06 AGO 2015
intervista

Quale accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati? Il caso Sasso di Castalda - Un reportage di Maurizio Bolognetti

SERVIZIO | di Maurizio Bolognetti - Sasso di Castalda - 10:03 Durata: 56 min 3 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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Sasso di Castalda - L'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo che "sbarcano" in Italia viaggia su un doppio binario: da un lato il sistema che potremmo definire ordinario, lo SPRAR, acronimo che sta per "Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati", che prevede un coinvolgimento diretto degli enti locali, dall'altro il "binario" rappresentato dalle convezioni stipulate dalle Prefetture con enti gestori privati.

A Sasso di Castalda, piccolo centro in provincia di Potenza, è operativo dal maggio del 2014 un centro di accoglienza gestito da "Opera Cooperativa arl", che ha
stipulato una convenzione con la Prefettura di Potenza "per la messa a disposizione di posti straordinari per la prima accoglienza dei cittadini stranieri temporaneamente residenti sul territorio".

Venerdì 31 luglio, i 51 migranti ospitati da "Opera" presso il Borgo Antico La Manca hanno dato vita a una manifestazione di protesta nelle vie di Sasso, bruciando alcune suppellettili.

Gli immigrati lamentano i lunghi tempi d'attesa per vedersi riconosciuto la status di rifugiato politico o economico o sussidiario.

Nel piccolo e suggestivo centro della Valle del Melandro la tensione è salita alle stelle, tant'è che il primo cittadino, Rocco Perrone, ha chiesto che gli ospiti della Cooperativa vengano trasferiti altrove.

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riduci

  • Rocchino Nardo

    consigliere comunale della "Lista civica alternativa per Sasso" di Sasso di Castalda (Potenza)

    Giuseppe Tamburrino

    rappresentante legale di "Opera Cooperativa" arl

    Rocco Perrone

    sindaco del Comune di Sasso di Castalda (Potenza)

    10:03 Durata: 56 min 3 sec