03 NOV 1999

Intervento di Olivier Dupuis sull'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica CE/Cina

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 1 min 57 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sull'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica CE/Cina", registrato a Parlamento Europeo mercoledì 3 novembre 1999 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Arresto, Cina, Comunismo, Cooperazione, Democrazia, Diritti Umani, Esteri, Falun Gong, India, Parlamento Europeo, Scienza, Sicurezza, Tecnologia, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 1 minuto.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signor Presidente, vorrei invitare gli onorevoli colleghi a riflettere sulla democratizzazione in Cina. Mi sembra che tutto quello cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi dimostri il contrario: il moltiplicarsi degli arresti dei dissidenti, la persecuzione della cosiddetta setta Fa-Lung-Dong, ecc. E' evidente che si può concepire una relazione strategica con un paese non democratico, con un paese in cui vige la dittatura. Qui vi sono molti fedeli amici del regime comunista, a cominciare dall'onorevole Gahrton, che non perde occasione per invitarci a riannodare e a rinforzare i nostri legami con la Repubblica popolare cinese. Onorevole Plooij-van Gorsel, esiste un altro paese che conta un miliardo di abitanti e che è la più grande democrazia della terra, l'India, ma questo paese viene sempre dimenticato e non si prevede alcune strategia. Mentre questa è una vera democrazia, si preferisce dialogare con i dittatori. Mi dispiace, tanto più che questo rapporto, e in particolare l'avviso della commissione degli affari esteri, dei diritti dell'uomo, della sicurezza comune e della politica di difesa è particolarmente ipocrita. In questo rapporto, si dice testualmente che ci sono almeno quattro persone in carcere per motivi scientifici, contrariamente a quanto ci ha riferito l'onorevole Brok, presidente della commissione degli affari esteri, dei diritti dell'uomo, della sicurezza comune e della politica di difesa. Esse sono citate in questo avviso ma non domandiamo nemmeno la liberazione di queste quattro persone. Ritengo che si tratti di un'incredibile ipocrisia. Continuiamo dunque a chiudere gli occhi sull'India. Continuiamo verso la Cina. Allora vedrete che il processo di democratizzazione in Cina non porta da nessuna parte. I comunisti non conoscono che il linguaggio della forza e in questo caso non abbiamo nessuna forza.
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