10 MAR 1992

Intervento di Adelaide Aglietta - a nome della Commissione per gli affari esteri e la sicurezza - di presentazione di una risoluzione contro la pena di morte

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 6 min 52 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta - a nome della Commissione per gli affari esteri e la sicurezza - di presentazione di una risoluzione contro la pena di morte", registrato a Parlamento Europeo martedì 10 marzo 1992 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Tra gli argomenti discussi: Abolizionismo, Accordi Internazionali, Convenzione Ue, Criminalita', Diritti Civili, Diritti Umani, Diritto Internazionale, Giustizia, Parlamento Europeo, Pena Di Morte, Stato, Usa.

La registrazione video ha una durata di 6 minuti.

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  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Presidente. - (GR) L'ordine del giorno reca il dibattito sulla relazione (doc. A3-62/92) dell'onorevole Aglietta a nome della commissione per gli affare esteri e la sicurezza, relativa alla pena di morte. Aglietta (V), relatrice. - Signor Presidente, la necessità di una relazione sull'argomento scaturisce dalla necessità di promuovere, a livello comunitario, una politica concreta per pervenire all'abolizione della pena di morte, di pari passo anche con l'evoluzione del diritto internazionale che, da una posizione di indifferenza verso la pena di morte, considerata quasi come un fatto interno ai singoli Stati e quindi sottratto a qualsiasi disciplina internazionalistica, la sottopone ora ad una specifica disciplina. Divieti espliciti della pena di morte in tempo di pace sono infatti previsti all'articolo 1 del sesto protocollo aggiuntivo alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, approvato nel 1983, come pure nel secondo protocollo opzionale al Patto internazionale, sui diritti civili e politici, approvato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989. In ambedue i trattati viene esplicitamente vietato il ricorso alla pena di morte in tempo di pace. Parallelamente a tale evoluzione del diritto internazionale, si è andato svolgendo un dibattito teorico e giuridico sull'abolizione della pena di morte, dibattito che, nel tempo, si e sempre più intrecciato con quello sui diritti fondamentali, essendo evidente che il godimento del diritto alla vita è la premessa per il godimento di tutti gli altri diritti fondamentali. Fra le varie teorie giuridiche, le due più consolidate sono la teoria della "giusta causa", cioè lo stato di legittima difesa e la teoria utilitaristica, che considera la pena di morte in termini di deterrenza rispetto alla criminalità. Tali teorie sono ormai autorevolmente contestate - non solo in sede teorica - essendone stata del pari concretamente dimostrata, tramite ricerche, l'inutilità rispetto ai fini proclamati. Credo che non sia qui la sede per approfondire questo dibattito e tanto meno per approfondire le motivazioni morali ed etiche, che pure hanno valore, a favore dell'abolizione della pena di morte. La relazione che ho presentato a nome della commissione per gli affari esteri e la sicurezza cerca di fornire indicazioni concrete, per potere passare da una posizione di condanna - come molto spesso il Parlamento europeo suole fare - all'assunzione di un indirizzo di politica comunitaria precisa, concreta ed efficace per arrivare all'abolizione della pena di morte. In altri termini, il nostro intento è di compiere un salto di qualità da una denuncia pura e semplice di singoli casi all'assunzione di precise responsabilità. Passando all'esame concreto della risoluzione, questa consta di tre punti fondamentali: innanzitutto, evidentemente, si chiede agli Stati membri di abolire la pena di morte, tanto per i reati ordinari, per i quali è già, di fatto, abolita in tutti gli Stati della Comunità, che per quanto riguarda i reati eccezionali, cioè i reati previsti dagli ordinamenti militari in tempo di guerra. Con sorpresa ho notato che il gruppo socialista ha presentato un emendamento che tende a lasciare intatta la previsione della pena di morte per i reati eccezionali. Ora, non è a caso che ho tralasciato nella risoluzione questa previsione. Infatti, il dibattito su questo tema è già molto avanzato: in alcuni paesi, la pena di morte per i reati eccezionali non è più prevista; in altri, come ad esempio lItalia, in cui è ancora prevista, sono già state avanzate proposte di legge per eliminarla. Ritengo pertanto che il Parlamento europeo debba seguire tale indirizzo. Nella seconda parte della risoluzione, che verte su precisi indirizzi politici, chiediamo segnatamente una moratoria generalizzata, da portare avanti in sede ONU, sulla pena di morte, in modo da bloccare nel frattempo tutte le esecuzioni di pena di morte a livello mondiale, come pure, una politica della Comunità in tema di accordi di cooperazione economica, che tenga conto non solo dell'applicazione della difesa dei diritti umani, ma anche del problema della pena di morte. Credo che questo sia il nucleo fondamentale del paragrafo dedicato a questi temi. Anche se vi sono alcune reticenze, penso che queste possano essere superate, stemperando alquanto la formulazione del paragrafo stesso.Nell'ultima parte della risoluzione si chiede di intervenire per limitare e contrastare l'applicazione attuale: ad esempio, per quanto riguarda le condanne a morte nei confronti dei minori di anni diciotto - come ancora avviene, purtroppo - negli Stati Uniti - o perché, ovunque, siano garantiti, almeno .in previsione della possibilità della condanna alla pena di morte, processi equi a tutti gli imputati. Mi scuso di avere superato il tempo accordatomi. È difficile riassumere in cinque minuti il senso della risoluzione. Confido che i colleghi l'abbiano letta, riflettuta e, possano quindi ovviare a quelle che sono state le carenze dell'esposizione.
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