08 AGO 2015

Di scarichi fognari, depuratori ed altre sciocchezze - Redazionale di Maurizio Bolognetti

EDITORIALE | di Maurizio Bolognetti - Latronico - 16:49 Durata: 2 min 38 sec
Scheda a cura di Delfina Steri
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Il 17 ottobre 2014 e il 20 maggio 2015, Acquedotto Lucano segnala al Comune di Latronico, alla Provincia di Potenza e alla ex Aato Basilicata un afflusso di scarichi anomali presso il depuratore ubicato in c/da Mulini di Latronico.

Il nucleo "Controllo igienico sanitario", diretto dalla biologa Rosanna Brienza, sottolinea che da prelievi effettuati sono emersi "parametri chimici tra i quali Azoto Ammoniacale, Solidi Sospesi Totali e Test di tossicità di gran lunga superiori ai valori limite previsti dalla tabella 3 dell’allegato 5 del D.LGS 152/2006".

Tradotto, nel depuratore ci è finito
qualcosa che non doveva finirci e il refluo inquinato è poi stato scaricato nel fiume Sinni.

L'amministrazione comunale di Latronico, violando apertamente l'art.5 comma C della Convenzione di Aarhus, non ha fatto conoscere alla cittadinanza le informazioni ricevute da AL.

In data 31 luglio 2015, l'ex Aato Basilicata, nel rispondere a una richiesta di accesso agli atti, avanzata dal segretario di Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, ha sottolineato che l'unica attività autorizzata a recapitare i propri reflui nel depuratore ubicato in c/da Mulini è la Soc.

Coop.

Agrocarne Sud.

Dalla risposta fornita dal direttore tecnico della Conferenza interistituzionale idrica (ex Aato Basilicata), emerge che la ex Valpollino, oggi Maione Srl, non è in possesso di autorizzazione allo scarico.

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