16 GEN 2001

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla gestione dei fondi strutturali

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 5 min 29 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla gestione dei fondi strutturali", registrato a Parlamento Europeo martedì 16 gennaio 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Amministrazione, Bilancio, Commissione Ue, Cooperazione, Corte Dei Conti Europea, Finanziamenti, Industria, Investimenti, Irlanda, Parlamento Europeo, Regioni, Stato, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 5 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, in realtà la mia relazione raggruppa quattro relazioni distinte. Colgo l'occasione per rendere omaggio al Commissario, signora Schreyer, per la sua presenza. Spero che, per il suo tramite, coloro che più specificamente sono responsabili della gestione dei Fondi strutturali, sia alla Commissione, sia negli Stati membri, recepiranno il messaggio contenuto nella nostra relazione e nelle nostre conclusioni dato che, nella fattispecie, si tratta dei Fondi strutturali che, come sappiamo, in genere sono direttamente gestiti dagli Stati membri. Ci sono pertanto quattro relazioni distinte: una relazione sull'addizionalità degli aiuti, una relazione sulla riconversione dei siti industriali, una terza della Corte dei conti sulle misure a favore dell'occupazione giovanile nell'ambito del Fondo sociale europeo e del FEAOG sezione "Orientamento", e una quarta relazione sul Fondo internazionale per l'Irlanda e il programma PEACE in Irlanda del Nord. Per quanto riguarda quest'ultima relazione, ringrazio in modo particolare la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, per il suo contributo al mio lavoro. Tutti gli emendamenti che quella commissione aveva presentato sono stati ripresi dalla commissione per il controllo dei bilanci. Tuttavia, questi quattro temi distinti conducono a osservazioni simili che possono essere di tre tipi. In primo luogo, le critiche principali che possono essere rivolte alla Commissione vertono sulle procedure amministrative, giudicate dalla Corte e da noi, troppo lunghe e complesse, ostacolo talvolta del corretto svolgimento dei progetti. Non si può nascondere che critiche analoghe sono espresse dagli Stati membri. I controlli in corso di progetto, effettuati in loco o da Bruxelles, sono sempre insufficienti. Si fa sempre notare la mancanza di mezzi e di personale -altri lo hanno sottolineato anche per altri settori - malgrado le frequenti osservazioni della Corte dei conti al riguardo. La Commissione sta trasformando radicalmente la sua struttura e chiede mezzi supplementari. Spero che il Parlamento, che nonostante un incremento dei compiti ha sempre creduto al mito della crescita zero dei funzionari, accetterà le proposte e gli obiettivi della Commissione volti a rafforzare anche i suoi controlli e il suo ruolo. Evidentemente, ciò provoca un accavallamento dei finanziamenti, perché i finanziamenti non sono controllati abbastanza bene e ne consegue pertanto un cattivo utilizzo dei fondi europei. Un'ultima possibile critica verte sul ritardo dei pagamenti, problema ricorrente che pare la Commissione non sia stata in grado di risolvere ed eliminare. Secondo, una critica fondamentale che vorrei tanto si potesse porre in rilievo nei nostri contatti con i paesi membri riguarda il cattivo utilizzo degli stanziamenti spesso dovuto alla mancanza di cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione, all'assenza di volontà degli Stati membri a valorizzare i fondi che sovente sono considerati come doni, come fondi atti a sostituire quelli nazionali. Gli Stati membri, in certe condizioni, tengono poco conto del principio dell'addizionalità che prevede invece un autentico cofinanziamento da completare con un finanziamento nazionale. Secondo le stime gli stanziamenti coprono circa il 100 percento del finanziamento e questo naturalmente non è conforme alla logica stessa dei Fondi strutturali e del loro utilizzo. Gli Stati membri non dovrebbero dimenticare che quei fondi sono pubblici e riguardano tutti i cittadini europei. Per questa ragione dovrebbero utilizzarli con molto più discernimento dei fondi nazionali. Per ovviare a questa disfunzione nel giugno del 1999 è stata adottata una nuova regolamentazione che spero sarà d'ausilio per avanzare. Chiediamo alla Commissione, qualora si individuassero disfunzioni come la sospensione dei pagamenti e purché ci siano ragioni valide, di mettere in atto tutti i mezzi a sua disposizione, noi appoggeremo e sosterremo la Commissione in questa iniziativa. Ritengo infine che la Commissione dovrebbe vegliare maggiormente ai criteri d'ammissibilità prima di autorizzare l'erogazione dei fondi. In tal modo si eviterebbe il finanziamento di progetti non validi, quei progetti dove c'è un po' di tutto e che spesso vediamo realizzare negli Stati membri. Questi sono i commenti che volevo formulare. La ringrazio, signor Presidente, per avermi concesso qualche secondo in più di tempo di parola.
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