30 AGO 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 59 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 30 agosto 2015 condotta da Valter Vecellio con gli interventi di Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’evocazione della “Terza Guerra mondiale” da parte di Papa Francesco e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Marco Pannella parla di “Olocausto” per descrivere la situazione attuale, legandolo all’Olocausto che fu denunciato dai Radicali negli anni 80 durante la battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo
    17:00 Durata: 4 min 4 sec
  • Pannella sul parallelo tra la tragedia migratoria di oggi e la battaglia contro lo sterminio per fame nel mondo degli anni 80: “Siccome erano pure esistite alcune minoranze ebree che avevano colto i preannunci dell’affermarsi dell’Olocausto, a questo punto ho detto: qui l’unico modo per ricordare fedelmente qualcosa è che stiamo cercando di avvisarvi di qualcosa di tremendo che sta per accadere, che si può ricondurre a quello che portò all’Olocausto”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Mi ripeto a volte per 10, 20 o 25 anni, nel senso che non trovo motivi sufficienti, dinnanzi alla comprensibile insofferenza degli ascoltatori, che non è giunto il momento in cui ho cercato di intervenire e farmi ascoltare, e questi momenti a volte sono giunti”. Il leader radicale ricorda di aver indossato la stella gialla nel 2009 perché “occorreva far capire che secondo noi l’humus che ha prodotto l’Olocausto è quello, allora reagimmo contro questa realtà di fatto in modo che ritenevamo un po’ scandalosamente eloquente, per dire: guardate che qui a questo punto che quello che accade rispetto allo sterminio per fame e tutto quello che comporta di centinaia di milioni di persone, con la previsione – contenuta nel manifesto firmato da un numero mai raggiunto di Nobel – voi, l’Onu, state preannunciando che ci saranno 100-200 milioni di morti per fame, e a questo punto tutti lo ritengono un destino”. Da qui il parallelo con quanto accaduto durante la Seconda Guerra mondiale: “E allora noi a questo punto cosa abbiamo fatto? Siccome erano pure esistite alcune minoranze ebree che avevano colto i preannunci dell’affermarsi dell’Olocausto, a questo punto ho detto: qui l’unico modo per ricordare fedelmente qualcosa è che stiamo cercando di avvisarvi di qualcosa di tremendo che sta per accadere, che si può ricondurre a quello che portò all’Olocausto”. “Dissi: ci mettiamo nella condizione di quegli ebrei che avevano previsto e che presero posizione contro l’Olocausto veniente, perché non ebbero la forza praticamente per impedirlo. Ma richiamando questi come nostri predecessori, coloro che, ebrei o no, avevano preavvertito che si annunciava l’Olocausto”. “Dopo due o tre anni che l’avevo scritto, continuavano ad arrivare, appena nominati, i nuovi Premi Nobel, anche se si poteva ritenere che avesse perso l’attualità. E invece non l’aveva persa”. Una intervista di Giovanni Negri, già segretario del Partito radicale, al quotidiano Libero. La risposta di Laura Arconti e Laura Terni sul Garantista. Pannella: “Allora Negri era appena eletto ed è vero che in quel momento non ebbe a prendere una posizione molto decisa, ma devo dire che in quel momento fra me e la posizione di Roberto Cicciomessere e forse in parte di Emma Bonino, quella impostazione di lottare per due milioni di vivi subito, non fu il segretario del Partito Giovanni a opporsi che invece in quel momento non mi pare ebbe spazio. Semmai vi furono altre valutazioni tattiche sul come comportarsi a proposito delle soluzioni. Io volevo o Loris Fortuna o nessuno come incaricato [per gli aiuti allo sviluppo] e invece viene fuori Francesco Forte”
    17:04 Durata: 16 min 57 sec
  • Pannella: “Quello che mi importa è dire che sono prevalse oggi nella Corte costituzionale, e in gran parte nella Corte di cassazione, forme di sensibilità e di intervento del tutto omogenee alle nostre attuali posizioni. Anche loro possono aiutare i nostri massimi dirigenti della Repubblica a fare quello che auspichiamo e consigliamo, cioè difendere la propria legalità”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “L’attualità ora mi consente di confermare una mia prudenza, ma anche direi alcuni potrebbero dire ottimismo, nei confronti di coloro che ho evocato in questi mesi come i massimi magistrati della Repubblica, sottolineando che nei loro confronti avevo una convinzione di fiducia, nel senso di fiducia da verificare. Quindi non fare una opposizione preventiva, ma pormi in una posizione tale per fare con loro quello che avevo fatto, con sorpresa iniziale di molti, con Giorgio Napolitano. Perché diciamo che io per due anni avevo criticato indirettamente la posizione di Napolitano, e lui ha fatto tesoro di quelle sollecitazioni, ha capito che quelle critiche erano fatte perché lui scegliesse in modo più chiaro quello che poteva fare della sua drammatica e bellissima storia. Poi è quello che è accaduto”, dice il leader radicale riferendosi al messaggio di Napolitano alle Camere sulla giustizia, della fine del 2013. “Quel testo era una splendida sintesi della mia e nostra posizione, e anche che proponeva, negli spazi del commento e degli approfondimenti, una convergenza assoluta fra di noi”. “Quando Napolitano ha preso quella straordinaria iniziativa, di qualità straordinaria; io che a volte sono costretto a fare le cose con fretta, forse non avrei fatto qualcosa di adeguato come quel messaggio. Tanto è vero che Radicali Italiani e noi abbiamo fatto nostro il messaggio di Napolitano. Cosa comporta questo? Che in questo momento dobbiamo immediatamente – lo abbiamo iniziato ma direi che a volte è un problema di giorni e di ore – questa nostra proposta non di opposizione, ma la mia posizione è di corrispondere all’urgenza di fare fiducia ai massimi livelli della magistratura, a Mattarella in particolare, che possano davvero rappresentare la fuoriuscita da quelli che io denuncio come decenni non democratici. Per aiutarli a rispettare la loro propria legalità”. “Quello che è essenziale è che la Repubblica possa essere in regola con la sua propria legalità che da tutte le parti fa acqua. E devo dire che siccome la Storia esiste, oggi anche quella che mi ero autodenunciato perché ritenevo uno sconcio che non venissi denunciato, quando io appunto denunciavo formalmente lo Stato italiano, e addirittura la Corte costituzionale, come la suprema cupola della mafiosità partitocratica. Allora io mi autodenunciavo e questi avevano capito che in termini giuridici non potevano affrontarmi, perché avrei avuto da tutte le parti ragione”. “Quello che mi importa è dire che sono prevalse oggi nella Corte costituzionale, e in gran parte nella Corte di cassazione, forme di sensibilità e di intervento del tutto omogenee alle nostre attuali posizioni. Anche loro possono aiutare i nostri massimi dirigenti della Repubblica a fare quello che auspichiamo e consigliamo, cioè difendere la propria legalità”
    17:21 Durata: 15 min 35 sec
  • Pannella sull'idea di lanciare un semestre italiano all'Onu: “La situazione italiana come connotata in termini criminali dalla sua informazione di regime e non di Stato fornita agli ascoltatori delle radio, delle televisioni e della stampa. Mentre io ritengo che noi offriamo al nostro Paese… E devo dire che mi ha commosso quando ho potuto riscontrare che Terzi di Sant’Agata – in questa situazione, con i due marò, l’India, eccetera - l’ho sentito far propria la speranza, da lealissimo e altissimo funzionario del nostro Paese, che l’Italia cogliesse l’occasione che offrivamo lei, cioè quella di dare un contributo realistico a un semestre italiano nella sua radicalità”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Vorrei ricordare che quando fino alla fine continuavo una critica che non era di decisa ostilità nei confronti di Napolitano, in effetti non scoraggiandomi, avemmo questa esplosione per la quale il massimo magistrato della Repubblica partitocratica aveva fatto un messaggio storico alle Camere, nel quale tutte le nostre posizioni di fondo erano evocate e difese. Allora dico che oggi nei confronti di Mattarella non ho minori elementi oggettivi per insistere sulla posizione di fiducia”. Un inciso su Antonio Socci, editorialista di Libero, e la sua “reazione logora e astiosa” che appartiene alle “cose vecchie e logore”; l’unico che “continua a difendere la linea ruiniana”. “Oggi non ritengo di essere imprudente dicendo oggi qui che credo sia nostro obbligo, dovere, interesse, dettato dai nostri valori e dalla nostra storia, amo in questo usare un termine spagnolo, dal nostro ‘destino’ che si traduce con ‘destinazione’…”. L’evocazione di Giulio Terzi di Sant’Agata e il suo sostegno alle posizioni radicali. “Non hanno capito quanto l’obiettivo realistico, anche se pare folle, del tipo di tutte le cose folli che ci sono riusciti, che si apra all’Onu un semestre che passi alla storia come il semestre italiano dell’Onu. Con quel progetto, programma, che abbiamo di già cominciato a illustrare in sintonia politica evidente con una parte del mondo arabo e islamico, quella dell’avere loro scelto – per sintetizzare quello che io volevo decidessimo insieme – la formula della ‘transizione verso lo Stato di diritto’”. “La situazione italiana come connotata in termini criminali dalla sua informazione di regime e non di Stato fornita agli ascoltatori delle radio, delle televisioni e della stampa. Mentre io ritengo che noi offriamo al nostro Paese… E devo dire che mi ha commosso quando ho potuto riscontrare che Terzi di Sant’Agata – in questa situazione, con i due marò, l’India, eccetera - l’ho sentito far propria la speranza, da lealissimo e altissimo funzionario del nostro Paese, che l’Italia cogliesse l’occasione che offrivamo lei, cioè quella di dare un contributo realistico a un semestre italiano nella sua radicalità”. “Parlando con giovani diplomatici, anche, tutti comprendono che per questa sessione Onu non ci vorrebbe molto per convincere i presidenti del Consiglio di dove operano a schierarsi su questa ipotesi umanistica e democratica, che è l’obiettivo di una Onu che scelga in modo chiaro questa candidatura storica, italiana, come strumento per una grande scelta di tipo antropologico”. “Assieme, uniti, per la transizione verso lo Stato di diritti, arabi o ‘democratici’ tra virgolette”
    17:36 Durata: 20 min 22 sec
  • Le posizioni di Galantino (Cei) sull'immigrazione e quelle di Monsignor Perego che ha dato ragione a Pannella nella sua evocazione dell'Olocausto. Sul contributo di Furio Colombo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le posizioni così criticate di Galantino (Cei) sull’immigrazione e il silenzio del Papa che, secondo Vecellio, “corrisponde a un totale assenso a quello che Galantino dice”. L’editoriale di Furio Colombo sul Fatto: “Davvero mi sono commosso nel leggerlo”, dice Pannella. “Che lui oggi manifesti questa sensibilità e non solo queste idee, non è la prima volta, devo dire: Furio ti ringrazio tanto, non per quello che fai ma per quello che sei”. Monsignor Perego e il sostegno pubblico al riferimento di Pannella all’Olocausto per parlare dell’emergenza migratoria. Il leader radicale ricorda i rapporti giovanili con Olaf Palme (1927-1986). “Nelle prossime ore vedrò l’ex presidente algerino, oggi esponente della classe dirigente araba”
    17:56 Durata: 18 min 3 sec
  • Sulla sottovalutata svolta federalista del Dalai Lama: “Lui stesso, avendo forse i suoi che gli suggerivano di scegliere un precedente, dinnanzi al rischio che fosse ‘Pannella e i Radicali’, mi ricordo che le prime volte che andavo a Dharamsala [città indiana in cui ha sede il governo tibetano in esilio] in effetti si discuteva della posizione che a noi interessava, ma avevano scelto il punto di riferimento ‘Tirolo’ che ritenevano meno scandaloso, meno radicale, e io comunque li aiutavo”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “La lotta politica è data dalla posta in gioco. E le posta in gioco è difendere il diritto, la legge… Tutti dicono ‘Pannella sta a rompere i coglioni con il Dalai Lama…’. Ma questo resterà nella storia, che un esponente importante della religiosità ha avuto un comportamento politico straordinariamente rivoluzionante”. “Quando lui, nelle condizioni in cui stanno i tibetani che sembrano avere come unica risorsa quella di suicidarsi, viene fuori e dice: no, un momento, qui c’è lo Stato cinese dappertutto; io a questo punto dico che noi non lottiamo per l’indipendenza, ma per restare qui e aiutare una evoluzione democratica degli Han”. “Lui stesso, avendo forse i suoi che gli suggerivano di scegliere un precedente, dinnanzi al rischio che fosse ‘Pannella e i Radicali’, mi ricordo che le prime volte che andavo a Dharamsala [città indiana in cui ha sede il governo tibetano in esilio] in effetti si discuteva della posizione che a noi interessava, ma avevano scelto il punto di riferimento ‘Tirolo’ che ritenevano meno scandaloso, meno radicale, e io comunque li aiutavo”. L’essere “convintamente sionista” di Pannella e il suo rimanere anti nazionalista a proposito di Israele: “Così come insisto nel dire che sono amerikano con quattro ‘k’ e che sono grato alla mia Regina di Londra per le sue presenze che assicura nelle nostre sintonie”, dice riferendosi alla campagna “Iraq libero” e al seguito della stessa
    18:15 Durata: 10 min 38 sec
  • Sulla corrispondenza con Matteo Angioli

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Ancora sul libro mai pubblicato con la corrispondenza tra Pannella e Matteo Angioli; il commento di Ripa di Meana che lo lesse
    18:25 Durata: 5 min 18 sec
  • Le difficoltà economiche del Partito radicale. Pannella: “Io su questo, nelle riunioni che facciamo, sono il primo a insistere sul fatto che dobbiamo tenere presente che decenni di anti democrazia possono produrre anche la scomparsa di una grande alternativa storica di tipo antropologico e politico”. “Con l’iscrizione, rendete possibile forse il buon esito di questa storia, che è storia del più vecchio partito italiano”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Le difficoltà economiche del Partito radicale. Pannella: “Io su questo, nelle riunioni che facciamo, sono il primo a insistere sul fatto che dobbiamo tenere presente che decenni di anti democrazia possono produrre anche la scomparsa di una grande alternativa storica di tipo antropologico e politico”. “Con l’iscrizione, rendete possibile forse il buon esito di questa storia, che è storia del più vecchio partito italiano”. Il finanziamento straordinario al Centro d’Ascolto da parte dell’imprenditore Silvio Scaglia
    18:30 Durata: 9 min 29 sec
  • Conclusioni. L’appello a Mattarella a incontrarsi con il leader radicale, per una “speranza di creare, nei 10 giorni di tempo che ancora abbiamo, per creare questa sessione italiana all’Onu. Se non ci sarà, o se sarà inadeguata, non so cosa potrà accadere. Per carità, magari qualche altro miracolo. Ma dovrete concepirlo voi a questo punto”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’assenza di Radicali nelle istituzioni e il ruolo di quello che Pannella chiama ancora “Botteghe oscure”. Vecellio sul rischio di cancellazione dei Radicali anche dalla storia dell’Italia contemporanea. Pannella sulla “vittoria del ‘45” e il “ritorno” degli “sconfitti”: “Per far comprendere le urgenze sottoscritte da 150 premi Nobel su un testo che avevo loro mandato, a questo punto noi abbiamo cercato di rendere esplicito ancora quello che si temeva e si stava formando. Dopo che era stata vietata dal nazismo qualsiasi immagine e propaganda ebraica, in quanto simbolo di quello che andava combattuto, a questo punto – noi dicemmo – oggi c’è di nuovo la situazione in cui i grandi potenti della nostra storia contemporanea stanno diventando quello, come quelli pensarono di poter risolvere il problema impedendo di affiggere ogni simbolo della storia ebraica”. “Mi auguro che sia possibile, a Mattarella e a quelli che con lui sono massimi responsabili del presente della nostra storia: in questo momento l’Italia e noi, ma è un problema di giorni, avremmo bisogno di utilizzare la nostra voce, le nostre proposte, perché è possibilissima una cosa incredibile, fra tante. E’ possibile se lo Stato italiano fornisca a livello formale a questa nostra iniziativa per avere un semestre italiano di liberazione della storia umana. Per questo basterebbe che i nostri diplomatici in giro fossero informati che noi abbiamo questa convergenza, davvero italiana e anche di consistenti parti del mondo arabo e musulmano”. “E’ bene che la Farnesina e lo stesso ministro degli Esteri vengano aiutati in questa direzione”. L’appello a Mattarella a incontrarsi con il leader radicale, per una “speranza di creare, nei 10 giorni di tempo che ancora abbiamo, per creare questa sessione italiana all’Onu. Se non ci sarà, o se sarà inadeguata, non so cosa potrà accadere. Per carità, magari qualche altro miracolo. Ma dovrete concepirlo voi a questo punto”
    18:40 Durata: 19 min 11 sec