04 OTT 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 22 min 39 sec
A cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella" di domenica 4 ottobre 2015 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito), Rita Bernardini (segretaria, Radicali Italiani).

Tra gli argomenti discussi: Partito Radicale Nonviolento, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 22 minuti.
  • Pannella: “E’ lo Stato che sta zitto, col presidente del Consiglio che su queste cose ha un comportamento di una eloquenza straordinaria. A lui dei problemi di diritto non fotte una beneamata fava. Oggi mi limito a dire, e forse potrebbe essere una notizia, che in luogo del normale andamento dei due ore di conversazione e del dibattito in corso, a questo punto posso solo pertinentemente rispondere e dire pubblicamente, a mo’ di insulto, come risposta di strada e di marciapiede”. “Parlando dalla strada, o parlando da questo luogo che credo possa rivendicare l’onore solitario di essere anche ‘strada’ e ‘luogo della gente’, a questo punto dico: Presidenti, ‘tacci vostri! Ripeto: Presidenti, ‘tacci vostri!”. Pannella parla di una posizione “non populista” ma che “corrisponde alla gravità del disonore” vissuto oggi dallo Stato italiano e dalla sua classe dirigente

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella in collegamento dal Partito radicale, dove è affiancato da Rita Bernardini e Laura Arconti. Pannella: “Quello che ho deciso di fare. Siccome nei mezzogiorno, e in altre cose, vorrei dire che l’evento principale che può riassumere di per sé una situazione che ritengo un cittadino italiano non può rendersi corresponsabile della sua tenuta e del suo persistere. Sto denunciando il carattere a mio avviso, e non per il gusto di denunciarlo, ma per l’ottimismo di ritenere che noi non siamo ancora un Paese, dopo cinquant’anni di pratica antidemocratica, ridotto a un punto nel quale solo io debba denunciare con i miei compagni radicali l’intollerabilità della accettazione di comportamenti formalmente, tecnicamente, di carattere omissivo-criminale, e che questa corresponsabilità può cessare semplicemente se l’obiettivo di ottenere che lo Stato italiano attraverso i suoi massimi magistrati annunci una iniziativa volta a rientrare nei comportamenti di legge e di ordinamento naturali”. “Io ritengo, con Massimo Bordin, interrompendo questo dialogo o realizzandolo, che il comportamento criminale, tecnicamente senza alcun dubbio espresso da nessuno”, debba essere interrotto. “E’ lo Stato che sta zitto, col presidente del Consiglio che su queste cose ha un comportamento di una eloquenza straordinaria. A lui dei problemi di diritto non fotte una beneamata fava. Oggi mi limito a dire, e forse potrebbe essere una notizia, che in luogo del normale andamento dei due ore di conversazione e del dibattito in corso, a questo punto posso solo pertinentemente rispondere e dire pubblicamente, a mo’ di insulto, come risposta di strada e di marciapiede”, e rispondere “a questo comportamento pubblico del nostro Stato, perché le responsabilità non credo possano essere attribuite a uno Stato ma tutt’al più a un regime di merda, perciò sono costretto a rispondere”: “Parlando dalla strada, o parlando da questo luogo che credo possa rivendicare l’onore solitario di essere anche ‘strada’ e ‘luogo della gente’, a questo punto dico: Presidenti, ‘tacci vostri! Ripeto: Presidenti, ‘tacci vostri!”. Pannella parla di una posizione “non populista” ma che “corrisponde alla gravità del disonore” vissuto oggi dallo Stato italiano e dalla sua classe dirigente
    17:00 Durata: 12 min 52 sec
  • Rita Bernardini e la disobbedienza civile sulla cannabis terapeutica

    Rita Bernardini

    segretaria (Radicali Italiani)

    Rita Bernardini dalla sede del Partito radicale: “Qui oggi abbiamo condotto l’ennesima disobbedienza civile sulla cannabis terapeutica. Dopo l’archiviazione che come sapete ha fatto il procuratore capo della Procura della Repubblica di Roma, Pignatone, sulle mie 56 piante (di cannabis, ndr), con Pannella e Arconti abbiamo provveduto a fare un’altra coltivazione. In questa sala, nel pomeriggio, abbiamo fatto la cessione ai malati di quanto coltivato. A differenza delle altre volte, non abbiamo avvisato le forze dell’ordine, perché volevamo che questa sostanza terapeutica arrivasse a chi non ha accesso ai farmaci, pur essendoci dal 2007 in Italia una legge, la legge Turco che teoricamente prevede la cura con i cannabinoidi, ma praticamente” non la consente. “Al momento dell’archiviazione, la scorsa volta, il procuratore della Repubblica di Roma mi disse: ‘Bernardini, se vuole farsi arrestare, si deve inventare qualcos’altro'. Io non so se questa invenzione oggi è all’altezza del procuratore della Repubblica di Roma, quello che so è che migliaia di persone finiscono in galera per la coltivazione ad uso personale, anche di poche piante”
    17:12 Durata: 5 min 19 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Pannella sulla “necessità che lo Stato italiano esca dalla condizione patente di criminalità rispetto a tutte le giurisdizioni di riferimento, così com’era stato richiesto già dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento alle Camere” dell'ottobre 2013. “Io vorrei sinterizzare semplicemente una parte di quanto ho affermato, ed è questa: stiamo constatando da tutte le parti una situazione palese di non rispetto dell'obbligatorietà dell'azione penale e di comportamenti istituzionali del Governo e del Parlamento dinnanzi ai problemi scottanti e difficili che si stanno riproponendo nella situazione italiana. Di questo io avrei, in altre condizioni, voluto riflettere sin dall'inizio. Esiste una situazione indubbia nella quale l'Italia, attraverso le sue istituzioni, a cominciare dal suo Governo e dai suoi massimi magistrati, assuma posizione su questa richiesta: ogni giorno, in un modo o nell'altro, il non rispetto della propria legalità da parte dello Stato italiano è un qualcosa che va immediatamente interrotto”
    17:18 Durata: 4 min 28 sec