15 DIC 2003

Intervento di Benedetto Della Vedova sulle Offerte pubbliche di acquisto (OPA)

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 38 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Benedetto Della Vedova sulle Offerte pubbliche di acquisto (OPA)", registrato a Parlamento Europeo lunedì 15 dicembre 2003 alle 00:00.

Sono intervenuti: Benedetto Della Vedova (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Commissione Ue, Concorrenza, Consumatori, Disoccupazione, Draghi, Finanza, Impresa, Italia, Mercato, Occupazione, Parlamento Europeo, Ue.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Benedetto Della Vedova

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    Signor Presidente, credo si possa affermare, in accordo con i giudizi espressi dal Commissario Bolkestein, che ancora una volta si è persa un'occasione di modernizzare il mercato dei capitali, innanzitutto attraverso regole in grado di assicurare una maggiore contendibilità delle imprese europee e, attraverso questa via, una più efficace tutela degli azionisti. Occorre intendersi: penso che definire questa una direttiva sulle OPA - come affermato dal collega Huhne precedentemente - sia un'esagerazione. Si tratta qui di riconoscere che esistono differenti normative e di assicurare ai vari paesi di mantenere legislazioni protezionistiche rispetto alle proprie aziende, ai propri campioni nazionali, pubblici o privati. Io credo che bisognasse fare un passo molto più lungo: scegliere, cioè, se cercare un mercato europeo dei capitali integrato, efficiente e competitivo, che offrisse nuove occasioni di crescita all'Unione europea, anche in ambito occupazionale, oppure non correre questo cosiddetto "rischio" e rimanere nella situazione in cui ci troviamo. Le regole, così come proposte dal Consiglio, eliminano ben pochi degli ostacoli che le norme di alcuni Stati frappongono alla contendibilità delle imprese, con il risultato che effettuare scalate ostili - che è la norma in un mercato finanziario evoluto, dove i capitali si spostano dove si ritiene vi siano margini di efficienza da recuperare, nell'interesse delle imprese e dei lavoratori di quelle aziende e di altre aziende, nell'interesse dei consumatori di prodotti, di beni o di servizi - diventa purtroppo impossibile. C'è anche il rischio che questa cristallizzazione della situazione attuale porti a passi indietro. In Italia, dove vige una legislazione - la legge Draghi - molto aperta ed efficiente da questo punto di vista, già si chiede di fare passi indietro, facendo valere che in Europa non si spingono altrettanto lontano, aprendo alla contendibilità delle imprese. C'è da augurarsi che questo provvedimento - che non è, ripeto, una direttiva sull'OPA - qualora venga approvato domani anche dal Parlamento, susciti una reale competizione tra i sistemi giuridici e faccia sì che quei sistemi dove le OPA sono penalizzate e ostacolate paghino attraverso il cosiddetto "voto con i piedi" degli investitori internazionali. Sono pochissimi gli elementi positivi: il riconoscimento della protezione dei diritti di minoranza e lasunset clause , cioè l'idea che si possa riaprire la discussione sull'argomento. Forse per tale motivo vale la pena approvare questo provvedimento, che non è una legge europea sull'OPA. Concludo, signor Presidente, affermando che l'occupazione in Europa, gli interessi dei lavoratori e dei disoccupati si difendono anche con mercati dei capitali efficienti. Oggi non li abbiamo, né credo che questa direttiva creerà le condizioni sufficienti.
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