13 GIU 1995

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sul rapporto annuale dell'Istituto monetario europeo

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 sec
Scheda a cura di Andrea Maori

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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sul rapporto annuale dell'Istituto monetario europeo", registrato a Parlamento Europeo martedì 13 giugno 1995 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Tra gli argomenti discussi: Are, Economia, Ecu, Europa, Integrazione, Moneta, Parlamento Europeo, Ue.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    Signor Presidente, come tanti colleghi che mi hanno preceduto, vorrei innanzitutto rendere omaggio al presidente dell'Istituto monetario europeo per la sua presenza attenta ai nostri lavori e per il suo rapporto, al Commissario de Silguy che sta ascoltando il nostro dibattito e al collega Christodoulou per la sua relazione, che il nostro gruppo voterà con convinzione. Vonei approfittare di questa occasione e di queste illustri presenze per svolgere un intervento - che sarebbe più consono, forse, in un certo senso, al Tempo delle interrogazioni che a un normale dibattito in Aula - proprio per avere una risposta a due domande ben precise. Alla luce del rapporto che ci è stato presentato, delle cifre quindi avanzate dall'Istituto e dalla Commissione, che fanno chiaramente intrawedere la difficoltà di alcuni paesi a muoversi all'intemo dei criteri di convergenza, mostrando in alcuni casi una tendenza divergente rispetto a quella prevista; alla luce della difficoltà obiettiva insita in questo meccanismo, complesso ma pur convenuto, la mia domanda è la seguente: posto che nessuno, a livello istituzionale, intende toccare l'Unione economica e monetaria né intende che se ne faccia la benché minima menzione durante la Conferenza intergovemativa. è pensabile, secondo voi, che semplicemente grazie alla virtuosità di ciascun paese, ovvero sulla base dei modesti strumenti di coordinamento di cui dispone oggi l'Unione, sia davvero possibile arrivare a quelle convergenze senza un coordinamento della politica economica a livello europeo che sia più vincolante. più forte tra i paesi? D'altro canto - come lascia intendere anche la nostra relazione - non ritenete che quelle convergenze non possano e non debbano accompagnarsi ad uno sforzo vigoroso a livello di bilancio comunitario per colmare quegli scarti che altrimenti si produrranno fra le economie dei paesi membri? E quindi, quando si parla di raddoppiare gli sforzi, non si può e non si deve intendere anche un raddoppio, o quasi, del bilancio comunitario in questo senso?