06 SET 2015
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 47 min
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 settembre 2015 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (giornalista di Radio Radicale), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 47 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • La trasferta sarda di Marco Pannella

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella è in Sardegna, dopo essere intervenuto alla scuola politica di Roberto Deriu, assessore regionale per il Partito democratico e già presidente della provincia di Nuoro. Pannella: “Qui più che altrove e meglio che altrove si avverte qualcosa di nuovo che può stare per prendere la luce, quindi con tutte le preoccupazioni in cui si configura anche la seria possibilità di un momento di preparto e poi di parto. Stiamo cercando di capire la realtà sarda, realtà ricca e complessa, nella quale spesso come mondo radicale abbiamo avuto da occuparci e da segnalare i connotati dello specifico dibattito che in quest’isola si affrontava in termini di diritti civili, umani e di autonomia della politica da regimi che tendono a sovrapporsi alle realtà dello Stato centrale”. Il leader radicale ricorda Francesco (“Ciccio”) Cocco Ortu (1912-1969) e il Partito sardo d’Azione
    17:00 Durata: 6 min 46 sec
  • L'iniziativa radicale, assieme ad alcuni esponenti del mondo arabo, per ragionare sulla “transizione verso lo Stato di diritto” e “la novità di una sessione Onu che possa passare alla storia, non solo alla cronaca, come una sessione ‘italiana’ nella storia lunga, grande ed importante dell’Onu”

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Un tentativo di creare una grande sessione italiana dell’Onu, a partire dalla seconda metà di settembre e poi via via. E questo trova degli addentellati interessanti con altre realtà. Per esempio quelle arabe e musulmane che, sulla base di un ragionamento esplicito fatto tra di noi, quando abbiamo udito lessicalmente da uno degli esponenti, l’ambasciatore (della Lega degli Stati Arabi, ndr) Hitti dire ‘sì, in effetti con voi che avete accentuato questa polemica contro la democrazia reale europea e i suoi rischi, a questo punto anche per quello che proponete in positivo, la cosa si può adattare benissimo anche per i nostri Stati, in un momento in cui come è noto i nostri Stati aumentano non solo per scissione, aumentano anche in immagine’. E allora dire che la transizione verso la quintessenza stessa, addirittura con venature ideologiche, della grande proposta storica liberale, cioè lo Stato di diritto… E allora la proposta che oggi attende una risposta più esplicita, penso di coinvolgimento, dello Stato italiano, con questo disegno formale Onu. Creare una maggioranza per sostenere l’obiettivo per gli Stati di tutto il mondo della transizione dallo Stato attuale” allo Stato di diritto. L’intervista di Pannella al Garantista, l’idea di “spaccare il mondo arabo”, creando una distinzione con gli Stati islamici fondamentalisti. “Per amore di verità, di amicizia e stima con il direttore del Garantista, quella intervista la ritrovo esprimere in un modo assolutamente quasi per me irriconoscibile quello che dicevo in voce – dice il leader radicale – anche se su questa frase non trovo grandi problemi”. Sul “sospetto” che “questo Papa sia un po’ eretico”. “Purtroppo accade che in quella intervista ho un po’ trasecolato, perché stimo e continuo a stimare l’intervistatore, come pure è nota la stima che questo giornale e il suo direttore meritano per l’arricchimento del dibattito culturale nel nostro paese. Le linee delle mie risposte a quella intervista non compaiono”. “Quello che tentavo di dire in quella intervista era che mentre chiaramente vedevo delle scelte storiche, non di tipo ideologico, all’orizzonte, che possiamo in definitiva determinare anche a breve scadenza, tra una riforma radicalmente federalista, radicalmente laica, radicalmente democratica in polemica con le democrazie reali… Questo era quello che cercavo di esprimere in quella intervista”. “La novità di una sessione Onu che possa passare alla storia, non solo alla cronaca, come una sessione ‘italiana’ nella storia lunga, grande ed importante dell’Onu”
    17:06 Durata: 19 min 22 sec
  • I Radicali e l'anticlericalismo

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    I Radicali rinunciano all’anticlericalismo? “No, nel senso che se dici ‘anticlericale’, perfino nel mondo comunista ci sono state accentuazioni anticlericali. Mi è sempre molto caro il distinguere la grande riforma laica rispetto a quelle che vogliono in fondo creare una forza clericale contro una anticlericale che sarebbe cosa desolantemente povera”. “Ritengo che una chiarificazione di tipo laico, anti ideologico, fra la sinistra contemporanea e una parte della sua storia” sia dovuta. “C’è ormai in modo chiaro una linea di tentativo egemone su posizioni che un tempo si sarebbero potute chiamare radicalmente liberal socialiste”
    17:26 Durata: 9 min 41 sec
  • Le prossime tappe dell’iniziativa radicale? “Dobbiamo fare i conti con la melma di regime che soffoca e crea problemi allo Stato italiano da decenni e sempre di più. Se noi invece riusciamo a partire dai massimi magistrati dell’Italia, e ottenere quello sviluppo che sorprendentemente dobbiamo allo sviluppo di un prestigioso leader come Giorgio Napolitano, quando propone con quel suo messaggio delle soluzioni alla realtà italiana che sono né più né meno quelle che auspichiamo” su carceri e giustizia

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Oggi sicuramente è una sorpresa, per la maggior parte degli intenditori, anche in termini di cronaca degli incontri, questa idea di un patto con un obiettivo comune di transizione verso lo Stato di diritto contro gli Stati partitocratici, e questo è venuto in particolare grazie all’apporto di autorevoli individualità del mondo arabo”. Contro la “visione fumettistica” del mondo arabo che “ora esprime una forza neonazista”. Il lavorìo radicale “per far maturare una sessione Onu che sia volta lei a questo obiettivo, salvare gli Stati di diritto contro l’andazzo contemporaneo. E questa bandiera, nonviolenta perché laica, la alziamo contro l’onnipotenza terrorizzante di questi tagliatori di teste”. “Una scelta non minoritaria ma chiarissimamente interna al potere attuale internazionale, all’interno del quale può prevalere la componente autoritaria-efficientista o quell’altra democratico-dialogica”. Le prossime tappe dell’iniziativa radicale? “Dobbiamo fare i conti con la melma di regime che soffoca e crea problemi allo Stato italiano da decenni e sempre di più. Se noi invece riusciamo a partire dai massimi magistrati dell’Italia, e ottenere quello sviluppo che sorprendentemente dobbiamo allo sviluppo di un prestigioso leader come Giorgio Napolitano, quando propone con quel suo messaggio delle soluzioni alla realtà italiana che sono né più né meno quelle che auspichiamo” su carceri e giustizia. “Imprevedibilmente un Partito radicale ridotto quasi a non avere parlamentari se non doppie tessere, che non raggiunge i 1.000 iscritti, ebbene questo essendo proprio un progetto nato e cresciuto in un decennio all’interno del mondo radicale, maturando delle scelte fondamentali, come quella dell’apparente contraddizione: riconoscono gli attuali massimi magistrati – non solo Napolitano ma anche Mattarella – che noi siamo in una condizione tecnica criminale dalla quale dobbiamo immediatamente uscire”. “Noi in questa condizione di debolezza interna, vediamo che sempre più dal mondo arabo, dall’interno delle sinistre magari greche o spagnole, c’è qualcosa che coincide con convergenze storiche con quel che stiamo tentando a livello di Partito radicale transnazionale”
    17:35 Durata: 14 min 18 sec
  • L'opposizione all'obbligatorietà dell'azione penale diventa “mainstream” e “una funzione un po' maieutica dei Radicali

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    L’obbligatorietà dell’azione penale non sembra più essere un tabù, dopo le dichiarazioni del magistrato Raffaele Cantone. Pannella: “Io ho l’impressione che perfino a livello parlamentare sta nascendo una concreta possibilità di una maggioranza di ispirazione liberal-democratica piuttosto che liberal-giacobina”. Su questo “una funzione un po’ maieutica dei Radicali” che però sono silenziati sui media; “era quello che Benedetto Croce intuì quando, con il Partito comunista togliattiano, nasce a destra la popolarità di Guglielmo Giannini e dell’Uomo qualunque, nei quali si teme che nel sottofondo si celino anche cose meno rispettabili e limpide; e allora Croce e il Partito liberale denunciano il tatticismo di Togliatti che per primo, a un congresso del Pci, invita ufficialmente Giannini e l’Uomo Qualunque. Adesso ci vediamo un po’ riproporre questa storia. Adesso che molti fatti sembrano dare ragione alle nostre ragioni, si ripresenta la stessa cosa: alla televisione italiana possono andare a go-go Grillo e altri”. Ancora sull’idea di una “sessione italiana all’Onu”. “Quando viene fuori la constatazione che uno Stato è fuori legge e magari fuori dalla propria legalità, non c’è che un solo modo di affrontare la situazione: uscire da quella situazione tecnicamente criminale”. Sui “massimi magistrati” citati nelle ultime settimane, espressione con cui Pannella indica il Presidente della Repubblica ma anche il presidente del Consiglio, la Corte costituzionale, eccetera. “Nello stesso mondo della magistratura sta succedendo una cosa. Noi che abbiamo scelto, per la difesa delle leggi e delle nostre visioni, di attivare al massimo la giurisdizione, poiché riteniamo che il potere legislativo è prodotto dell’anti-democrazia italiana e non del funzionamento democratico. In questo modo noi stiamo avendo dalle giurisdizioni internazionali, le più autorevoli”, soddisfazione rispetto ad alcuni ricorsi. “Noi continuiamo ad avere questa posizione e credo possiamo rivendicare il fatto che continuiamo davvero a difendere i princìpi della legge”
    17:50 Durata: 23 min 14 sec
  • La questione immigrazione e le antiche battaglie radicali sull'Africa

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La questione immigrazione. Pannella inizia ragionando “sui problemi connessi come origine alle emigrazioni nel mondo” e sulla “la difesa gretta e cieca di fenomeni sociali che costituivano disperate reazioni a impostazioni di governo repellenti rispetto allo Stato di diritto”, facendo riferimento alle “battaglie” radicali che negli anni hanno riguardato il continente africano. Oggi la battaglia per la transizione verso lo Stato di diritto può avere “una grande funzione d’ordine”
    18:13 Durata: 6 min 25 sec
  • L'esclusione sempre più totale dei Radicali dai media nazionali e il dibattito interno a Torre Argentina

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    “Quando un anno e mezzo fa rendemmo pubblici i dati del nostro Centro d’Ascolto, dai quali risultava che era vietata all’opinione pubblica italiana di prendere comunque conoscenza delle tesi, aberranti o nobili, del mondo vicino a quello radicale, allora erano cifre che – dissi – erano di uno Stato volgarmente totalitario e antidemocratico”. “Adesso cosa succede? Quelle indicazioni scandalosamente inconfutabili e inconfutate dell’esclusione della possibilità per la gente italiana di conoscere le iniziative radicali, si sono distratti con il nuovo Presidente del Consiglio. Nel frattempo i dati del Centro d’Ascolto negli ultimi due mesi e mezzo sono diventati ancora più gravi, e nessuno lo rileva. C’è stata una stretta, disperante e soprattutto disperata, del potere partitocratico che non sta più attento nello scadere in cose insostenibili”. Sul dibattito interno ai Radicali e sulle riunioni di mezzogiorno. “Quello che accade è lo stesso che mi e ci accade da una quarantina d’anni, in cui io molto spesso ho dovuto denunciare una mia relativa solitudine e difficoltà rispetto agli organi e alla realtà del partito da una parte, e la strada dall’altra. E’ cosa che per anni ho sottolineato come cosa su cui riflettere. Cioè trovano perplessità, criticità, nel Partito, mentre proprio sulle stesse cose si riscontrava un’adesione della piazza e della gente sorprendente perché non corrispondeva a campagne d’informazione massicce”. “Quanto più c’è quel dibattito nel Partito radicale, tanto più quel dibattito è tra le cose vietate all’opinione pubblica”
    18:19 Durata: 16 min 29 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella: “Credo che ci vorrà almeno una buona settimana, e non sono pretesti, affinché chi abbia importante magistrature di Stato per poter soddisfare in modo decente le proprie responsabilità è difficile trovare spazi per le straordinarietà. Io credo che entro la prossima settimana riusciremo anche in modo più diretto a dare un servizio di informazione più completo rispetto ad alcune cose che non vanno nel funzionamento democratico del nostro Stato”. “Forse è giusto sacrificare un po’ più di tempo e di tempi se riteniamo di avere la capacità di alcune riforme civili decenti”. L’iscrizione al Partito Radicale come “esempio per la gente comune”
    18:36 Durata: 11 min 13 sec