20 APR 1994

Intervento di Adelaide Aglietta sulla riforma del voto all'interno del Consiglio europeo

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 14 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Adelaide Aglietta sulla riforma del voto all'interno del Consiglio europeo", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 20 aprile 1994 alle 00:00.

Sono intervenuti: Adelaide Aglietta (parlamentare europeo, Federazione dei Verdi).

Tra gli argomenti discussi: Accordi Internazionali, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Istituzioni, Parlamento Europeo, Regolamento, Unione Europea, Voto.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Adelaide Aglietta

    parlamentare europeo (Federazione dei Verdi)

    Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Commissione, non avevamo certo bisogno del compromesso di Ioannina per sapere che il problema del voto all'unanimità, e quindi del diritto di veto, all'intemo del Consiglio, può bloccare il processo decisionale dell'Unione obbligando tutti ad accettare. oltreché la volontà dello Stato più recalcitrante, anche un accordo al ribasso. Ci sembra che ora, dopo Ioannina, il percorso verso un'Unione democratica trasparente ed efficace sia un po` più lungo, anche perché, da sempre, tutti quei settori nei quali il diritto di veto è mantenuto - si spazia dal settore sociale fino a quello della politica estera - sono settori che vivono una situazione di stallo e che rendono ogni giomo meno credibile la nostra Comunità, sia nel contesto intemazionale che di fronte ai singoli cittadini. Il fatto, inoltre, che non vi sia più una certezza del diritto, per cui i Trattati, la nostra legge, possono essere cambiati con una semplice decisione del Consiglio, è tale da doverci preoccupare. Signor Presidente del Consiglio, quando lei parla di associazione del Parlamento ad un comitato di rifessione che noi avevamo chiesto in formee ben diverse, che dovrebbe già essere costituito da molto tempo e che forse sarà costituito a Corfù - a mio giudizio si tratta, veramente, di palliativi di fronte all'interrogativo chiave: se, fino ad oggi, i dodici paesi non sono riusciti a mettersi d'accordo se non dopo un mese di frenetici negoziati sul problema della maggioranza qualificata. che cosa succederà quando dovranno affrontare a sedici le questioni dell'allargamento delle competenze dell'Unione, della procedura legislativa, dei poteri del Parlamento europeo, della politica estera e di sicurezza comune?
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