14 NOV 1995

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla mancato rispetto dei diritti umani in Cina e in Tibet

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla mancato rispetto dei diritti umani in Cina e in Tibet", registrato a Parlamento Europeo martedì 14 novembre 1995 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Tra gli argomenti discussi: Commissione Ue, Democrazia, Diritti Umani, Parlamento Europeo, Tibet, Unione Europea, Wei Jing Sheng.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    Signor Presidente, onorevoli colleghi, commissario Pinheiro, vorrei parlare in quest' Aula di due temi che riguardano direttamente o indirettamente la Cina, rivolgendomi anche e soprattutto alla Commissione europea, che ha recentemente adottato una risoluzione, delle linee guida sulla politica da adottare nei confronti di quel paese, linee guida che hanno suscitato in me, come in molti altri lettori, non poche perplessità in quanto il documento sembra perdonare la.Cìna e, sull'altare degli interessi economici, abbandonare quella poli- tica di rigore che è stata la nostra dopo il massacro della Piazza Tien An Men. E' di ieri la condanna del dissidente cinese Wei, cui sono stati comminati quattordici anni di prigione per delitti d'opinione, fatto questo intollerabile anche per un paese economicamente cosi importante che molti dei nostri Capi di govemo fanno la fila per essere ricevuti a Pechino. C'è un Parlamento europeo, c'è un'opinione pubblica europea che - fortunatamente - non demorde e chiede democrazia e diritto, perché democrazia e diritto devono trionfare in tutto il mondo e perché quello che abbiamo con grande diffficoltà - ma anche con grande successo - iniziato a concepire per i nostri rapporti con la Turchia deve poter valere anche per paesi come la Cina. Quindi, quando vi sono persone condannate a pene estremamente severe, quando sappiamo che la maggior parte della manodopera cinese è praticamente ridotta a uno stato di schiavitù per i prodotti a buon mercato che produce, quando sappiamo che un popolo, come quello tibetano, è oppresso, assolutamente dominato, che lo si vuole persino privare della facoltà di riconoscere i suoi capi spirituali, come nel caso del Panchen lama, dobbiamo interrogarci dawero sulla politica che l*Unione europea è capace di svolgere nel campo dei diritti umani, da qualsiasi paese essi siano violati. Con forza, pertanto, il nostro gruppo ha promosso e voterà con convinzione le due risoluzioni che riguardano - lo ripeto - direttamente o indirettamente la Cina, in particolare la risolu- zione sui diritti del popolo tibetano, affinché una volta di più questa Unione europea sappia far riconoscere che quei diritti devono essere rispettati in tutto il mondo, a partire dal govemo cinese. L'invito dunque che, attraverso questa risoluzione, rivolgiamo alla Commissione - e ci auguriamo che essa, cosi come il Consiglio dei ministri, lo recepisca - è di attuare una politica di maggiore attenzione verso quel paese, quel popolo cosi oppresso, affinché i suoi diritti all`autonomia, in particolare all`autonomia spirituale e culturale, siano preservati e tutelati anche dall`Unione europea.