28 GIU 2015
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 54 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 28 giugno 2015 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione
audio.

leggi tutto

riduci

  • Pannella e un augurio per i 90 anni dell'ex Presidente della Repubblica, Napolitano: "Giorgio, il tuo messaggio alle Camere è stata una sintesi delle posizioni più vive e più utili della politica nel nostro Paese, e per la storia e il destino politico radicale, perché in quel tuo messaggio sono scritte una serie di affermazioni, di intuizioni, di concetti, che mancano tremendamente non solo ai nostri coetanei, ma mancano al presente dei viventi. Come hai fatto con quel messaggio, credo che potresti davvero dare un contributo che resterebbe, perché sarebbe di nuovo un tuo seminare"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Domani l'ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, compie 90 anni. Marco Pannella: "Devo dire che lui ha una vita che potrebbe a tutti, se fosse evocata nei suoi connotati più specifici, quasi la più singolare e appassionante. Lui in fondo prima di essere Presidente emerito era Presidente in atto e futuro tra quelli. Oggi poteva essere, ed è anche, erede al trono emerito; non lo è divenuto titolare della monarchia Savoia nelle varie circostanze storiche che oggi potrebbero essere evocate. Quindi a Giorgio Napolitano in particolare vorrei dire che lui continua, ma mi auguro che non ritenga passato il tempo, perché forse invece il tempo diventa ancora più appropriata, perché lui possa continuare a dare un contributo intellettuale, cioè un contributo molto concreto. Come noi che diciamo, alla buddista o alla Capitini, che il presente è fatto di coloro che sono presenti, quindi attivi come morti, e di coloro che sono presenti attraverso la patente evidente e che magari poco danno o poco sanno dare. Quindi credo di potere fare questo augurio a lui ma anche a noi. Giorgio, credo che tu possa, vorrei dire dovresti, dare un contributo tuo, della tua maturità, della selezione teorica che porti con te. Fai tesoro di questo tempo che ci resta, forse in questi giorni, in queste settimane, puoi dare ancora un contributo importante al presente che ho evocato prima. Un presente che può sicuramente ospitare contributi creativi che poi possono restare presenti nella memoria e nella considerazione. Perché, Giorgio, il tuo messaggio alle Camere è stata una sintesi delle posizioni più vive e più utili della politica nel nostro Paese, e per la storia e il destino politico radicale, perché in quel tuo messaggio sono scritte una serie di affermazioni, di intuizioni, di concetti, che mancano tremendamente non solo ai nostri coetanei, ma mancano al presente dei viventi. Come hai fatto con quel messaggio, credo che potresti davvero dare un contributo che resterebbe, perché sarebbe di nuovo un tuo seminare". Pannella sul ruolo dei cattolici nella politica italiana, incluso l'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Quello che si manifesta da 50 anni è cattolico-democratico, mentre è falso, è proprio cattolico-liberale, e non è un caso che ha poca fortuna l'altro connotato della presenza dei credenti attuali, cioè il personalismo cristiano". "Credo che il personalismo cristiano sia di grande attualità, nel senso che io cito spesso una componente del cattolicesimo contemporaneo, come Georges Bernanos, che ritengo sia una ricchezza. Come il cattolicesimo liberale ha molto più valore e attualità di quanto gli storici non vogliano comprendere". La ricerca di un "aiuto alla forza" del Presidente Mattarella da parte dei Radicali. "Per che cosa? Quelle componenti cristiano-cattoliche, ho evocato Bernanos, e quello che adesso ho continuato a dire, cioè il fatto che lui possa, da cattolico-liberale, farsi forte e essere necessario alla vita politica che noi stiamo concependo e stiamo facendo vivere. Io ho una speranza, una fiducia, una stima, che non posso comunicargli perché nell'anti-democrazia italiana anche a lui è difficile sapere quello che lo concerne"
    17:00 Durata: 13 min 16 sec
  • La figura dell'intellettuale Malek Chebel, l'interlocuzione radicale col mondo arabo e quella ricercata col ministro degli Esteri Gentiloni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La questione islamica e la proposta radicale per la transizione verso lo Stato di diritto. Pannella: "Io ho evocato un nome, di un intellettuale, accademico", Malek Chebel, "che ha un connotato: è un indiscusso cultore di storia araba, islamica; e lui ha sempre teso a mostrare, più che a dimostrare, come nella storia, nel 'destino' alla spagnola del messaggio islamico, c'è una componente e un obiettivo liberale. La cosa strana è che, avendo questo connotato che poi già adesso trova delle conferme, io che seguo un po' la cultura contemporanea francese, vagamente avevo nozione della sua esistenza. Eppure davvero c'è un interprete, un cultore classico di estrazione islamica, ebbene di questo accade come se fosse tra quelli che tu evocavi. Ci sono nomi della nostra storia, anche radicale, che dovrebbero tenersi naturalmente in circolazione, e invece vengono ignorati". Un'intervista al Messaggero del ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in cui evoca un "patto con l'islam italiano". "Potrei fare una battuta, nel senso che io, quando cerco, spesso inutilmente non per colpe sue, Gentiloni… Come si chiama? Paolo? A me viene 'Pa…tto', Patto Gentiloni. Ma non ho letto questa intervista, non ce l'ho fatta. Con 20-25 mila chilometri in aereo in pochi giorni, con soste di due o tre ore, perché erano legati a presenze mie militanti, a incontri; e ho risentito di questa mia situazione. Perché tranne di una tappa a Parigi, durante la quale sono riuscito a beccare i giornali della giornata, in realtà mi è stato difficile in questi giorni potere dedicare un po' di lettura della stampa". L'interlocuzione di Pannella con alcuni esponenti del mondo arabo; perché le istituzioni sembrano non accorgersene? "Sono Presidente effettivo e capo dello Stato, ministro degli Esteri unico in questo momento. Hanno concretamente esigenze di tempo e di tempi che molto difficilmente possono essere governate quando il tempo per approfondire qualcosa che possono anche stimare e ritenere importante in concreto, nel succedersi di esigenze istituzionali e altro, davvero non c'è". "Anche i Mussolini e gli altri avevano poi dalle loro vite private… Molto spesso si scopre, leggendo le loro biografie, che quello che consente a persone iper-occupate di cogliere prima della stessa gente delle strade una attualità da approfondire… Nella realtà italiana io comprendo che questo" è difficile. "Non riescono a essere sollecitati ad occuparsene, perché arriva una mole tale di eventi, di informazioni, di obblighi, che io ritengo questa sia soprattutto una dimostrazione di quanto sia poi difficile, al Presidente, in un regime non democratico, di percepire quello che è negato percepire anche a tutto il suo entourage domestico, alla gente, alla strada"
    17:13 Durata: 18 min 5 sec
  • Pannella: "Nel mondo arabo-islamico abbiamo la convinzione, magari liberale, che la risposta più pertinente all'atroce forza dell'Isis e di una parte del mondo islamista, può essere in un concetto, in un nome, in una scelta, che quasi appartiene a una memoria e a un genoma classico: c'è la roba liberale, c'è lo Stato di diritto". Il ruolo dell'informazione nella censura dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I media "sempre si accorgono di me, e così mi evitano", scherza Pannella. "E' l'essenza stessa, scontata, dell'assenza di una realtà democratica e liberale in un Paese". La "singolarità" mostrata ancora una volta da Furio Colombo. Le critiche a Roberto Saviano che si doleva dell'assenza di un partito che facesse la battaglia anti proibizionista: "Nella realtà si poteva addirittura osare di raccontare una cazzata del genere, senza il timore che qualcuno dicesse: 'Ma tu sei matto! Ci stanno questi che la battaglia la stanno facendo'". "Oggi mi pare che potremmo anche un tantino non dare per scontato la conoscenza di quello che stiamo facendo e dicendo, cioè qual è l'attualità oggi, sul non diritto alla conoscenza, su un sistema che sempre più chiaramente si chiude per istinto e non più per dolo, nel momento in cui per esempio noi continuiamo a produrre fatti consistenti come il fatto che ci sono degli esponenti del mondo islamico, arabo, di un qualche certo rilievo, e sono loro che ci forniscono a livello lessicale la lettura della strategia che ci propongono. Quanti hanno in fondo evocato il nome di Malek Chebel, un accademico noto in tutto il mondo?". "Nel mondo arabo-islamico abbiamo la convinzione, magari liberale, che la risposta più pertinente all'atroce forza dell'Isis e di una parte del mondo islamista, può essere in un concetto, in un nome, in una scelta, che quasi appartiene a una memoria e a un genoma classico: c'è la roba liberale, c'è lo Stato di diritto". "E' più importante non ignorare che io stesso che dico queste cose mi viene spontaneo di sottolineare il dato di cronaca quotidiano: sono esponenti arabi che lessicalmente, mentre dialogavamo alla ricerca di una soluzione adeguata alle urgenze del tempo, proprio da loro viene fuori l'espressione 'transizione verso lo Stato di diritto', una transizione classica"
    17:31 Durata: 27 min 7 sec
  • Il referendum greco sulle proposte dei creditori e i rischi della democrazia reale: "Oggi loro in Grecia sono convinti di avere un sostegno popolare immenso; io ritengo che esiste almeno teoricamente la possibilità che questo accada, perché è sempre accaduto che le dittature durassero facendo votare". "Vogliono fare questo, tra cinque giorni o quasi subito, per avere in modo quasi plebiscitario il fatto che 'il popolo è stato con noi' e dunque 'guai a contraddire quello che il popolo ha detto'"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sul referendum convocato in Grecia a proposito delle proposte dei creditori internazionali. Pannella: "Ho sempre ricordato che non c'è nulla come la democrazia reale, cioè l'anti-democrazia e le dittature di vario tipo, che hanno ricercato e indire elezioni da loro, magari anche referendum. Perché questa dimostrazione che tutte le visioni che vengono attribuite ai loro avversari storici, come noi siamo, non corrispondono più a verità". "Così come le dittature hanno avuto sempre più bisogno di far votare, hanno tenuto molto a far votare, eccetera, senza democrazia, senza che le votazioni e le elezioni avessero il loro connotato costitutivo, cioè il carattere delle campagne elettorali nelle quali ci si esprime e si propone teoricamente alla gente, al popolo, di scegliere fra proposte che gli vengono illustrate. Non è un caso che nelle dittature, che sempre facevano subito votare, perché votare senza libertà, informazione, è il modo migliore per esercitare il crimine dittatoriale". "Ora questi fanno il referendum per dimostrare che il popolo gli darà l'esito che loro vogliono, perché noi stessi, come Radicali forse, non abbiamo adeguatamente colto l'occasione che purtroppo ci si presenta, cioè che il fatto democratico per eccellenza, il votare, viene sempre più fatto perché è comprovato che non c'è rischio democratico vero quando non esiste libertà d'informazione". "Oggi loro in Grecia sono convinti di avere un sostegno popolare immenso; io ritengo che esiste almeno teoricamente la possibilità che questo accada, perché è sempre accaduto che le dittature durassero facendo votare". "Vogliono fare questo, tra cinque giorni o quasi subito, per avere in modo quasi plebiscitario il fatto che 'il popolo è stato con noi' e dunque 'guai a contraddire quello che il popolo ha detto'"
    17:58 Durata: 10 min 39 sec
  • Pannella segnala "Né un soldo né un voto. Memoria e riflessioni dell'Italia laica", il libro di Adolfo Battaglia edito dal Mulino. La differenza tra "unione laica delle forze" e "unione delle forze laiche"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    18:09 Durata: 12 min 50 sec
  • Il senso dell'iscrizione al Partito radicale: "L'esempio è anche quello di assumersi la responsabilità di manifestare il voler vivere, anche proprio. Se non c'è questo – malgrado le difficoltà, i dolori, le malattie – l'esempio che si dà è quello della rassegnazione al venir meno della vita". "Arrangiatevi, cercate di fare subito, e poi magari di farmelo anche sapere, o che lo sappiano le persone che amate, o ancora più importante le persone che vi amano".

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Sulla mancata crescita di una classe dirigente radicale e sui limiti dello statuto originario del Partito radicale cui si accenna nel libro di Battaglia: "Si chiede, molto umilmente sul piano umano, all'iscritto di dare quotidianamente l'elemosina, il pagamento del biglietto per il transito. C'è umiltà anche in questo, è fondamentale, non c'è nessun'altra condizione". Pannella evoca "una prossima fine" del Partito radicale. Il caso dell'iscrizione e della candidatura di Toni Negri, divenuto nel 1983 deputato radicale. "Quotidianamente non bisogna sottovalutare le caratteristiche dell'individuo e della persona; se costantemente le ragioni stesse di una scelta non vengono conosciute, illustrate, anche pubblicamente e gravissimamente contestate, non si riesce a capirne l'importanza e la necessità. Potrei dirla in questo modo. Io credo di potere doverosamente dire a tutti coloro che ci ascoltano oggi o un'altra volta: se quell'affetto, quella stima, quella ri-conoscenza che molti mostrano, ma anche proclamano, di ritenere che io e noi meritiamo, allora devo dire, quale che sia il grado di affetto, ebbene si tenga presente che lo si può manifestare facendo qualcosa di prezioso per chi lo manifesta, ma anche per esempio per me, iscrivendosi, dando questo caffè al giorno con la forma dell'iscrizione. Io chiedo che non si sottovaluti questa cosa che effettivamente non è spontaneo fare". Pannella dichiara la propria "riconoscenza" al direttore del Tg2, Marcello Masi, che ha fatto sapere in pubblico di essersi iscritto al Partito radicale. Alcuni appuntamenti settimanali dei Radicali. Pannella: "E' importante sapere che quello che facciamo o non facciamo è esempio per gli altri. Allora decidere la vita per un anno, e poi se si rinnova a tempo indeterminato, della storia umana radicale, senza esempio è difficile che accada". "L'esempio è anche quello di assumersi la responsabilità di manifestare il voler vivere, anche proprio. Se non c'è questo – malgrado le difficoltà, i dolori, le malattie – l'esempio che si dà è quello della rassegnazione al venir meno della vita". "Arrangiatevi, cercate di fare subito, e poi magari di farmelo anche sapere, o che lo sappiano le persone che amate, o ancora più importante le persone che vi amano"
    18:21 Durata: 32 min 56 sec