13 MAR 1997

Intervento di Olivier Dupuis sulla richiesta di negoziati tra le autorità cinesi e il governo tibetano in esilio

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 2 min 19 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla richiesta di negoziati tra le autorità cinesi e il governo tibetano in esilio", registrato a Parlamento Europeo giovedì 13 marzo 1997 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lp).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Asia, Autonomia, Cina, Consiglio Europeo, Cultura, Dalai Lama, Esteri, Minoranze, Onu, Parlamento Europeo, Religione, Tibet, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 2 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (LP)

    (FR) Signora Presidente, credo che i miei colleghi abbiano sottolineato a sufficienza l'importanza di questa risoluzione che chiede l'apertura, infine, di negoziati tra le autorità di Pechino e il governo tibetano in esilio. Penso che a dispetto di un inizio molto negativo, il testo di compromesso sia soddisfacente. Tuttavia resta una cosa da migliorare: penso che in un testo del Parlamento europeo non si possano limitare le aspirazioni del popolo tibetano ad una autonomia culturale e religiosa. ll Dalai Lama, in occasione della propria visita alla nostra Assemblea, è stato molto chiaro in proposito: si deve trattare di una autonomia piena e completa, anche se il Dalai Lama, nello spirito del dialogo con le autorità cinesi, si è detto pronto a rinunciare ai settori della difesa, della sicurezza e della politica estera. Quanto al resto, cio che mi pare molto iriiportante sottolineare, i tibetani devono essere in grado di governarsi da soli, senza interferenze da parte delle autorità cinesi. Credo che la cosa sia particolarmente urgente. Sappiamo che i tibetani, oggi, sono già una minoranza nel loro stesso paese; bisogna dunque agire in fretta, e credo che questa risoluzione vada nella direzione giusta; tuttavia, il Consiglio e gli Stati membri dovrebbero cominciare ad attivarsi seriamente presso le Nazioni unite, affinché la questione della decolonizzazione, della salvaguardia stessa del popolo tibetano, sia finalmente presa in considerazione ed aifrontata dalla comunità internazionale. Ringrazio tutti i miei colleghi, in particolare James Moorhouse, e i nostri amici liberali per essere tutti insieme riusciti a cambiare il senso di questa risoluzione, e spero che essa sarà votata. Vi invito tutti a votare in favore dell'emendamento che sopprimerebbe questa restrizione all'autonomia religiosa e culturale. Dobbiamo essere molto chiari su questo punto, e chiedo quindi nuovamente a quanti non lo hanno ancora fatto di riconsiderare il proprio voto su questo emendamento.
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