21 NOV 1990

Intervento di Adelaide Aglietta sui lavori delle conferenze intergovernative in materia di riforma delle istituzioni europee

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 4 min 41 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sui lavori delle conferenze intergovernative in materia di riforma delle istituzioni europee", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 21 novembre 1990 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Ambiente, Cee, Consiglio Europeo, Democrazia, Federalismo, Istituzioni, Italia, Nato, Parlamento Europeo, Ue.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente e colleghi, mi pare che il momento che stiamo vivendo rechi il segno di una strana contraddizione. Mentre, da una parte, è in corso un difficile e, al tempo stesso, entusiasmante processo di democratizzazione nei Paesi del Centro e dell'Est dell'Europa, che apre la strada al superamento del sistema dei due bloochi militari e che prefigura una Comunità dotata di competenze in materia di politica estera e di sicurezza e attivamente impegnata per l'abbandono della politica dei blocchi e del sistema della NATO - lo dico da nonviolenta e antimilitarista convinta come sono da sempre _ e mentre d'altra parte, siamo alla vigilia di un avvenimento molto importante per la vita della nostra Comunità - le due conferenze intergovernative, che dovrebbero concretare il disegno dell'Europa concepito dai padri fondatori - mi pare che sia in corso un confronto fra le diverse Istituzioni che rischia di avere aspetti paradossali. Dico questo perché, se ci siamo trovati spesso concordi nella necessità di un accelerazione dell'integrazione europea per dare risposte valide alle sfide a cui siamo confrontati, mi sembra che il nodo del contendere sia costituito dalle richieste fatte dal Parlamento europeo al fine di superare le carenze democratiche della nostra Comunità e che queste posizioni abbiano suscitato e suscìtìno, non già da parte della Presidenza italiana, ma presso alcuni governi o responsabili di govemo, differenze e rifiuti. Vorrei ricordare i tre punti principali che il Parlamento ha chiesto: il diritto-dovere di elaborare la base costituente di questa Comunità, la legittimità di esercitare il potere legislativo - le forme poi saranno da elaborare - e il diritto di esprimersi e di emendare i mutamenti ai Trattati istitutivi da operare nella sede delle Conferenze intergovernative. Ora, questi punti sono appunto quelli che noi indichiamo come fondamentali ai paesi in via di democratizzazione. Queste richieste, e in particolare l'ultima, fatte dal Parlamento europeo, che ci hanno portati a dare in sede di commissione per gli affari istituzionali un parere negativo, sia pur condizionato e sormontabile, derivano da alcune preoccupazioni. Un aumento di competenze che non veda parallelamente un aumento dei poteri di controllo e legislativi del Parlamento ci preoccupa per il buon funzionamento democratico della nostra Comunità. Le nostre preoccupazioni vertono su cose fondamentali che noi riteniamo debbanno essere iscritte nella politica della nostra Comunità: la dichiarazione delle libertà fondamentali, l'evoluzione di un sistema di equità sociale, una politica di tutela ambientale, il problema del rafforzamento delle autonomie regionali. Rivendichiamo quindi la fa- coltà di esprimerci su quelli che saranno i risultati della Conferenza. Credo che dalle dichiarazioni del Presidente emergano elementi di progresso, e la stessa conferma che ci sarà un calendario di Conferenze interistituzionali che accompagnerà l'andamento delle Conferenze intergovernative sia un dato positivo, al pari dell'istanza che siano sottoposti al Parlamento europeo i risultati di questa Conferenza. Quindi prendiamo atto di questi passi, e ci riserviamo di valutare successivamente l'evolvere delle cose. Termino col dire che le richieste del Parla- mento europeo scaturiscono non da un sentimento di frustrazione, ma dalla consapevolezza che la via della democrazia è Punica che porti a soluzioni politiche adeguate alle ambizioni di pace e di equità sociale, di sviluppo "ecologicamente compatibile che, per quanto riguarda il nostro gruppo, sono ancora lontane dal rappresentare l'asse centrale della politica e dell'azione della Comunità.
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