18 GEN 2001

Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla Corte penale internazionale

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 42 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Gianfranco Dell'Alba sulla Corte penale internazionale", registrato a Parlamento Europeo giovedì 18 gennaio 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Gianfranco Dell'Alba (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Balcani, Clinton, Corte Penale Internazionale, Frassoni, Giustizia, Milosevic, Mladic, Parlamento Europeo, Pinochet, Ratifica, Stato, Stragi, Ue, Usa.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Gianfranco Dell'Alba

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, per l'ottava volta in quattro anni il nostro Parlamento adotterà, tra pochi minuti, una risoluzione sulla Corte penale internazionale. Questo dimostra la determinazione, la risolutezza con la quale il nostro Parlamento ha voluto seguire, passo passo, il lento divenire di una giustizia internazionale della quale v'è sempre più bisogno - come dimostrano i casi Milosevic, Mladic, Pinochet e tanti altri, ai quali comincia a mancare quell'impunità che fino ad ora aveva garantito a tanti assassini, a tanti criminali di poter rimanere tranquilli al loro posto, e magari andare in pensione con tutti gli onori - e dimostra con quanto impegno il nostro Parlamento ha seguito questa vicenda, in molti casi indicando la via all'Unione europea. Ricordo le prime risoluzioni, nelle quali chiedevamo a gran voce un'Unione europea in cui i quindici Stati membri fossero uniti e determinati in questa battaglia, difendendo i principi essenziali di questa Corte: l'indipendenza del procuratore, l'autonomia della Corte a giudicare dei crimini, la definizione dell'oggetto del mandato della Corte e così via. Questi obiettivi sono stati raggiunti. Ha ragione la collega Frassoni a dire che è importante ribadire che questi obiettivi e il contenuto dello statuto devono essere difesi da chi ha firmato, come Clinton o altri, per continuare a far parte dell'Assemblea degli Stati membri della Corte, ma in realtà per influenzare negativamente i negoziati, magari sperando in un'esenzione per i militari americani. Non c'è bisogno di esenzione, c'è bisogno di arrivare al più presto alle sessanta ratifiche: è un campo nel quale i Quindici danno una buona prova. Mi auguro che, nelle relazioni che avremo con i paesi terzi, questo tema sarà all'ordine del giorno, e mi auguro che i sette paesi dell'Unione, che ancora non l'hanno fatto, ratifichino entro quest'anno lo statuto.
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