28 LUG 2015
intervista

Veleni di Regime (Parte II): Il Pozzo Pergola 1 - Un reportage di Maurizio Bolognetti

SERVIZIO | di Maurizio Bolognetti - Marsico Nuovo - 00:00 Durata: 43 min 35 sec
Scheda a cura di Fabio Arena
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A Marsico Nuovo, piccolo centro della Val d'Agri, si materializzano le contraddizioni prodotte da una politica partitocratica incapace di programmare il futuro e che vive esclusivamente in un presente fatto di clientele e lottizzazioni.

All'ingresso del paese un cartello informa i visitatori che stanno entrando in un territorio che fa parte dell'Ente Parco Nazionale Lagonegrese - Val d'Agri; un Parco che convive con la presenza di pozzi petroliferi come il Cluster "Agri 1, Cerro Falcone 6, Cerro Falcone 9", ubicato a soli 600 m.

da una diga.

Da un lato la sede dell'Ente Parco Nazionale
Lagonegrese - Val d'Agri, dall'altro la presenza delle attività estrattive della joint venture Eni - Shell.

A Marsico Nuovo si ripete il solito copione dello sperpero delle royalties che le multinazionali dell'oro nero versano ai comuni rientranti nella concessione di coltivazione "Val d'Agri".

Per esempio, si costruiscono ascensori per collegare un parcheggio di una trentina di posti auto con il viale principale del paese.

Cattedrali nel deserto che fanno da pendant a un lento e inesorabile spopolamento, che in soli dieci anni ha fatto registrare un saldo demografico negativo di meno mille abitanti.

Come a Viggiano, anche a Marsico Nuovo il petrolio non ha certo portato ricchezza e benessere e la gente fugge da luoghi che nell'immaginario collettivo, indotto dalla propaganda di regime, avrebbero dovuto essere una sorta di Kuwait City.

Petrolio in Basilicata fa rima con spopolamento dei territori e inquinamento delle matrici ambientali.

A Marsico Nuovo, in contradada San Vito, l'Eni lavora alacremente da mesi per allestire il piazzale pozzo Pergola 1, ubicato in un'area contigua a un Parco ritagliato in base alle esigenze delle company dell'oro nero; un'area delicatissima dal punto di vista idrogeologico.

Il 6 marzo 2015, Arpa Basilicata ha comunicato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per i parametri Berillio, Cadmio, Cobalto, Rame, Stagno, Zinco, Tallio e Idrocarburi C>12 proprio nel sito in cui fervono i lavori del "Progetto Pergola1"; un progetto che, come ha sottolineato Il geologo Franco Ortolani, interessa "aree prossime alla Rete Natura 2000" e insiste in un'area ad altissimo rischio sismico chiamata "Melandro-Pergola", responsabile di uno dei sismi più distruttivi della storia d'Italia.

Il geologo campano ha inoltre sottolineato che un eventuale incidente potrebbe compromettere irrimediabilmente l'area fluviale protetta Sele -Tanagro.

Per Mario Colella, animatore del Comitato "Blocchiamo Pergola 1", la costruzione di questo ennesimo pozzo rappresenta un'autentica iattura.

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