19 GIU 2015
intervista

"Buchi per terra" (parte II) - Reportage di Maurizio Bolognetti sugli effetti collaterali delle attività estrattive in Val d'Agri

SERVIZIO | di Maurizio Bolognetti - Viggiano - 00:00 Durata: 25 min 25 sec
Scheda a cura di Fabio Arena
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Come dichiarato dalla stessa Eni nel "Local Report 2012", l'insediamento industriale denominato "Centro Olio Val d'Agri" è entrato in esercizio nel 2001, a seguito dell'ampliamento autorizzato nel 1999 del preesistente "Centro Olio Monte Alpi".

Il COVA (Centro Olio Val d'Agri) è ubicato in agro di Viggiano, nel cuore della Val d'Agri, e occupa attualmente una superficie di circa 180.000 metri quadrati.

In base alle Direttive Seveso, esso è classificato come stabilimento a rischio incidente rilevante.

Presso il Cova vengono trattati i circa 84mila barili di greggio che mediamente ogni giorno
vengono estratti dalla concessione di coltivazione idrocarburi "Val d'Agri", la cui titolarità è in capo alla J.V.

Eni / Shell.

Da anni, comitati e associazioni ambientaliste denunciano il micidiale cocktail di inquinanti immessi in atmosfera da questo insediamento industriale.

Veleni che, inevitabilmente, hanno contaminato tutte le matrici ambientali.

Veleni che, in dosi piccole o massicce, quotidianamente vengono respirati da migliaia di persone e che, probabilmente, sono finiti anche nel ciclo alimentare.

Camilla Nigro, attivista di Libera Basilicata, non ha esitato a definire quanto sta avvenendo in Val d'Agri, sul fronte delle attività estrattive, una colonizzazione.

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