28 FEB 1995

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla tutela del clima a livello globale

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 sec
Scheda a cura di Andrea Maori

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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla tutela del clima a livello globale", registrato a Parlamento Europeo martedì 28 febbraio 1995 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Tra gli argomenti discussi: Ambiente, Clima, Commissione Ue, Delors, Energia, Inquinamento, Parlamento Europeo, Stato, Tasse, Ue.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    FR) Signora Presidente, onorevoli colleghi, è con una certa dose di inquietudine che mi rivolgo a voi oggi. Essendo l'ennesimo oratore che si esprime su questo argomento, non voglio certo ripetere quanto è già stato detto. Vorrei semplicemente farvi partecipi della mia inquietudine, di fronte al rischio mondiale di un mutamento climatico, ma, soprattutto, di fronte alla nostra incapacità di prendere un giomo una decisione coraggiosa. Non si può che essere preoccupati, signor Ministro, onorevoli colleghi, perché sappiamo gia che i nostri obiettivi, riguardanti la riduzione delle concentrazioni, sono insufficienti e che non saremo neppure in grado di realizzarli. E la cosa più angosciante non è tanto l'evoluzione del nostro pianeta quanto la nostra incapacità di garantire il ruolo determinante che dovrebbe competerci. Il problema quindi andrebbe affrontato con reali- smo e spirito volontaristico. Il Consiglio ci offre, purtroppo, un perfetto esempio di incapacità di decidere e di agire con coraggio e determinazione, nonostante il fatto che i nostri Stati siano stati unanimi, nelle loro discussioni inteme, sulla necessità di agire. Pur essendosi impegnati a stabilizzare prima e a ridurre poi le emissioni di C01, oggi non hanno più il coraggio di procurarsi i mezzi per realizzare i loro progetti, per quanto modesti essi siano. ll govemo di un paese membro, rifiutando sistematicamente tutte le proposte avanzate in materia, è riuscito a far si che anche gli aiuti rinunciassero ad un'autentica iniziativa comunitaria. Anche in presenza di un compromesso minimo, questo governo, sfruttando fino in fondo la necessità di unanimità che esiste su tale problema, continua, nonostante tutto, a bloccare un`efficace azione dell'Unione. A mio avviso, una tale situazione porta a due riflessioni. In primo luogo, non si deve più permettere che unanimità e veto continuino a bloccare il cammino dell'Unione in questo campo come in altri. Se verrà mantenuta la regola dell'unanimità per tutte le decisioni difficili da prendere, continueremo a non prendere alcuna decisione. Vengano pure previste maggioranze rafforzate, ma finiamola di lasciarci prendere in ostaggio da un solo govemo. In secondo luogo, sarebbe inopportuno arrivare al punto di lasciare ad ognuno la libertà di fare le proprie scelte per poter andare avanti senza essere bloccati dall`immobilismo di questo o quello Stato. Sarebbe inopportuno perché tutti trarranno beneficio dalla riduzione della concentrazione di CO, ed è inaccettabile che uno Stato possa raccogliere gratuitamente i fmtti degli sforzi altrui. Sarebbe inopportuno, ma comunque meglio, forse, che non fare assolutamente nulla. La proposta iniziale di un'imposta sul CO2 e sull'energia, elaborata dalla Commissione, lungi dall'essere perfetta, ha, se non altro, il vantaggio di mettere in evidenza quali sono i veri problemi. Occorre instaurare una Fiscalità energetica, primo passo verso lo sviluppo di una vera e propria fiscalità verde, come previsto dal Libro bianco di Jacques Delors. Quello che mi aspetto dalla Commissione, quindi, è un testo profondamente ispirato a tale proposta iniziale ed è anche quello che si aspetta il nostro gruppo come risoluzione del nostro Parlamento.