24 APR 2002

Intervento di Benedetto Della Vedova sulla riunione dei Ministri euromediterranei degli affari esteri (Valencia, 22/23 aprile 2002)

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 49 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulla riunione dei Ministri euromediterranei degli affari esteri (Valencia, 22/23 aprile 2002)", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 24 aprile 2002 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Agroalimentare, Algeria, Arafat, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Umani, Economia, Esteri, Europa, Finanziamenti, Immigrazione, Integrazione, Israele, Istituzioni, Libano, Medio Oriente, Mediterraneo, Palestina, Parlamento
Europeo, Protezionismo, Sanzioni, Sicurezza, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

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  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, una delle conclusioni del Vertice di Valencia è rappresentata dagli accordi di associazione di Algeria e Libano con l'Unione europea. Io credo che il Parlamento non possa non rilevare come esso sia destinato a rimanere lettera morta sulle clausole che vincolano tutti gli accordi economici e istituzionali dell'Unione con paesi terzi al rispetto dei diritti umani, civili e politici. Per ragioni diverse, certo, Libano e Algeria non terranno fede a questi impegni. E questa è un'ipocrisia che mina la credibilità interna ed internazionale dell'Unione che, sulla carta, rassicura l'opinione pubblica europea sul suo impegno a favore della libertà e delle garanzie per i cittadini dei paesi contraenti ma, in pratica, mai nulla osa nei confronti di governi - dalla Tunisia al Laos - che incassano gli aiuti ma poi ostentatamente nulla fanno per onorare gli impegni. Sarebbe bene che si riflettesse su questo e si scegliesse una più onorevole rinuncia alle clausole piuttosto che continuare a mostrare ipocrisia o impotenza. Su questo dovrebbe riflettere il Parlamento, che aveva chiesto e continua a chiedere sanzioni contro Israele, l'unico paese nel Medio Oriente comunque impegnato nel rispetto della democrazia e dei diritti umani e civili. Nulla, invece, il Parlamento di fatto chiede, o ha chiesto, con la stessa forza agli altri paesi. L'Europa, signor Presidente, si è concentrata e si concentra sulla frontiera nord-est - vedasi l'allargamento - ma ha trascurato colpevolmente la frontiera sud, quella del Mediterraneo. Molto di ciò di cui l'Europa soffre, ad esempio in fatto di immigrazione e di sicurezza, ha origine alla frontiera sud dell'Europa, nel rapporto con il mondo islamico. Ho apprezzato le proposte e le parole riguardo al rilancio del processo di Barcellona. Qualcuno ha salutato come un successo il Vertice di Valencia. Ricordiamoci che anche il Vertice di Barcellona fu salutato come un successo, e oggi ne decretiamo il fallimento. Temo che succederà lo stesso se non si andrà a fatti concreti. Un esempio per tutti: a quando la messa in discussione delle politiche protezionistiche dell'Europa in campo commerciale, sui mercati dei prodotti manufatti ma anche sul mercato dei prodotti agricoli? Continueremo a difendere la PAC contro l'interesse che abbiamo, o che dovremmo avere, a che i prodotti agricoli del Magreb arrivino qui, generando occupazione e magari anche un freno all'immigrazione? Infine, sulla questione israelo-palestinese: è comprensibile la soddisfazione espressa per la visita in Palestina della nostra delegazione. Sappiamo cosa chiediamo a Israele. Ieri, di nuovo, il Consiglio ha diffidato Israele dall'intervenire a Ramallah nei confronti di Arafat. Bene, e cosa chiederemo ad Arafat? Ci accontenteremo dei suoi "no" o chiederemo la fine dello stillicidio degli attentati dei kamikaze ? Per ultimo, signor Presidente, voglio ribadire con forza la necessità e l'opportunità che l'Unione europea manifesti la propria disponibilità ad arrivare alla piena integrazione della democrazia israeliana nell'Unione europea. Ieri, il Presidente della Knesset , Avram Burg, ha detto di mal vedere il bastone delle sanzioni e di ben vedere, invece, la carota della piena integrazione. E' un'occasione da cogliere per un'Europa che abbia a cuore la pace e il futuro di quell'area, per un'Europa che abbia una visione. E questa è una visione!
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