23 OTT 2001

Intervento di Benedetto Della Vedova sulla direttiva sulla informazione e consultazione dei lavoratori

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 16 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulla direttiva sulla informazione e consultazione dei lavoratori", registrato a Parlamento Europeo martedì 23 ottobre 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Chiesa, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Impresa, Lavoro, Parlamento Europeo, Partiti, Sindacato, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signora Commissario, signora relatrice, che in generale vi sia l'opportunità e anche la necessità di assicurare un adeguato flusso di informazioni tra impresa e tutti gli stakeholders , in primo luogo i dipendenti coinvolti nella vita dell'impresa, credo sia cosa ampiamente condivisibile e condivisa. Molto meno condivisibile, invece, sarebbe voler imporre agli Stati, ai singoli Stati membri, soluzioni di coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte di gestione, evocando per certi aspetti modelli di cogestione che sono estranei alla tradizione giuridica, oltre che economica, di molti paesi europei, com'è stato notato anche poc'anzi. Per questo ritengo necessario che la direttiva che stiamo esaminando lasci agli Stati membri, come faceva la proposta iniziale della Commissione e come fa la posizione comune del Consiglio, sufficienti margini di manovra nell'individuare la soluzione migliore per soddisfare il principio della necessità di informare i lavoratori. Molti degli emendamenti, invece, approvati dalla Commissione e presenti nella posizione comune che ci apprestiamo a votare, vanno nella direzione opposta, in particolare gli emendamenti n. 2 e n. 12, che intendono conferire di fatto ai rappresentanti dei lavoratori - ripeto, di fatto - una sorta di diritto di veto sulle decisioni che vengono assunte dalle imprese. Per questo io auspico che il Parlamento non voti gli emendamenti e resti sulla posizione comune del Consiglio. Infine, voglio fare un'annotazione: l'articolo 3, comma 2 prevede disposizioni specifiche applicabili alle imprese che perseguano fini politici, alle organizzazioni professionali, confessionali, eccetera. Questo significa forse che partiti, sindacati e chiese possono fare ristrutturazioni senza informare i propri dipendenti, mentre le aziende normali devono farlo? Questo mi chiedo.
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