12 MAG 1992

Intervento di Adelaide Aglietta sulla crisi nei Balcani

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 1 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sulla crisi nei Balcani", registrato a Parlamento Europeo martedì 12 maggio 1992 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Tra gli argomenti discussi: Balcani, Cee, Crisi, Croazia, Europa, Guerra, Istituzioni, Jugoslavia, Parlamento Europeo, Serbia, Slovenia, Stragi.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente, il Commissario Matutes ci ha ricordato come la crisi jugoslava, ormai scoppiata un anno fa, si sia accentuata. In più, si assiste ad una sorta di impotenza della Comunità o di quanti altri abbiano voluto intervenire per bloccare l'eccidio fra le varie comunità etniche che compongono quel paese. Se la Comunità è stata impotente, ciò è dovuto non solo alle inadeguatezze e alle lentezze dimostrate sul piano operativo. Come Comunità politica, noi dovevamo fare una scelta politica. La nostra scelta è stata di dilazionare al massimo un intervento che fosse politico: si è dilazionato il riconoscimento della Croazia e della Slovenia, dando così via libera al disegno della Serbia e all'esercito federale, non si è condannato a tempo l'esercito federale, che ormai si è svincolato da qualunque potere politico; non si è condannato il gruppo dirigente serbo. Oggi viene annunciato - e devo dire che sono d'accordo con questa misura - il richiamo degli ambasciatori accreditati a Belgrado. Da parte nostra, vorremmo un embargo totale rispetto alla Serbia, invitando i rappresentanti diplomatici di Belgrado a lasciare le nostre capitali e chiarendo senza equivoci che la Comunità non è disposta a riconoscere frontiere imposte con il ricorso alla forza. Se noi vogliamo in qualche misura incidere e non mettere allo sbaraglio i nostri osservatori, ai quali va la nostra gratitudine per quanto hanno tentato di fare -- mentre altrettanto non si può dire del Consiglio, o della Commissione -- noi dobbiamo anzitutto individuare le responsabilità, per non essere conniventi di questa situazione di degrado che si va estendendo ad altri territori della ex Jugoslavia. Credo che dovremmo avere il coraggio di denunciare queste responsabilità, traendone le debite conseguenze, cosa che fino ad oggi, a mio giudizio, non è stata fatta. Vorrei infine deplorare che la delegazione del Parlamento europeo da due mesi non sia più stata convocata. Forse sarà convocata a giugno, ed anche questo mi sembra un esempio della pigrizia, della lentezza e della complicità della nostra Istituzione o almeno di alcune rappresentanze politiche all'interno di essa. (Applausi)
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