07 LUG 2015
intervista

Uranio impoverito: una strage senza colpevoli. Intervista a Monica Zornetta

INTERVISTA | di Maurizio Bolognetti - Latronico - 11:00 Durata: 11 min 37 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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I proiettili all'uranio impoverito, una volta bruciati o polverizzati in seguito all'impatto, rilasciano radiazioni.

E' questa una scomoda verità che da anni si tenta di occultare per nascondere con essa le storie di migliaia di soldati italiani che, calcando gli scenari di guerra dell'ex Jugoslavia e non solo, hanno ignari respirato le micidiali nano particelle di uranio impoverito.

Secondo alcune stime, sono oltre 300 i militari italiani deceduti a causa di questa esposizione e migliaia coloro che si sono ammalati.

A confermare il nesso di causa-effetto tra l’esposizione alle nano
particelle d'uranio e l'insorgenza di tumori e leucemie, una recente sentenza emanata dalla Corte d'Appello di Roma, che ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire un milione e trecentomila euro ai familiari di un militare italiano che aveva prestato servizio in Kosovo.

Una sentenza nella quale si afferma che "i vertici militari", pur essendo a conoscenza del pericolo, nulla hanno fatto per prevenirlo.

Monica Zornetta, giornalista, scrittrice, collaboratrice della rivista "Narcomafie" e di numerose testate, il 25 giugno dalle pagine del quotidiano "Avvenire" si è occupata della vicenda del capitano Antonino Caruso, deceduto nel 1999, dando voce al duro j'accuse della moglie Daniela Volpi.

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