11 OTT 2015
rubriche

Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella

RUBRICA | di Valter Vecellio - Radio - 17:00 Durata: 1 ora 54 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella" di domenica 11 ottobre 2015 condotta da Valter Vecellio che in questa puntata ha ospitato Valter Vecellio (giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione, Radicali Italiani), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Partito Radicale Nonviolento, Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora
e 54 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Introduzione

    Valter Vecellio

    giornalista, direttore di Notizie Radicali, membro della Direzione (Radicali Italiani)

    L'attualità radicale e quella della cronaca vista da Valter Vecellio
    17:00 Durata: 4 min 15 sec
  • Pannella sui rapporti con Pasolini, anche prima degli anni 70: "Lui viveva queste sintonie con me, ma non ci vedevamo se non rarissimamente, pur sapendo bene quello che accadeva a ciascuno di noi due". I Radicali, Leonardo Sciascia e Ignazio Silone

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Marco Pannella: "In questo periodo più che i fili ci sono le corde, che continuano a impiccare molte verità. Continuano per esempio sicuramente a non analizzare la funzione e i rapporti reali creatisi con Pasolini, e da parte di Pasolini. Su questa roba c'è stato il divieto di rifletterne, proprio quando Pasolini sul Corriere della Sera segnalò che l'analisi di quello che andavamo e andavo facendo per noi fossero interessanti, importanti, da dibattere". Il leader radicale si riferisce a un editoriale del 1974 scritto da Pasolini, sulla prima del Corriere della Sera, a proposito del "caso Pannella". "Pasolini sentì la necessità e la voglia di proporre se stesso che apre un dibattito sul caso radicale, sul caso Pannella. E allora diamo atto del fatto che questa roba non è un caso che non sia uscita su Repubblica di Scalfari e dintorni, secondo gli schemi più 'vicina' ai Radicali. Uscì in modo straordinario sul Corriere della Sera, con quel direttore che non aveva mai mostrato particolare sensibilità di attenzione nei nostri confronti, Piero Ottone". I precedenti incontri tra Radicali e Pasolini. "Né lui né io siamo riusciti a datare esattamente quando ci siamo conosciuti de visu, ma entrambi constatammo che facevano parte di nostre storie antecedenti che in realtà presupponevano già una situazione di dialogo e di collaborazione che invece nella cronaca non si era ancora formata. Il riconoscerci attraverso il modo che avevamo di vivere, lui in una strada della Roma borghese decentissima, stando lì, lui viveva queste sintonie con me, ma non ci vedevamo se non rarissimamente, pur sapendo bene quello che accadeva a ciascuno di noi due". Sui rapporti con Leonardo Sciascia e Ignazio Silone. Come nascono questi legami? "Come nasce quel Congresso internazionale per la libertà della cultura, attorno a vicende come quelle di Ignazio Silone che proprio in quegli anni frequentavamo necessariamente perché guardacaso avevamo una sede di lavoro comune a Corso di Porta Pinciana e contemporaneamente a Piazza Accademia di San Luca, in cui continuamente avvenivano riconoscenze e riconoscimenti, e trovavamo il corrispondente non solo italiano ma di una presenza robusta italiana nel Congresso mondiale per la libertà della cultura"
    17:04 Durata: 23 min 27 sec
  • Il dibattito sull'Europa: "Come Radicali abbiamo sempre rivendicato stima e fiducia nelle differenze ideologiche che riuscivamo praticamente ad annullare, in quanto ideologiche, con una Europa a direzione ufficiale, non come alcuni pensano soprattutto 'socialdemocratica', ma appunto democratico-cristiana, con tutte le sue componenti sulle quali noi abbiamo sempre indicato la componente cattolico-liberale più che quelle cattolico-democratiche"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il dibattito intellettuale e politico sul futuro dell'Europa. Pannella: "Si prosegue, e fra non moltissimo diventerà anche riconosciuta come una storia italiana ed europea, peculiare e non ufficiale, che connota sicuramente il tempo presente. Questo tempo presente, che ricorda il nome della rivista di Silone, è il tempo di un richiamo costante, a volte forse stancante, alle radici federaliste europee ed europeiste che - come sto continuando a precisare in questi giorni - vede da una parte sicuramente l'opera militante e rivoluzionaria della storia radicale composta di provenienze e destinazioni sicurissimamente autonome da quelle del nucleo strettamente radicale di Pannunzio e del Mondo, ma quello che oggi mi pare urgente rivendicare è che noi rappresentiamo in realtà la forza determinante, e non si capisce come sia possibile, per consentire di esigere che gli storici e la gente conoscano la propria storia. Che è quella nella quale noi rivendichiamo il fatto che noi federalisti, europei, anticlericali, abbiamo rappresentato una storia che è stata formalmente fatta di convivenza quasi quotidiana nostra, un 'nostro' che include la storia e le leadership di Alcide De Gasperi, di Adenauer, di Schuman, che rappresentano i nomi della maggioranze fortissime nei loro rispettivi paesi". "Come Radicali abbiamo sempre rivendicato stima e fiducia nelle differenze ideologiche che riuscivamo praticamente ad annullare, in quanto ideologiche, con una Europa a direzione ufficiale, non come alcuni pensano soprattutto 'socialdemocratica', ma appunto democratico-cristiana, con tutte le sue componenti sulle quali noi abbiamo sempre indicato la componente cattolico-liberale più che quelle cattolico-democratiche". "Quello che oggi noi riteniamo sia fondamentale è comprendere che è soggetto costitutivo e forza della nostra attualità quella di essere il portato del dia-logos generazionale che (è esistito) per un paio di millenni almeno, a partire dalla società greca e mediterranea in tutte le sue componenti". "Siamo qui, per quel che mi riguarda, con un obiettivo politico: il tentativo di dar corpo, solidità, materia, a un storia ideale, nota e arcinota, ma anche ignota come storia riconosciuta di epoche, di Stati e di nazioni. Perché indubbiamente la storia italiana in italiano è la storia di Botteghe Oscure, del Partito comunista italiano"
    17:27 Durata: 18 min 23 sec
  • L'iniziativa radicale secondo Pannella: "Quello che noi oggi stiamo dicendo non è che cosa deve fare il nostro Congresso o su cosa è convocato, ma quello che abbiamo come obiettivo evidente e ufficiale: che l'Onu decida alcune cose, nonostante noi non ci siamo nemmeno come parlamentari, ma ritenendo che oggi la classe dirigente del nostro paese, quella partitocratica d'origine, può essere quella che realizza in modo esemplare ciò che noi proponiamo, cioè la transizione certa e urgente verso lo Stato democratico"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    Il "divieto efficace" imposto al popolo italiano di conoscere e giudicare i Radicali. L'appello alle iscrizioni. "In questa situazione, in una situazione in cui non è data nemmeno al Presidente della Repubblica la possibilità di conoscere e giudicare quello che noi facciamo", "noi oggi possiamo essere piuttosto fieri di una cosa. Si annuncia finalmente come cosa molto importante un Consiglio speciale dell'Onu. L'Onu che tiene ogni tot delle riunioni speciali ed elegge i massimi responsabili dell'Onu. In questo momento possiamo dire che c'è una sola tesi per quel che riguarda le scelte dell'Onu, ed è quella elaborata da noi con dei nostri interlocutori ufficiali di Stati arabi, con l'obiettivo per l'Onu di avviare e nutrire una transizione internazionale verso lo Stato di diritto, contro i poteri di Stato". E tutto questo "con 1.000 iscritti". "Quello che noi oggi stiamo dicendo non è che cosa deve fare il nostro Congresso o su cosa è convocato, ma quello che abbiamo come obiettivo evidente e ufficiale: che l'Onu decida alcune cose, nonostante noi non ci siamo nemmeno come parlamentari, ma ritenendo che oggi la classe dirigente del nostro paese, quella partitocratica d'origine, può essere quella che realizza in modo esemplare ciò che noi proponiamo, cioè la transizione certa e urgente verso lo Stato democratico". La battaglia per l'amnistia come questione di legalità e non solo di umanitarismo verso i carcerati
    17:46 Durata: 31 min 38 sec
  • Pannella si rivolge a Matteo Renzi: "Vorrei chiedere ufficialmente al Presidente del Consiglio, che ha da strafare, di voler ricevere me e altri due esponenti del nostro mondo, a brevissimo termine, perché noi abbiamo da proporre loro le ragioni e le opportunità a loro disposizione per concepire la vita e non la morte"

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    "Il Congresso (radicale) deve essere un luogo dove si decida quello che può essere deciso 'solamente' dall'Onu e dalle organizzazioni internazionali". Chi sono gli interlocutori possibili di questa iniziativa radicale? "Mi pare che è da qualche tempo, per non dire da tanto tempo, che io dichiaro che noi dobbiamo essere e siamo mobilitati per lottare con il Governo, con il potere, perché realizzi le sue proprie legalità e i diritti". "Sono pienamente disponibile per essere ricevuto dal Presidente Mattarella, dal presidente del Consiglio e dai massimi responsabili delle istituzioni italiane". Il vissuto e la tradizione radicale, l'effetto sulla riduzione dell'aborto clandestino in Italia. "Noi abbiamo semplicemente creato una situazione nella quale è possibile per loro, per le conoscenze intraprese, per le disponibilità legislative e strutturali… Basta un nonnulla per dire che tra uno o due anni potremo dimostrare che la nostra posizione, come quella nostra antiproibizionista, sta convincendo il mondo a legalizzare come arma necessaria". "Perché noi diciamo che questi hanno il riflesso di impedire magari di conoscere le nostre follie? Perché sanno che le nostre non sono follie e che il popolo tende a farci fiducia su questi problemi, perché li abbiamo messi nel cuore dell'umanità, non solo italiana". "Vorrei chiedere ufficialmente al Presidente del Consiglio, che ha da strafare, di voler ricevere me e altri due esponenti del nostro mondo, a brevissimo termine, perché noi abbiamo da proporre loro le ragioni e le opportunità a loro disposizione per concepire la vita e non la morte"
    18:17 Durata: 17 min 40 sec
  • Le iniziative di Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti e Filomena Gallo, e l'appello alle iscrizioni al Partito radicale: "Ripeto da tempo: quando c'è lo Stato che si rende responsabile di violazioni della sua propria legalità, oltre che di quella internazionale, in questo non c'è che una soluzione: denunciarlo per questo. Denunciare e coltivare la denuncia, perché a questo punto è un contributo che se manca di rende corresponsabili di non essere oggi in lotta". Conclusioni

    Marco Pannella

    presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito)

    La situazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, e la sua candidatura - per ora sfumata - a garante dei detenuti in Abruzzo. "Da Teramo, da qui, 'Rita Bernardini subito!'". L'elezione di Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno Tocchi Caino, come membro del Consiglio per la prevenzione della tortura. Pannella cita Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, per dire che "mentre nelle democrazie reali i poteri legislativi dimostrano di non riuscire a liberarsi da vincoli e condizionamenti, adesso invece le giurisdizioni alle quali possiamo guardare con fiducia per quello che fanno, perché tengono a fare propri quei riflessi da 'common law' e non da 'civil law'". Nella settimana entrante si svolgerà l'ultimo comitato di Radicali Italia prima del Congresso annuale: "Io spero che di qui ad allora siano i rappresentanti dello Stato a chiederci di aiutarli perché l'obiettivo, che sicuramente diventa dell'Onu, venga adottato, trovando uno slogan per dire 'questo è quello che ci vuole'". "Io ho annunciato che chiedo, formalmente, al presidente del Consiglio, di volerci ricevere con urgenza per concordare quello che può essere il meglio per il governo del nostro paese". L'appello alle iscrizioni al Partito radicale. "C'è da mettere sotto accusa storica, come si è fatto per gli Stati nazisti e comunisti, il nostro Stato presente, sperando di riuscire ad intervenire, facilitando una evoluzione delle cose per cui invece di essere uno Stato che continua a impedire criminalmente la conoscenza attraverso dibattiti veri al nostro paese", si trasformi in Stato democratico. "Ripeto da tempo: quando c'è lo Stato che si rende responsabile di violazioni della sua propria legalità, oltre che di quella internazionale, in questo non c'è che una soluzione: denunciarlo per questo. Denunciare e coltivare la denuncia, perché a questo punto è un contributo che se manca di rende corresponsabili di non essere oggi in lotta"
    18:35 Durata: 18 min 52 sec