02 OTT 2000

Intervento di Olivier Dupuis sul terzo incontro Asia-Europa a Seoul del 20-21 ottobre 2000 (ASEM III)

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 4 min 40 sec
A cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sul terzo incontro Asia-Europa a Seoul del 20-21 ottobre 2000 (ASEM III)", registrato a Parlamento Europeo lunedì 2 ottobre 2000 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Tra gli argomenti discussi: Asean, Asia, Cina, Corea, Corea Del Nord, Corea Del Sud, Democrazia, Esteri, Formazione, Geopolitica, Parlamento Europeo, Taiwan, Totalitarismo, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 4 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    FR) Signor Presidente, come prima cosa desidero dire all'onorevole Nassauer che se ci troviamo a deplorare il deficit di immagine dell'Unione europea nei paesi asiatici, dobbiamo anche fare un po' mea culpa e ammettere che perdiamo delle occasioni. Un mese fa, infatti, abbiamo votato la relazione Galeote sulla diplomazia e la politica estera. Tale relazione non tratta della diplomazia e della politica estera, ma si limita ad affrontare la questione della formazione post-universitaria, se così si può dire, dei diplomatici o futuri diplomatici europei. Un'altra occasione perduta. In merito alla questione dell'ASEAN, dovremmo interrogarci sulla natura delle relazioni che collegano o dovrebbero collegare l'Unione europea all'ASEAN. Innanzi tutto non si può fare a meno del concetto, assai diverso, di integrazione nell'Unione europea e in seno all'ASEAN. Non vi è integrazione politica, nemmeno una prospettiva di integrazione politica tra i paesi dell'ASEAN e non bisogna dimenticare, come apparentemente hanno fatto alcuni dei colleghi che mi hanno preceduto nella discussione, che i regimi di governo all'interno dell'ASEAN variano sensibilmente gli uni dagli altri: vi sono regimi totalitari o dittatoriali, anche dittatoriali duri come in Cina, e paesi democratici. Non stupisce dunque che in un siffatto contesto non vi sia un'autentica integrazione, né un autentico dialogo politico. L'Unione europea dovrebbe forse occuparsi della questione e tornare a coltivare sane e buone relazioni bilaterali che potrebbero essere sensibilmente diverse a seconda che si abbia a che fare con una democrazia o uno Stato dittatoriale o totalitario. Penso anche che l'ottimismo in merito al processo di riunificazione in Corea sia un po' esagerato. Forse ci vorrebbe una rondine al vertice tra il Presidente della Repubblica di Corea e il leader del regime dittatoriale nord-coreano, ma certamente questa rondine non fa ancora primavera per i cittadini della Corea del Nord. Vi ricordo, onorevoli colleghi, che negli ultimi cinque anni in questo regime paradisiaco sono morte di fame tra due e quattro milioni di persone. Trovo altrettanto inammissibile che nel dialogo con l'Asia l'Unione europea si tenga sulle sue per quanto riguarda l'India, che è una democrazia e ha la consistenza numerica del suo vicino dall'altra parte, la Cina, ma non il medesimo regime e che non gode delle stesse relazioni privilegiate con l'Unione europea. Come l'onorevole Maten, ritengo che la questione di Taiwan non potrà essere dimenticata per altro tempo, non soltanto nel processo in corso tra Taiwan e Repubblica popolare cinese, ma anche nel contesto dei meccanismi di cooperazione internazionale, anche se non faccio parte di coloro che li trovano molto efficaci. Credo che non possiamo continuare a fare a meno del mostro cinese che lentamente si sta trasformando in una dittatura comunista, una nuova dittatura nazionale comunista. La guerra fredda tra Unione sovietica e mondo democratico è durata quarant'anni e penso che sarebbe urgente non approfittare di occasioni come questi vertici per occultare un simile problema. Infine, onorevole Randzio-Plath, vorrei dire che se vogliamo rafforzare la cooperazione parlamentare possiamo farlo solo con i paesi democratici della regione, cioè con i paesi che hanno dei parlamenti. Se dovrà esserci cooperazione parlamentare, essa potrà avvenire con questi paesi e non con i funzionari del partito comunista cinese o di altri paesi della regione.
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