31 MAG 2015
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 55 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 31 maggio 2015 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

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  • Pannella: "Dopo le sorprese anche dei nostri compagni giuristi, ai quali dobbiamo vittorie nelle giurisdizioni a partire da quella italiana, ma in tutto il mondo perché nel mondo oggi non c'è più il problema del comunismo reale ma della democrazia reale", "ritengo sia giunto il momento nel quale tecnicamente si possono documentare le ragioni per cui l'Italia va condannata in sede di giurisdizioni internazionali come 'Stato canaglia' e in quanto tale responsabile di operare contro diritti umani e Stato di diritto"

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Marco Pannella sulle elezioni regionali. "Costantemente, quasi in ogni riunione di mezzogiorno che facciamo quotidianamente, dico questo: figurarsi se sull'omicidio stradale non sono con Rossodivita, figurarsi se non sono d'accordo con le reazioni a questa lista di 'impresentabili'… Ma quello che dico è che urge il fatto che, dopo le esperienze che abbiamo avuto nelle sedi che a posteriori si sono rivelate le uniche percorribili di fronte alla democrazia reale che sta facendo scempio perfino degli Stati anglosassoni, quelli che hanno radici migliori per far fronte all'attuale indirizzo delle cose, dobbiamo compiere un passo. Dopo le sorprese anche dei nostri compagni giuristi, ai quali dobbiamo vittorie nelle giurisdizioni a partire da quella italiana, ma in tutto il mondo perché nel mondo oggi non c'è più il problema del comunismo reale ma della democrazia reale", "ritengo sia giunto il momento nel quale tecnicamente si possono documentare le ragioni per cui l'Italia va condannata in sede di giurisdizioni internazionali come 'Stato canaglia' e in quanto tale responsabile di operare contro diritti umani e Stato di diritto". "Si scandalizzano dell'elenco della Bindi quelli che non si scandalizzano invece dello Stato canaglia". "Il passo non solo tecnico di aggravamento del nostro uso delle giurisdizioni. Dobbiamo fare il passo per cui lo Stato italiano, per l'insieme delle illegalità per i vari diritti italiani", venga assimilato di fatto a uno Stato canaglia. "Siamo potenzialmente molto meno isolati di quanto si crede"
    17:00 Durata: 23 min 52 sec
  • Sulla sensazione di essere minoranza, sul "naturale scoramento" nel mondo radicale, e sulla possibilità d'ascolto da parte delle élite italiane (a partire dal Presidente Mattarella e dal Papa)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: "Una risposta totalmente opposta a quella di tutti i populisti, anche italiani. Sono convinto che nelle strade, non solo piemontesi o siciliane, ma anche inglesi o francesi o tedesche, in realtà si dimostra una attesa antropologica tuttora di democrazia, di giustizia e di libertà così come noi le presentiamo e predichiamo". I cambiamenti di giudizio di Pannella sulla Corte costituzionale e su "singoli Pm o singoli magistrati, che possa essere a Taranto, a Cuneo o a Roma stessa". Un secchiello per svuotare l'oceano? "Quando facevamo le nostre battaglie anti proibizioniste quando c'era perfino la conversione dei nostri Stati Uniti su posizioni di tradimento della propria legalità e dei propri elettori e della verità… Per cui ancora adesso il povero Obama il massimo che cerca di fare è giustificare una continuità con gli Stati Uniti di Bush padre e Bush figlio, quelli che sono stati con Blair e quella Gran Bretagna lì responsabili di quell'evento in Medioriente che continuiamo a evocare, perché verità sgorghi da lì. A me rincuora il fatto che di nuovo ci ritroviamo come ci siamo trovati in tutte le cose improbabili che abbiamo vissuto. Con un secchiello. Noi solo italianofoni con un po' di anglofoni che avevamo assunto per esempio la posizione che avevamo assunto sulle prospettive di guerra o di pace in Medioriente". Il leader radicale poi comunque parla di "naturale scoramento". Sulla possibilità di ascolto da parte delle élite italiane. "Quanti, a cominciare dal Presidente Mattarella, sono a conoscenza che mentre si sta discutendo delle atroci cronache, tra islamisti e altro, questa è una situazione disperata – non più disperata – che sta prevalendo nel mondo, che cessa di essere speranza"? Un inciso critico sul Giubileo per la Misericordia convocato da Papa Francesco, e il consiglio che i Radicali gli avevano dato di dedicarlo alla "spes contra spem, all'essere speranza contro il fatto di avere speranza da difendere come un capitale". "Potrebbe essere importante se anche dai nostri massimi magistrati possano sentire questi miei ragionamenti, mentre il proprio dell'anti-democrazia è che le prime vittime dell'anti-democrazia sono quelli che finiscono a Piazzale Loreto o nei bunker di Berlino, cioè i massimi responsabili, magari in 'buona fede', della situazione attuale". L'appello ai giuristi, alla luce di alcuni grandi successi in termini di giurisdizione. "Mi auguro che la settimana prossima vengano fuori non solo filosofi e cultori di diritto, un qualche segno di risposta a questa mia insistenza di dire: se crediamo nel diritto e nella sua possibilità di vivere e di affermarsi, dobbiamo chiedere adesso l'incriminazione come 'Stato canaglia' dell'Italia"
    17:23 Durata: 25 min 35 sec
  • La posizione federalista radicale, dal Tibet del Dalai Lama a Israele e Palestina.

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il parallelo tra la nuova posizione federalista del Dalai Lama e le intuizioni di Altiero Spinelli. Sulle differenze tra sionismo e nazionalismo. Sul ruolo del Russicum, "dove avevo trovato sintonie profonde dando una mano nelle traduzioni dal francese all'italiano a Padre Cirillo Korolevsky e a Padre De Regisse che, con studi sulla comparazione tra liturgie cattoliche, ortodosse e altro", dimostravano indirettamente che "c'era l'animus sionista". La posizione radicale di chiedere Israele nell'Unione europea: "Non solo Israele, ma Israele e Palestina, con un'unica Costituzione, questa la nostra speranza, che avrebbe consentito alla diaspora palestinese – che da un paio di generazioni è andata nel mondo a cercare agio e democrazia" – di tornare. "Un'unica Costituzione di stampo liberale, democratico, internazionale e federalista"
    17:49 Durata: 24 min
  • Le elezioni regionali? "Non cambierà nulla, nel senso che peggiorerà e basta. Sono elezioni assolutamente, secondo la Carta di Venezia che fissa i tempi e le modalità del dibattito, eccetera, assolutamente anti democratiche". "L'unico pericolo realmente democratico e civile siamo noi. La garanzia che vogliono avere è che di nuovo non ci siamo più noi, visto che nemmeno siamo in condizione di candidarci, se non isolatamente l'uno o l'altro. Noi pensiamo di essere soli in queste condizioni, considerati i nemici dell'anti-democrazia. In realtà, con la scusa di eliminare noi, eliminano altre cose sorgenti al loro interno"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I commentatori sui giornali e il peso del voto regionale per i Radicali. "Non cambierà nulla, nel senso che peggiorerà e basta. Sono elezioni assolutamente, secondo la Carta di Venezia che fissa i tempi e le modalità del dibattito, eccetera, assolutamente anti democratiche". Il fenomeno dell'astensione. "Pare che Renzi si sia fermato perché alle elezioni il suo Pd ha avuto il 41% dei voti. Piccolo fatto! Ha avuto il 21% dei voti se si tiene conto degli astenuti! Io su questo piccolo dettaglio spesso ho rotto i coglioni". "L'unico pericolo realmente democratico e civile siamo noi. La garanzia che vogliono avere è che di nuovo non ci siamo più noi, visto che nemmeno siamo in condizione di candidarci, se non isolatamente l'uno o l'altro. Noi pensiamo di essere soli in queste condizioni, considerati i nemici dell'anti-democrazia. In realtà, con la scusa di eliminare noi, eliminano altre cose sorgenti al loro interno". La "scelta dell'avversario", da Palmiro Togliatti con Giannini e l'Uomo qualunque, a Grillo e Salvini oggi. "Il 50% che non va a votare, nelle condizioni di allora, è il modo di esprimersi e di lottare di persone che non sono in condizione di raggiungere l'organizzazione radicale grazie all'anti-democrazia". I festeggiamenti per gli 80 anni del Dalai Lama a fine giugno. La "situazione di povertà" nel Partito radicale. La situazione di "rivoluzione totale" nei media e il rafforzamento dei "partitocrati" anche in televisione
    18:13 Durata: 26 min 29 sec
  • Il diritto alla verità e Bruxelles 2. Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il diritto alla conoscenza come filo conduttore del convegno Bruxelles 2. "Non abbiamo parlato minimamente dell'attualità politica generale, nemmeno del fatto che notoriamente, senza nessuna correzione di informazione da parte degli interlocutori che sto evocando, quella parte del mondo arabo che è unito e si unisce con noi avendo suggerito loro la dizione dell'obiettivo dell'alleanza ed è 'la transizione verso lo Stato di diritto e i diritti umani'. Mentre esistono i problemi sempre più del fatto che le nostre comunicazioni, sapendo quanti sono gli arabi in Italia, il fatto che nello Yemen ci sono stati assassinati coloro che andavano in moschee o coloro che ne uscivano, questa notizia, che avrebbe avuto un valore credo illuminante per tanta parte degli italianofoni e per le centinaia di migliaia di immigrati, o direttamente arabi o di fede islamica", è stata poco valorizzata, pur in tempi di "neonazismo islamista". "Su questo occorreva insistere, avere inviati speciali, avere interviste con i familiari degli assassinati dagli 'islamisti'. Invece no. Meglio mantenere la realtà italiana partitocratica che favorire una rivoluzione nonviolenta". La parentesi d'informazione garantita sui referendum radicali nel 2013 dall'adesione di Silvio Berlusconi e l'abbandono allora da parte dei suoi di Forza Italia. Sulla possibile riapertura del Centro d'Ascolto grazie al sostegno dell'imprenditore Silvio Scaglia e sui rischi che comunque restano di fare tardi, per fenomeni di "scoramento"
    18:39 Durata: 15 min 16 sec