10 OTT 1990

Intervento di Adelaide Aglietta sui rapporti tra la CEE e i paesi dell'Europa dell'Est

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 5 min 22 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sui rapporti tra la CEE e i paesi dell'Europa dell'Est", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 10 ottobre 1990 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Ambiente, Cee, Consiglio Europeo, Democrazia, Est, Esteri, Europa, Istituzioni, Parlamento Europeo, Romania, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 5 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor presidente, il Commissario ha sottolineato l'importanza che hanno avuto i mutamenti awenuti nell'Europa centrale e orientale e quanto la nostra Comunità si sia sforzata, in tennini di solidarietà concreta, di sostenerli. Credo che, proprio per questo, noi oggi ci troviamo a fare i conti con situazioni economiche gravissime che, come sappiamo, possono mettere in discussione la stessa evoluzione democratica di questi paesi. Fino ad oggi, i rapporti che noi abbiamo avuto con i Paesi dell'Est si sono limitati - e questo è messo in risalto nella sua esposizione - ai trattati di cooperazione, che sono stati sotto- scritti con tutti i paesi, ad eccezione della Romania, che costituisce un caso delicato e a parte, su cui gradiremmo sentire ugualmente il parere della Commissione. Il nostro Gruppo, come ha già fatto altre volte, osserva la lirnitatezza di questi aiuti tanto sul piano qualitativo che politico, senza ovviamente disconoscere lo sforzo fatto dalla Commissione e dalla nostra Comunità. Da una parte, abbiamo avuto Pìmpressione che vi sia stata una sorta di imposizione del nostro modello di sviluppo, la cui crisi è già evidente anche nei nostri paesi, e che questo sia stato proposto come l'esempio migliore possibile e, in una certa misura come condizione degli aiuti. Meglio sarebbe stato se avessimo colto questa occasione per un ripensa- mento in comune con i Paesi dell'Est e con l'Unione Sovietica, a livello paritario per immaginare un modello di sviluppo futuro dell'Europa tutta intera, come pure, beninteso, un modello di costruzione istituzionale. Ora, partendo da queste premesse e tenuto altresì conto delle osservazioni fatte dal Commissario sulla necessità di essere preparati a far fronte a tutte le evoluzioni in atto nell"Unione Sovietica, credo che il nostro problema consista nel superare questi limiti, superare tali limiti significa poter rendersi conto di quelli che sono i nostri limiti. Infatti, per dare risposte concrete, efficaci, puntuali e rapide, nel rispetto dei tempi politici, occorre soprattutto che noi, come Europa, facciamo una salto di qualita in modo che la risposta sia politicamente univoca ed assuma una dimensione intergovernativa, scevra da patteggiamentì nazionali. È questa la risposta politica che oggi si impone all'Europa, non solo nei confronti dei paesi dell'Est, ma anche di quelli in via di sviluppo nonché dei problemi che discendono da questo divario tra Nord e Sud e che la recente crisi del Golfo ha messo in evidenza. Mai come oggi si pone Pesigenza di un ruolo autonomo, politico, di pace e di solidarietà del- l'Europa verso altri paesi. Malgrado le buone intenzioni e il buon lavoro svolto, non possiamo però nascondere un certo pessimismo. Proprio in questi giorni, infatti, in ordine alla conferenza interistituzionale, si è visto quanto prevalga la dimensione interergovemativa su una dimensione politica europea di tipo federale e democratico, con il rischio di mettere gravemente in crisi la prospettiva di un ruolo di interlocutore, autonomo, autorevole e in grado di gestire una propria politica, dell'Europa stessa. Evidentemente, non mi sono limitata agli aspetti strettamente economici, su cui certamente dobbiamo formulare critiche, in quanto riteniamo che i problemi dell'ambiente, della solidarietà sociale debbano occupare una posizione di centralità, come pure che debba essere urgentemente affrontato il problema del debito dei paesi dell'Est. Su questo, il commissario potrà forse dirci qualche cosa nella sua risposta. In sintesi, da un punto di vista politico, noi vorremmo, in questo Parlamento, da parte dei governi e della Commissione stessa, un input molto maggiore in direzione dell'Unione politica europea.
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