24 MAG 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 59 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 24 maggio 2015 , condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

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  • Pannella: "Noi nonviolenti, non solo per motivi ideologici, rispetto al potere violentemente non democratico, partitocratico ed altro, vogliamo con-vincere con il potere, senonché loro stessi non lo sanno. Possono sapere moltissimo quello che dice Beppe Grillo, Nichi Vendola, ma quello che dice Emma Bonino o Marco Pannella, nisba!"

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'introduzione di Valter Vecellio. L'avvicinarsi delle elezioni amministrative in alcune Regioni d'Italia. Le indicazioni di voto date finora dai Radicali, con "voti molto ad personam", come li definisce Marco Pannella, per Sergio De Luca (Pd) in Campania e per Adriana Poli Bortone (Forza Italia) in Puglia. "In linea di fatto non sono elezioni, non sono elezioni democratiche, e il gioco è quello che volevamo in parte correggere con il regime, con le massime autorità istituzionali del nostro paese, aiutandoli ad andare in una direzione che consentisse loro di rispettare la propria legalità, la legalità italiana e internazionale. Invece questa disponibilità manifesta non sanno nemmeno che c'è. Chi glielo ha detto? Un giornale? Un segretario del gabinetto? Ne dubito". "Nell'anti democrazia all'inizio magari ci sono centinaia di migliaia di vittime tra i cittadini in guerre o altre cose, poi però o finiscono nei bunker di Berlino o nelle Piazzali Loreto, cioè in genere portano a disgrazie collettive storiche". "Io sono certo che dal presidente Mattarella, ma anche dal presidente emerito Napolitano e fino a molti altri del regime italiano, ignorano, perché come il popolo italiano ignora le cose che noi diciamo. Perché da tutti i dati, come quelli del Centro d'Ascolto, è chiaro che non è consentito al popolo italiano, attraverso i media pubblici o meno, di sapere quello che proponiamo". "Noi nonviolenti, non solo per motivi ideologici, rispetto al potere violentemente non democratico, partitocratico ed altro, vogliamo con-vincere con il potere, senonché loro stessi non lo sanno. Possono sapere moltissimo quello che dice Beppe Grillo, Nichi Vendola, ma quello che dice Emma Bonino o Marco Pannella, nisba!". Il parallelo con Palmiro Togliatti (leader storico del Pci, 1893-1964) e la legittimazione dell'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini (1891-1960) per annichilire i Radicali
    17:00 Durata: 16 min 50 sec
  • Appello a Napolitano sulla giustizia: "Attento, Presidente, hai proclamato quegli obblighi invece che dei doveri. Ma stai attento che, nel casino che c'è, sembra quasi tu ti stia dimenticando quegli obblighi che hai nominato esistere per ogni democratico! Non è possibile che nemmeno a Napolitano, o perfino al presidente del Consiglio Renzi, giungano degli echi" di quello che dicono i Radicali. Ed "è questa la situazione che noi dobbiamo riuscire a correggere"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Noi, nella nostra storia radicale che è stata in parte significante anche storia del paese, oggi non abbiamo una posizione rispetto al regime, e quindi per esempio al suo Governo, di alternativa a loro nei contenuti e negli obiettivi. Noi siamo mobilitati per consentire loro di difendere la loro stessa legalità, o quello che ne resta, la Costituzione, gli impegni, gli accordi internazionali, i sentimenti manifestati dal paese stesso". L'interlocuzione con i Conservatori britannici quando, nel 1979, i Radicali giunsero al Parlamento europeo, di fronte al loro stupore per certe posizioni laiche di Pannella e compagni: "Per loro era chiaro che l'Italia aveva sì Palazzo Chigi, ma secondo loro aveva soprattutto il Vaticano. E io gli dissi: appunto, avere ragioni da evocare attraverso pensieri classici, e già allora c'era lo 'Stato di diritto', proprio di questo ha bisogno un paese come l'Italia e il popolo italiano. E' un paese cattolico? Benissimo, noi allora dobbiamo rilevare come prendendo responsabilità di Cesare, cioè dello Stato, in realtà tradisce le aspirazioni di fondo. Se uno vuole servire il proprio paese, lo serve cercando di fare tesoro di quello che può essere tradotto in azioni e impostazioni del tutto opposte. Se invece continuiamo con una politica che è quella che era stata scelta anche durante il fascismo, quella del Concordato tra Stato e Vaticano, questa smentisce l'ispirazione religiosa per tutelare quella materiale, quella dell'oro". Così non si puntella il regime? "Questa è l'idea dei rivoluzionisti! Cioè 'non bisogna concedere nulla al male, o al regime, altrimenti si pecca di opportunismo'". "I fatti mi diedero infatti ragione. Dopo qualche anno si disse: sull'aborto li hanno seguiti, sul divorzio li hanno seguiti, sul servizio militare pure…". Un altro esempio più recente: "Io sono contento del fatto che Benedetto Della Vedova, non uno che abbia manie eversive o troppo fantasiose, ha fatto l'intergruppo anti-proibizionista su una cosa che il mondo intero, non l'Italia, sta per produrre. E' una posizione storicamente anti-proibizionista, riformatrice, fondata non sui divieti ma sui diritti, cioè legalizzare". La parabola diversa rispetto ad altre tendenze italiane che il leader radicale definisce "giacobine": "Oggi le nostre parole hanno attualità transnazionale, non solo nazionale". A Napolitano: "Attento, Presidente, hai proclamato quegli obblighi invece che dei doveri. Ma stai attento che, nel casino che c'è, sembra quasi tu ti stia dimenticando quegli obblighi che hai nominato esistere per ogni democratico! Non è possibile che nemmeno a Napolitano, o perfino al presidente del Consiglio Renzi, giungano degli echi" di quello che dicono i Radicali. Ed "è questa la situazione che noi dobbiamo riuscire a correggere". "L'anti democrazia consiste nel non consentire non a una minoranza, ma a una maggioranza della gente su un territorio, di giudicare quello che coloro che stanno al potere ritengono pericoloso, per loro e non per il potere"
    17:16 Durata: 24 min 15 sec
  • Pannella a Papa Francesco: "Ascolta anche me, ascolta anche noi, ascolta Benda, ascolta il Congresso internazionale per la libertà della cultura, perché tu oggi porti la storia di persone che portano avanti la religiosità e temono la simonia". E poi: "Renzi non è moderato in nulla, soprattutto non è moderato nelle scelte che si possono riferire a dei valori, perché le sue scelte sono sempre riferite al conveniente e non all'opportuno"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Vorrei che ci fosse qualche intellettuale, un qualche chierico che non rientrasse fra quelli che già nel 1927 Julien Benda denunciava stesero tradendo la democrazia". La corrente di pensiero del "personalismo cristiano", secondo Pannella sottostimata, pure in Vaticano. "Mi rammarico molto che Papa Francesco, verso cui non ho pregiudizi di carattere negativo, nelle sue letture si sente l'influenza anche della cultura francese, ma proprio ad esclusione di quella del personalismo cristiano. E spero che sotto questo punto di vista cambi qualcosa". "Ascolta anche me, ascolta anche noi, ascolta Benda, ascolta il Congresso internazionale per la libertà della cultura, perché tu oggi porti la storia di persone che portano avanti la religiosità e temono la simonia". Una no-stop mediatica di Renzi s'avvicina. Pannella, mercoledì prossimo alle ore 18, sarà intervistato dal direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini, in una occasione pubblica. "E' importante riuscire, noi, a consentire al regime italiano, a Renzi e a questi, di rispettare la loro propria legalità, costituzionale, europea e internazionale. Quando dicevo queste cose due anni fa, sembrava esagerassi. Ora abbiamo la Corte costituzionale, la Cedu, poi diciamo la 'Cedu americana', che sul piano giurisdizionale stanno prendendo posizioni che coincidono con i nostri desiderata". La "attualità" di Georges Bernanos. Il referendum sul matrimonio gay in Irlanda e la vittoria del "sì". All'arcivescovo di Dublino che ora sostiene occorra ascoltare di più i giovani, Pannella replica: "Vorrei poter dare un consiglio a Sua Eminenza. Non commettere errori, sono i vecchi, sono quelli cui devi guardare con speranza. Pure quell'altro pensa ai 'giovani' e alla 'rottamazione' dei vecchi. Ma è la classicità" che conta. L'esempio dei Radicali e di "parti" delle élite arabe unite per "la transizione verso lo Stato di diritto e i diritti umani". L'interlocuzione dei Radicali con l'ambasciatore della Lega Araba in Italia, Nassif Hitti. Ancora sull'intervista di mercoledì prossimo da parte del direttore del Corriere Fiorentino: "Per me è un evento, avere interviste così preannunciate, con editori italiani così…". L'editoriale di Adriano Sofri su Repubblica, sul diverso atteggiamento del cittadino medio e delle gerarchie cattoliche su matrimoni gay o questione migranti/rom. Renzi e destra vicini su migranti/rom: "Renzi non è moderato in nulla, soprattutto non è moderato nelle scelte che si possono riferire a dei valori, perché le sue scelte sono sempre riferite al conveniente e non all'opportuno. Sono contento comunque che Adriano torni a essere attento a quest'ordine di cose. Perché sono il primo a dire che il mondo 'laico' non è vergine da peccati capitali rispetto al diritto o alla libertà. Ma quello che mi sento di poter dire è che sul divorzio non vincemmo solo grazie all'elettorato cattolico; vincemmo perché la gente, capendo di cosa si trattava, contribuì a fare la base di quell'elettorato che scelse di votare per quella posizione. Per fortuna che Adriano si è manifestato! Quanti altri continuano a non manifestarsi?"
    17:41 Durata: 21 min 10 sec
  • Sull'incontro con l'ambasciatore arabo Hitti, e la formula da lui coniata della "transizione allo Stato di diritto". "Devo riconoscergli il diritto d'autore", a fronte dell'opposizione di alcuni intellettuali arabi, anche progressisti, rispetto al termine "laico". Poi l'incontro ufficiale con l'Alto commissario Onu per i Diritti umani a Ginevra per discutere "sul seguito da dare a questa diversa impostazione". Il possibile ruolo del Presidente tunisino nel convegno "Bruxelles 2" in preparazione

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La necessità e l'auspicio che Mattarella trovi il tempo per incontrare i Radicali, pure per discutere dell'iniziativa radicale sullo Stato di diritto con esponenti del mondo arabo. "Noi stiamo in qualche misura offrendo un'occasione per una svolta un po' storica. I nostri ascoltatori sono forse gli unici a comprendere quello cui mi riferisco". Dopodiché Pannella ricorda la posizione del Dalai Lama sul federalismo: "E' da lui che è venuta fuori una posizione storicamente enorme, come potevano essere storicamente enormi i primi scritti di Altiero Spinelli o Luigi Einaudi. Adesso questa è la battaglia". Pannella torna sul ruolo dell'informazione a proposito di quanto sta accadendo nel mondo arabo; il caso di un eccidio nelle moschee dello Yemen non sufficientemente pubblicizzato dai media italiani: "Dare quella notizia aveva un valore traumatico, sicuramente per far riflettere sulla loro esistenza una parte ormai cospicua di persone, magari fino al 2% del totale, che vivono sul territorio italiano e che hanno una parte del loro sangue di origine araba". Ancora sull'incontro con l'ambasciatore Hitti, e la formula da lui coniata della "transizione allo Stato di diritto". "Devo riconoscergli il diritto d'autore", a fronte dell'opposizione di alcuni intellettuali arabi, anche progressisti, rispetto al termine "laico". Poi l'incontro ufficiale con l'Alto commissario Onu per i Diritti umani a Ginevra per discutere "sul seguito da dare a questa diversa impostazione". Il possibile ruolo del Presidente tunisino nel convegno "Bruxelles 2" in preparazione. La necessaria e auspicabile attenzione della stampa italiana e di giornali stranieri come Le Monde
    18:02 Durata: 14 min 5 sec
  • L'anniversario della strage di Capaci, i rapporti tra Pannella e Falcone, il ruolo dell'allora ministro della Giustizia Martelli: "Ritengo che in quel periodo Claudio Martelli riuscì a comportarsi da ministro della Giustizia, in un momento in cui c'erano tutti i problemi, quello dei collaboratori di giustizia per esempio, lui ha sempre avuto costantemente una posizione socialista che andrebbe ricordata da parte nostra, e forse potremo un giorno sentire da Claudio Martelli se una di queste domenica potesse dedicarcela"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L'anniversario dell'attentato di Capaci che uccise Giovanni Falcone. La commozione di Leoluca Orlando e l'allora denuncia dello stesso Orlando, contro Falcone ancora in vita, davanti al Csm. "Più o meno un mese prima di questo tragico evento, in Abruzzo, mi pare proprio a Chieti, doveva tenersi una riunione su questi temi. Io ci vado e a un certo punto c'era molta ressa, era domenica mattina e la gente arrivava in ritardo. E mentre guardavo Martelli e gli altri, sento una voce di fianco che mi dice: 'Ma salutiamoci almeno, altrimenti questi che pensano'. Ed era Falcone. Io l'ho raccontato allora questo. Allora io mi sono abbassato un momento e ci siamo abbracciati, perché lui in fondo quello che aveva detto era che dovevamo farlo anche per gli altri, non solo per noi. Ci tengo a rinverdire e rinfrescare questo piccolo ricordo". Su Martelli allora ministro della Giustizia: "Ritengo che in quel periodo Claudio Martelli riuscì a comportarsi da ministro della Giustizia, in un momento in cui c'erano tutti i problemi, quello dei collaboratori di giustizia per esempio, lui ha sempre avuto costantemente una posizione socialista che andrebbe ricordata da parte nostra, e forse potremo un giorno sentire da Claudio Martelli se una di queste domenica potesse dedicarcela". Su alcune "posizioni meritorie" di Claudio Martelli, oltre a "un'attenzione costante nei nostri confronti", dice Pannella. La storia della rosa nel pugno, simbolo dell'internazionale socialista poi diventato radicale in Italia. Le interlocuzioni non solo con i Radicali ma anche con il mondo democratico-cristiano: "Ci trovammo in sintonia con De Gasperi al posto di Parri, quando noi, liberali, riuscimmo a provocare il primo governo De Gasperi". Poi anche sul federalismo spinelliano a livello europeo. "Ricordare questo, che il mondo dei credenti cattolici in quel momento storicamente fondamentale, l'immediato dopoguerra, con quell'aggregazione di Mosca tra i vincitori accettata per un po' anche da Washington"
    18:16 Durata: 19 min 2 sec
  • Pannella: "Le nostre prossime elezioni, a livello giuridico e secondo i patti internazionali, secondo la Carta di Venezia, non potrebbero essere convocate e riconosciute come democratiche. Saranno le elezioni nelle quali il tentativo di 30-40 anni di Botteghe Oscure, cioè di eliminare almeno noi dalla politica italiana, si sarà realizzato. Come è successo già negli ultimi due anni, se pensiamo alle realtà dei Consiglio regionali laziale e lombardo, dove i Radicali sono stati eliminati in ragione di una presenza straordinariamente positiva"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Le nostre prossime elezioni, a livello giuridico e secondo i patti internazionali, secondo la Carta di Venezia, non potrebbero essere convocate e riconosciute come democratiche. Saranno le elezioni nelle quali il tentativo di 30-40 anni di Botteghe Oscure, cioè di eliminare almeno noi dalla politica italiana, si sarà realizzato. Come è successo già negli ultimi due anni, se pensiamo alle realtà dei Consigli regionali laziale e lombardo, dove i Radicali sono stati eliminati in ragione di una presenza straordinariamente positiva". La scomparsa dei Radicali sul sistema radiotelevisivo. L'entità dell'astensione dei cittadini dalle urne, già alle ultime elezioni europee nel 2014. Le riflessioni di Lech Walesa sulle prossime elezioni polacche e sul futuro dell'Europa di fronte al rischio dei populismi. Pannella: "Inviterò l'ottimo nostro direttore di Radio Radicale davvero a immaginare, perché ci vuole, una intervista importante da parte nostra anche poi con traduzioni simultanee in diverse lingue, magari proponendo - se è in condizioni fisiche di farlo - di venire lui in Italia, oppure di andare a trovarlo come Radio Radicale, perché ritengo fondamentale questa opera di riconoscenza di questa storia, di questa persona"
    18:35 Durata: 15 min 30 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Appuntamenti della settimana sulla giustizia, a Teramo il 25 maggio. A Firenze, il 27 maggio, una intervista pubblica a Pannella da parte del direttore del Corriere Fiorentino, Paolo Ermini. Il leader radicale cita poi una manifestazione che invece si è giù tenuta sull'ambiente, considerato il fatto che "No Triv è la grande battaglia contemporanea, non solo per l'Adriatico". L'appello all'iscrizione al Partito Radicale
    18:50 Durata: 8 min 29 sec