06 NOV 2003

Intervento di Benedetto Della Vedova sulle prospettive in materia di occupazione nel settore automobilistico nell'Unione europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulle prospettive in materia di occupazione nel settore automobilistico nell'Unione europea", registrato a Parlamento Europeo giovedì 6 novembre 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Auto, Commissione Ue, Concorrenza, Corea Del Sud, Delocalizzazione, Estremo Oriente, Fiat, Giappone, Istituzioni, Italia, Mercato, Occupazione, Parlamento Europeo, Produzione, Qualita', Tecnologia, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2
minuti.

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  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, la tesi che la Ford abbia fatto le proprie scelte in termini di ristrutturazione su basi politiche mi sembra quanto mai azzardata. L'Italia è un paese che ospita una grande casa automobilistica, che è italiana e che ha politiche di ristrutturazione, e le fa necessariamente in Italia. Il problema è, com'è stato detto, che il mercato dell'automobile è un mercato maturo; la produzione di automobili si è spostata, via via, in moltissimi paesi, in particolare dell'Estremo Oriente, e probabilmente moltissimi anche tra i colleghi hanno acquistato automobili coreane o giapponesi o, magari, addirittura indiane. Il problema è che le aziende hanno bisogno di ristrutturarsi perché il mercato si modifica e c'è bisogno di maggiore competitività nel settore. Io non credo che sia proficuo che noi discutiamo nel merito delle scelte che le singole aziende fanno; a mio vedere, queste scelte debbono essere lasciate alle aziende stesse, in nome della competitività del sistema e dell'occupazione di lungo periodo: inutile pensare di poter mantenere occupazione oggi, quando si rischia di perderla domani. Quello che si può fare è garantire molto più di quanto le Istituzioni facciano oggi; molto più di quanto la Commissione europea - che oggi devolve il proprio bilancio all'agricoltura e ai settori declinanti e non ai settori innovativi - abbia fatto sino ad oggi; insistere sulla qualità della manodopera in generale, sulla formazione, sull'innovazione tecnologica. Abbiamo bisogno di occupazione e non possiamo pretendere che venga dai settori declinanti che si devono ristrutturare. Creiamo le condizioni per cui la manodopera sia nei settori del futuro e non del passato
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