23 AGO 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 51 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 23 agosto 2015 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Massimo Bordin (giornalista, già direttore di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 51 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    giornalista, già direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il manifesto-appello dei Premi Nobel contro lo sterminio per fame nel mondo del 1981; la mozione di Gea Schirò, parlamentare del Pd, affinché il governo faccia propria la campagna radicale per la transizione allo Stato di diritto e il diritto alla conoscenza
    17:00 Durata: 3 min 46 sec
  • Il manifesto-appello dei Premi Nobel contro lo sterminio per fame nel mondo del 1981 e la campagna per lo Stato di diritto e il diritto alla conoscenza: “Per sottolineare una continuità serrata, profonda, di quello che continuiamo a rappresentare, difendere e promuovere”, dice Marco Pannella. “E tuttora abbiamo le analisi sulle condizioni del diritto e della libertà politica nel nostro paese, e credo sia chiaro che è una peste italiana nel senso che è di ‘democrazia reale’, quella in cui prendendo il fatto delle elezioni, allora si dice ‘siccome ci sono le elezioni, è democratico’. Noi invece ci battiamo da tempo per sottolineare che i regimi anti democratici se ne sono accorti da tempo: loro fanno le elezioni, non è che non le fanno”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il nesso tra il manifesto-appello dei Premi Nobel contro lo sterminio per fame nel mondo del 1981 e la mozione di Gea Schirò, parlamentare del Pd, affinché il governo faccia propria la campagna radicale per la transizione allo Stato di diritto e il diritto alla conoscenza: “Per sottolineare una continuità serrata, profonda, di quello che continuiamo a rappresentare, difendere e promuovere”, dice Marco Pannella. “La storia di oggi comprende obiettivi, risultati e lotte del Partito radicale che sono riusciti a determinare decisioni importanti da parte delle istituzioni, quelle internazionali e quelle di diritto interno. La gente tende comprensibilmente a citare divorzio e aborto, ma così come divorzio e aborto non furono per anti clericalismo ma per alcuni risultati, l’altra cosa da ricordare è che siamo passati per la nostra opera dal servizio militare giacobino alla professione volontaria”. Il parallelo tra sterminio per fame nel mondo e l’Olocausto: “Così come dell’Olocausto in genere si parlò dopo lo stesso, anche da parte delle vittime, a questo punto c’è una continuità di strumenti politici, di ragion politica, come dimostra questo manifesto, dicendo: è in corso e continua come nuovo Olocausto, continua quello che speravamo fosse stato battuto nel mondo. Come speravamo che la vittoria anti fascista… Poi però abbiamo preso atto che sotto nuove forme in realtà la partitocrazia e non la democrazia” ha prevalso. “E’ possibile che l’obiettivo della partitocrazia, cioè di questo regime, è che ha bisogno di eliminare di considerare, perché non siamo ‘di protesta’ ma molto ‘di proposta’ e ‘alternativa’”, i Radicali. “E’ una regola ormai: mai i Radicali in un dibattito importante” . “Siamo l’unica forza politica che da decenni è vietata all’ascolto”. “Una continuità tra quello che credevamo di dover continuare a battere come peste italiana che credevamo vinta e scomparsa, veniva fuori attraverso le nuove forme di regime come si andavano manifestando. E tuttora abbiamo le analisi sulle condizioni del diritto e della libertà politica nel nostro paese, e credo sia chiaro che è una peste italiana nel senso che è di ‘democrazia reale’, quella in cui prendendo il fatto delle elezioni, allora si dice ‘siccome ci sono le elezioni, è democratico’. Noi invece ci battiamo da tempo per sottolineare che i regimi anti democratici se ne sono accorti da tempo: loro fanno le elezioni, non è che non le fanno”
    17:03 Durata: 12 min 19 sec
  • Pannella: “Consapevoli dell’esperienza anglosassone, di common law e non di civil law, abbiamo puntato sull’elemento ‘giurisdizione’, che sembrava il più difficile. Oggi è chiaro anche a loro che ci vuole una riforma radicale della giustizia, perché da 18 anni siamo condannati formalmente, non solo per la cosa delle carceri ma per la non ragionevole durata dei processi”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Una polemica dentro Forza Italia sulle primarie e il “no” di Silvio Berlusconi alle stesse. I Radicali e il loro primato nel parlare di “sistema americano”, poi spesso rovinato quando passa nelle mani dei partiti politici italiani. “La nostra tesi: ci troviamo di nuovo a dovere affrontare il problema dei diritti umani e della umanità organizzata non attraverso le illusioni di ordine totalizzante ma quelle della democrazia”. Il giudizio cangiante di Pannella sulla Corte Costituzionale. “Anche dalla Cassazione sono venuti di recente degli interventi convergenti, pure nei tempi, con quelli della Corte Costituzionale”. “Consapevoli dell’esperienza anglosassone, di common law e non di civil law, abbiamo puntato sull’elemento ‘giurisdizione’, che sembrava il più difficile. Oggi è chiaro anche a loro che ci vuole una riforma radicale della giustizia, perché da 18 anni siamo condannati formalmente, non solo per la cosa delle carceri ma per la non ragionevole durata dei processi”. I problemi “di legalità e di diritto” continuamente posti dai Radicali, di “riattivazione” dei meccanismi democratici
    17:16 Durata: 11 min 20 sec
  • Sull'urgenza della riforma della giustizia: “Oggi il primo problema è di dire e di affermare ai massimi magistrati di oggi, quindi Mattarella, che noi condividiamo in fondo le analisi di Napolitano, cioè del suo predecessore, che diceva ‘qui e oggi subito’. Perché se sei in una situazione tecnicamente criminale, devi uscirne subito. Mentre il riflesso è quello di continuare a non prendere decisioni adeguatamente pesanti”. “Su questo è vietato il dibattito, perché su questa posizione ci siamo noi Radicali. Se noi diciamo che lo facciamo in nome della democrazia liberale, e quantomeno sulla buona fede non si può avere dubbi, mentre se lo dicessero altri, francamente…”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il Papa e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno evocato la Terza guerra mondiale. Pannella: “Io continuo a raccontare, ma nessuno lo sa, giovani e non giovani, perché quando c’è censura si ignorano i fatti. Allora Molotov-Ribbentrop, realtà sulla quale torno, è quella che contraddistingue il momento di scontro” tra nazismo e comunismo, “quindi c’è stata la reazione per la quale, soprattutto per apporti statunitensi e della Gran Bretagna”, i totalitarismi sono stati battuti. “Don Benedetto Croce aveva una cosa fissa: va bene, se dobbiamo accettare questa cosa del referendum e della possibile conferma della monarchia, ci dev’essere chiarezza che quell’esponente di Casa Savoia che sulle Alpi aggredì la Francia non può assolutamente proporsi come Re”. Il parallelo con Ribbentrop-Molotov? “Nel nostro Paese il diritto è formalmente negato”. Pannella cita il messaggio alle Camere dell’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Io sto insistendo e ho insistito: se c’è anti-democrazia, questo è la peste, non sottovalutiamolo. Se noi siamo condannati dalle giurisdizioni ufficiali europee, che non sono radicali, se anche a livello nazionale – un po’ grazie anche al nostro aiuto – la Corte costituzionale interviene anche lei per indicare comportamenti di regime da parte dello Stato, allora di tutto questo dobbiamo discutere. Ritengo che c’è il rischio, che evochiamo, che magari non abbiamo più i soldi nemmeno per tenere aperta la sede o Radio Radicale, e non a caso evoco Radio Radicale, nel senso che poi ci sono nella tecnologia moderna molti modi per fare fuori cose che per essere fatte fuori venti o trenta anni fa ci sarebbe stato bisogno di posizioni e divieti più chiari”. “Oggi il primo problema è di dire e di affermare ai massimi magistrati di oggi, quindi Mattarella, che noi condividiamo in fondo le analisi di Napolitano, cioè del suo predecessore, che diceva ‘qui e oggi subito’. Perché se sei in una situazione tecnicamente criminale, devi uscirne subito. Mentre il riflesso è quello di continuare a non prendere decisioni adeguatamente pesanti”. “Su questo è vietato il dibattito, perché su questa posizione ci siamo noi Radicali. Se noi diciamo che lo facciamo in nome della democrazia liberale, e quantomeno sulla buona fede non si può avere dubbi, mentre se lo dicessero altri, francamente…”. “Non mi pare” che i Radicali possano essere definiti “terzomondisti”, dice Pannella, ricordando l’analisi che stava dietro il manifesto contro lo sterminio per fame nel mondo. “Non dobbiamo dare a questi moribondi, come forza di potere e di governo, altro tempo. Perché loro su questo possono avere anche la capacità di dire ‘non crepiamo da soli ma assieme ai Radicali’. Cioè quelli del regime potrebbero avere un riflesso e dire: a questo punto c’è la proposta radicale, e dobbiamo scegliere la proposta radicale rispetto a quelle del Pd”
    17:27 Durata: 34 min 40 sec
  • A proposito della situazione economica, Pannella ricorda come dicesse anni fa che “l’80% degli imprenditori italiani, nella dimensione piccola e media, si poteva pure dire ‘tanto sono tutti evasori fiscali’. Io dicevo: siccome ci sono notevoli componenti del mondo imprenditoriale che sono quella marea di baristi, ristoranti, i piccoli e medi produttori agricoli che abbiamo, a questo punto è un’alleanza da porre come problema senza aspettare che casomai loro se ne accorgano”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella ricorda come dicesse anni fa che “l’80% degli imprenditori italiani, nella dimensione piccola e media, si poteva pure dire ‘tanto sono tutti evasori fiscali’. Io dicevo: siccome ci sono notevoli componenti del mondo imprenditoriale che sono quella marea di baristi, ristoranti, i piccoli e medi produttori agricoli che abbiamo, a questo punto è un’alleanza da porre come problema senza aspettare che casomai loro se ne accorgano. Se continua questa situazione, non verranno capitali esteri a investire in Italia, quindi non solo avremo questi piccoli e medi che scompaiono, ma allora – se ne parlava con Giovannini – si diceva che a livello internazionale investire in Italia stava diventando una cosa assolutamente impensabile”. L’importanza della battaglia no-Triv guidata dal radicale Maurizio Bolognetti
    18:02 Durata: 9 min 29 sec
  • Mattarella, la sinistra e i Radicali. Pannella e l'ex governatore Rino Nicolosi

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella dice di aver ricordato a Mattarella la sua posizione negli scorsi anni, quando diceva di preferire l’alleanza con la sinistra comunista ma non con i Radicali. “Questa è stata una posizione di Mattarella, tanto è vero che quando è stato eletto non c’è stata tanta consapevolezza di questo. Quando è stato eletto, ho chiamato anche lui dicendogli di leggere quanto avevo dichiarato alle agenzie: spero che oggi non ci siano più altri motivi ideologici o altro – dissi – che spingano Mattarella a recuperare la sua posizione, quella per cui i comunisti sì e i Radicali no”. Pannella ricorda la sua interlocuzione con Rino Nicolosi, presidente democristiano della Regione Sicilia dal 1985 al 1991. Pannella ora considera “superata” quella posizione di Mattarella sui Radicali
    18:11 Durata: 7 min 48 sec
  • L'iniziativa radicale per lo Stato di diritto e il diritto alla conoscenza: “C’è l’ipotesi che dopo l’incontro avuto con una parte del mondo arabo, attraverso questo maturi la possibilità che sia l’Italia a candidarsi adesso nel semestre al Consiglio di sicurezza, in questa occasione che si presenta ogni 3 o 4 anni, perché c’è a mio avviso la possibilità che se l’Italia diventa co-convocatrice della sessione dell’Onu, lo può divenire anche con Stati arabi, con alcuni che abbiamo individuato. Potrei dire per esempio con il Marocco”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Sono stato come noto a Bergamo dall’ambasciatore Terzi di Sant’Agata, quando lui era ambasciatore in Israele e io andai lì a spiegare perché ero contro il riconoscimento della Palestina, perché, dicevo, sono contro anche il riconoscimento d’Israele. Quello che mi interessa è una unica Costituzione per israeliani e palestinesi. Che poi è anche la posizione di cui avevamo parlato con il Dalai Lama e che poi lui ha preso a proposito della Cina, e che sono sicuro passerà alla storia, per il fatto di aver detto ‘no’ all’indipendenza nazionale”. Il leader radicale torna a descrivere la strategia per la battaglia sulla transizione allo Stato di diritto e sul diritto alla conoscenza: “C’è l’ipotesi che dopo l’incontro avuto con una parte del mondo arabo, attraverso questo maturi la possibilità che sia l’Italia a candidarsi adesso nel semestre al Consiglio di sicurezza, in questa occasione che si presenta ogni 3 o 4 anni, perché c’è a mio avviso la possibilità che se l’Italia diventa co-convocatrice della sessione dell’Onu, lo può divenire anche con Stati arabi, con alcuni che abbiamo individuato. Potrei dire per esempio con il Marocco”. “Oggi noi siamo a mio avviso totalmente mobilitati su qualcosa che qualche mese fa poteva apparire semplicemente scemo se non pazzo. Cioè quello di andare alla sessione autunnale delle Nazioni Unite in posizioni di egemonia concreta, per degli obiettivi. Ne abbiamo molto parlato con Giulio Terzi di Sant’Agata e con altri. Forse è un problema di giorni, io credo che sia possibile che se Sergio Mattarella trova materialmente il tempo per un incontro, perché in questo momento conosco i suoi spostamenti, statocredo che possiamo sapere se è possibile fra ormai 25-40 giorni giocare questa carta della presenza dello Stato italiano, addirittura con una maggioranza relativa degli Stati arabi su questo”. Il caso Ben Barka, cioè quello di un dissidente marocchino (1920-1965) del regime di Hasan II, morto in in strane circostanze a Parigi nel 1965, per mano, presumibilmente, dei servizi segreti marocchini. “Constatarono che c’era un’atmosfera di simpatia tra questi nostri diplomatici, quando si accennava che c’era anche lo sviluppo del sostegno nostro, radicale. La cosa che ho chiesto è: non è possibile avere come obiettivo quello di aiutare un convegno di soli arabi, di Stati arabi, per discutere di questa strategia a fronte di quell’altra? Perché mi pare che possono continuare a mozzare le teste, ma non fare molto molto di più; se gli resta da fare solo i mozza-teste, può darsi che rispetto anche alla loro base popolare non basti”. La volontà di incontrare presto l’ex presidente del Consiglio algerino
    18:19 Durata: 19 min 5 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Stiamo continuando a giocare una carta singolare. A questo punto, se pensiamo anche alle notizie che abbiamo pure dall’Estremo Oriente, a parte il Dalai Lama, ma anche la Cina, gli Uiguri e i nostri compagni cambogiani”. L’importanza dell’appuntamento all’ONU. “Se scatta entro 3 o 4 giorni una presa di coscienza da parte di Mattarella, in un senso o nell’altro, e se possiamo avere adesioni di altri Stati, per esempio il Niger, su questo abbiamo la nostra funzione transnazionale. Con un radicamento in Estremo Oriente, lì c’è un’attenzione nei nostri confronti, esistiamo. Potrebbe essere una cosa enorme se davvero come Partito su questo riusciamo a contribuire a una sessione autunnale come quella che stiamo disegnando e che per il momento è sicuramente interna anche al mondo arabo, senza che vi fossero già – come temevo – all’interno del mondo arabo dei riflessi negativi o polemici per questa nostra vicinanza”. In conclusione, Pannella ricorda l’esclusione in corso di Rita Bernardini da garante per i detenuti in Abruzzo e il rischio del proseguimento di un “veto” contro i Radicali. L'appello all'iscrizione al Partito radicale
    18:38 Durata: 13 min 6 sec