempo piccolissima minoranza, ora quarta "appartenenza" al mondo) ad essere pienamente accettati. Illustra i punti di forza di una prospettiva, che ritiene di dover vivere senza Dio. Cerca di illustrare il rapporto tra morale, preesistente, e religione, che si sviluppa in un secondo tempo. Di spiegare come la religione non riesca più a svolgere la sua funzione sociale in un mondo e una società dove i valori non sono più condivisi. Nelle religioni; nella superiorità della fede e del comando di Dio, che può anche comandare di uccidere il proprio figlio, l'elemento di appartenenza diviene prioritario. Nella moralità moderna, che pensa che gli esseri umani debbano convivere e cooperare, prevale la benevolenza nei confronti dell'altra persona. Non è solo la religione che dà senso alla vita; è piuttosto chiaro che anche l'ateo risponde ai problemi dell'esistere. In una prospettiva naturalistica il senso è individuale ed è legato a relazioni paritarie con donne e uomini con cui si hanno rapporti. Cos'è la religiosità, la spiritualità? Non il miracolo (ad esempio di San Gennaro); non il mistero. Ma il senso della partecipazione a tutto ciò che di grande ha realizzato la cultura umana. Fanno paura le guerre di religione, e il richiamo all'appartenenza religiosa. Un ateismo democratico pacifico e nonviolento, che rifiuta l'ateismo di Stato, può alleggerire l'importanza e la rilevanza della componente religiosa. Non va bene però sostenere - come fanno i "neoatei" Bennet, Dawkins e Harris - che le religioni sono il male e che vanno estirpate. L'influenza della religione cattolica ha provocato la mancata modernizzazione dell'Italia. Perchè dobbiamo pensare che la religione abbia fatto bene alla società italiana? Forse il cattolicesimo, i Papi, ci hanno proprio danneggiato
    12:26 Durata: 19 min 7 sec