17 NOV 1997

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulle modifiche regolamentari in merito ai rapporti tra Parlamento europeo e Consiglio d'Europa

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 sec
Scheda a cura di Andrea Maori

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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulle modifiche regolamentari in merito ai rapporti tra Parlamento europeo e Consiglio d'Europa", registrato a Parlamento Europeo lunedì 17 novembre 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Consiglio D'europa, Parlamento Europeo, Regolamento.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (LP)

    Dell'Alba (ARE), relatore. - Signor Presidente, cari colleghi, pur essendo di natura tecnica, l'emendamento riveste un certo carattere simbolico, specie se discusso in quest'Aula, che almeno fino all'anno prossimo dividiamo con il Consiglio d'Europa. Di che si tratta e di che relazione sono stato incaricato di svolgere? - Nell'intento di rendere più leggibile il nostro Regolamento, il collega Ford propose qualche mese fa di sopprimere il riferimento ai nostri rapporti con il Consiglio d'Europa. Ragioni ben fondate giustificavano questa iniziale proposta; in realtà l'articolo 154 del nostro Regolamento, prevede che il Parlamento europeo trasmetta ogni anno una relazione al Consiglio d`Europa, come se noi parlamentari fossimo in un rapporto di sudditanza nei confronti di un fratello maggiore da cui ci siamo a poco a poco emancipati. La ragione storica di ciò è che dal 1952, dalla firma cioè del Trattato CECA. è stato previsto un rapporto privilegiato con il Consiglio d'Europa che il Parlamento europeo, con un protocollo concluso a quell'epoca, ha deciso di rispettare anche attraverso la trasmissione di un rapporto annua- le che nel corso degli anni ha però perso di qualsiasi significato. Abbiamo avuto e continuiamo ad avere rapporti, a fasi alterne, non intensi, ma pur sempre dei rapporti, non solo a livello dell'Amministrazione, ma anche delle commissioni specializzate, degli organi di presidenza, eccetera. È indubbio che le prospettive dell'allargamento e dell'ampliamento del numero dei membri dello stesso Consiglio d'Europa fanno si che questa istituzione preceda anche in questa nuova fase gli sviluppi della nostra Istituzione. Mantenere un legame formalmente un pò più stretto di quello con altri organi parlamentari europei, e parso quindi importante alla maggioranza della commissione per il regolamento, anche se era il caso di cogliere l'occasione della proposta presentata dal collega Ford volta a modificare la natura dei nostri rapporti. La relazione che oggi vi presento consta di due proposte che non fanno altro che sancire la situazione di fatto. Sopprimiamo il riferimento un po' obsoleto a questo obbligo morale di presentare un rapporto annuale e ci limitiamo a stabilire nel Regolamento, che gli organi del Parlamento europeo conducono qualsiasi rapporto utile con il Consiglio d'Europa riconoscendo, anche a livello di Regolamento, l'importanza di questo rapporto privilegiato che ci unisce al Consiglio d'Europa, se non altro perché dividiamo la stessa sede di lavoro. Poi demandiamo alla Conferenza dei Presidenti, che già ne ha già la competenza istituzionale, il compito di regolare definitivamente la questione con la controparte del Consiglio d'Europa. ' Si tratta quindi di una piccola modificare che in sostanza ribadisce un legame storico, previsto dai Trattati, con il Consiglio d'Europa demandando agli organi più competenti, cioè alla Conferenza dei Presidenti, il compito di disciplinare al momento opportuno questi rapporti che esistono, in particolare per quanto riguarda i diritti umani ed altre materie di comune interesse;-è cioè utile mantenere questi rapporti a prescindere dalla forme superate che con questa relazione decidiamo di abolire. Spero che su queste proposte ci sia il vostro consenso e che l'Aula domani voti a favore.