20 FEB 1997

Intervento di Olivier Dupuis sulla politica estera dell'Unione europea

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 30 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla politica estera dell'Unione europea", registrato a Parlamento Europeo giovedì 20 febbraio 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lp).

Tra gli argomenti discussi: Accordi Internazionali, Africa, Amsterdam, Esteri, Guerra, Istituzioni, Parlamento Europeo, Pesc, Prevenzione, Profumo, Riforme, Sicurezza, Tribunale Internazionale, Ueo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (LP)

    Dupuis, relatore per parere della commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa. - (FR) Signora Presidente, signor Commissario, cari colleghi, innanzi tutto mi congratulo con il relatore ed amico Raimondo Fassa per la sua eccellente relazione. ringraziando altresì i colleghi della commissione per gli affari esteri che hanno accolto favorevolmente l'insieme dei suggerimenti della commissione stessa. Tali suggerimenti venevano essenzialmente su due aspetti: in primo luogo, il rafforzamento della prevenzione, in particolare mediante il sostegno alla creazione del tribunale internazionale per i crimini di guerra, e, in secondo luogo, la capacità di analisi e di individuazione delle situazioni di confitto da parte dell'Unione. In merito alla capacità di intervento dell'Unione - e penso si tratti di un punto molto importante - la relazione argomenta in particolare a favore della riforma della PESC e della possibilità di proseguire gli sforzi diplomatici e gli sforzi di intervento militare e civile. In questa logica, e in ciò mi permetto di insistere con il commissario Pinheiro, la relazione chiede alla Commissione di studiare la possibilità di creare un corpo europeo, composto da militari e da civili, capace di realizzare le operazioni di manteni- mento e di ristabilimento della pace. Dal momento in cui si capitola sulla possibilità di assegnare ad un europeo il comando Sud dell'OTAN, dal momento in cui le discussioni sulla creazione di un pilastro europeo in seno all'0TAN si fanno sempre più difficili, dal momento in cui le discussioni sull'integrazione dell'UEO nelle istituzioni europee si fanno sempre più laboriose, dal momento in cui ci si ricordi del disastro dell'operazione Turchese, dal momento in cui da quattro mesi l'Unione si rivela incapace di decidere un intervento nella regione dei Grandi Laghi, dal momento in cui non vi e alcuna proposta concreta sulla riforma del pilastro sicurezza e difesa comune dell'Unione europea, non e irrealistico pensare che l'Unione potrebbe dar prova di un minimo di fantasia creativa e dotarsi di un corpo europeo di intervento per tali operazioni di mantenimento e di ristabilimento della pace. Questo corpo sarebbe costituito da militari e da civili specificamente addestrati per questo genere di situazione; militari, medici, persone in grado di montare e di gestire un campo profughi; un corpo di militari, quindi, che non costituirebbe una sommatoria di unità nazionali, ma sarebbe composto da militari europei, con un vessillo europeo. Questa proposta, che finanziariamente è alla portata dell'Unione europea, potrebbe concretizzarsi in tempi brevi. Basterebbe mettersi subito al lavoro, procedere subito agli studi necessari e, se ve ne fosse la volontà politica, essa potrebbe essere decisa già in occasione della riforma dei trattati, nel prossimo mese di giugno, ad Amsterdam.
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