07 SET 2000

Intervento di Olivier Dupuis sulla violazione dei diritti umani in Birmania

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 41 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla violazione dei diritti umani in Birmania", registrato a Parlamento Europeo giovedì 7 settembre 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Birmania, Cina, Corea Del Nord, Democrazia, Diritti Umani, Esteri, Geopolitica, India, Parlamento Europeo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Grazie, signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, ci troviamo nuovamente di fronte a un caso esemplare. Il testo, che è purtroppo l'ennesimo sulla Birmania, è molto buono. La situazione del paese è estremamente chiara: da un lato c'è la dittatura e dall'altro, fatto altrettanto incontestabile, c'è l'opposizione. Da dieci anni non si registra alcun progresso. Questo è il fatto su cui credo dobbiamo riflettere. La nostra politica nei confronti dell'Asia è criminale, letteralmente criminale. Mettiamo infatti sullo stesso piano paesi che, sebbene con difficoltà, continuano a consolidare e a rafforzare la democrazia, come l'India, ed altri, come la Cina, la Birmania, la Corea del nord, che fanno tutto il possibile per rafforzare la dittatura. Ritengo che dovremmo istituire degli elenchi e definire categorie in modo da intrattenere relazioni diverse in funzione del paese. Tutto ciò purtroppo non accade. Il Parlamento europeo sostiene questa istanza da molto tempo e anche noi dobbiamo insistere. Non possiamo continuare il dialogo con organizzazioni come l'ASEAN come se fosse un tutto omogeneo. Questa organizzazione riunisce paesi completamente diversi che hanno interessi estremamente diversi e nessuna prospettiva di integrazione. Dobbiamo favorire le integrazioni che si fondano sulla democrazia, e non lo stiamo facendo; dobbiamo sostenere e incoraggiare relazioni bilaterali con paesi che si fondano sulla democrazia, che intendono rafforzare lo Stato di diritto e la democrazia e perseguire una politica estremamente dura nei confronti di paesi come la Birmania. Vorrei infine aggiungere che la Birmania è un paese occupato dalla Repubblica popolare cinese. Numerose fonti di informazione confermano l'esistenza di decine di basi militari cinesi nel paese. La Repubblica popolare cinese si trova ora a circondare l'India, e questo è un fatto reale, concreto. Tutti sono a conoscenza della situazione in Pakistan. Il supporto strategico che la Cina presta al Pakistan per il riarmo e il rafforzamento delle armi nucleari costituisce una forma di accerchiamento e, se nel XX secolo il grande problema mondiale era la Germania, ovvero il problema franco-tedesco, oggi e anche domani ci troveremo dinanzi al problema indocinese. Se fin d'ora non sosteniamo gli stati che puntano alla democrazia e al rafforzamento dei principi democratici, come l'India, e se invece continueremo a stendere tappeti rossi alle autorità di Pechino, finiremo solo col rafforzare un blocco che inevitabilmente diventerà esplosivo. L'esplosione che seguirà non riguarderà solo l'Asia, ma investirà anche l'Europa e l'Unione europea.
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