08 OTT 2003

Intervento di Benedetto Della Vedova sulla preparazione del Consiglio europeo (Bruxelles, 16/17 ottobre 2003)

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 26 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulla preparazione del Consiglio europeo (Bruxelles, 16/17 ottobre 2003)", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 8 ottobre 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Accordi Internazionali, Agricoltura, Bilancio, Bruxelles, Commissione Ue, Consiglio Europeo, Economia, Europa, Istituzioni, Lisbona, Mercato, Parlamento Europeo, Protezionismo, Ricerca, Stato, Tecnologia, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3
minuti.

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  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, signor Presidente della Commissione, signor Presidente del Consiglio, si discuterà di rilancio dell'economia a Bruxelles, tra qualche giorno, e temo che si finirà per ridiscutere del Patto di stabilità, della sua intelligenza o meno, si finirà per avere un dibattito tra Stati che chiedono di poter spendere di più e di poter eccedere nel deficit rispetto agli impegni presi nel patto stesso; temo che non si discuterà - ancora una volta, purtroppo - di quello che l'Unione europea e le Istituzioni europee potrebbero fare per avallare, per contribuire alla crescita economica dell'Unione. Lei, signor Presidente della Commissione, poco più di un anno fa ha dato mandato a un gruppo di esperti di alto livello di redigere uno studio, che c'è, che è un'agenda per un'Europa che cresce economicamente. Questo studio ha dato delle indicazioni molto rigorose, molto serie, molto importanti su quello che l'Unione europea potrebbe fare per contribuire alla crescita, riorientando innanzitutto il proprio bilancio interno, quello delle Istituzioni europee: bisognerebbe infatti chiedersi anche quanto sia intelligente il bilancio europeo, quanto esso serva alla crescita economica. Orbene, questo gruppo di esperti - la commissione presieduta da André Sapir - ha dato un'indicazione chiarissima: riorientare il bilancio delle Istituzioni europee, quell'1,25 per cento del PIL europeo, che è poco ma che viene utilizzato malissimo, che non serve a contribuire alla crescita europea. L'indicazione è precisa: bisogna fare una scelta politica importante, e questa scelta consiste nel togliere dal bilancio europeo il fardello della politica agricola comunitaria, che occupa e assorbe quasi metà delle risorse. Con quelle sole risorse che si libererebbero rivedendo la politica agricola, rivedendo il protezionismo agricolo che tanto pesa negativamente sull'immagine dell'Europa all'estero, si potrebbe contribuire, grazie anche all'effetto dileverage , a dare un impulso formidabile alla ricerca economica, all'innovazione tecnologica, che merita di essere finanziata con le economie di scala, che solo Bruxelles può garantire. Con quelle stesse risorse si potrebbe dare un impulso anche alla realizzazione delle famose reti europee per connettere meglio i mercati. Tutto questo si potrebbe fare, ma non lo si fa. Io credo che, a livello di Unione europea, si debba innazitutto mettere in discussione il proprio bilancio, la politica agricola, altrimenti sarà sempre più inutile parlare pomposamente degli obiettivi di Lisbona. Un'ultima considerazione, signor Presidente. Si discuterà di immigrazione: bene, spero che emerga un segnale forte per la popolazione europea che gli immigrati sono e possono essere una risorsa anche per la crescita economica, e non un problema.
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