04 SET 2001

Intervento di Olivier Dupuis sulla violazione dei diritti umani nel Medio Oriente

STRALCIO | - PARLAMENTO EUROPEO - 00:00 Durata: 3 min 43 sec
Scheda a cura di Andrea Maori
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Registrazione video di "Intervento di Olivier Dupuis sulla violazione dei diritti umani nel Medio Oriente", registrato a Parlamento Europeo martedì 4 settembre 2001 alle 00:00.

Sono intervenuti: Olivier Dupuis (parlamentare europeo, Lista Bonino).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Arabia Saudita, Arafat, Barak, Democrazia, Diritti Umani, Donna, Egitto, Ibrahim, Israele, Medio Oriente, Omosessualita', Palestinesi, Parlamento Europeo, Siria, Unione Europea.

La registrazione video ha una durata di 3 minuti.

Il contenuto è disponibile anche nella sola versione audio.
  • Olivier Dupuis

    parlamentare europeo (Lista Bonino)

    (FR) Signora Presidente, signora Presidente in carica del Consiglio, signor Commissario, onorevoli colleghi, l'onorevole Wurtz ci ha parlato delle ore più buie vissute dal Medio Oriente. Pensava forse a Ryad Al-Turk, il principale oppositore siriano, che è stato nuovamente arrestato oggi. Pensava forse alle immagini infami di cinquanta omosessuali trattati come si è potuto vedere questi giorni in Egitto. Pensava forse al processo intentato alla signora Al-Sadaoui. Pensava forse al processo a Ibrahimi, sempre in Egitto. Pensava forse a tutte le donne saudite e di altri paesi che nel loro paese non godono di alcun diritto. Questo è il Medio Oriente d'oggi, il Medio Oriente di cui non si parla. È il Medio Oriente di cui si incoraggia la negazione della democrazia, dello Stato di diritto, mentre nei confronti di Israele si continua a pensare e a proporre una politica di equidistanza. Ministro Neyts, non penso che in politica - e ancor meno in questo caso specifico - si possa proporre la linea dell'equidistanza. La politica dell'Unione europea deve certo essere una politica di promozione della pace, ma soprattutto e innanzi tutto una politica di promozione della democrazia. Ma siamo ben lontani da ciò. Abbiamo saputo tutti, e oggi sappiamo per filo e per segno, fin dove si sia spinto Barak nella sua profonda volontà di realizzare un accordo di pace giusto con i palestinesi, e sappiamo che soltanto la volontà di Arafat e dei democratici del suo entourage ha sabotato e distrutto tale processo di pace. Evidentemente, c'è in quest'Aula chi vorrebbe che Sharon conducesse un'altra politica. Sfortunatamente, la politica di Sharon non è molto diversa. Ha sicuramente commesso qualche errore, ma sostanzialmente risponde a un sentimento profondo presente negli israeliani, i quali oggi non hanno più fiducia - comprensibilmente, ritengo - in questo interlocutore palestinese (non è il popolo palestinese a essere preso di mira). Credo risieda qui il problema fondamentale e l'Unione europea non può rispondere, Commissario Patten, con proposte sociologiche per il miglioramento delle condizioni economiche. Si tratta di una questione politica, che riguarda il coinvolgimento dell'Unione europea in questo processo. Un coinvolgimento che ha anche una motivazione storica. Anziché continuare a camminare all'indietro in materia di ampliamento, l'Unione europea non può che proporre un'adesione piena e completa di Israele e dei suoi cinque milioni di abitanti all'Unione stessa: è questo l'unico modo per garantire la sicurezza agli israeliani e quindi anche ai palestinesi, e quindi anche la pace di domani. Il resto sono solo parole. Come ha detto il collega Lagendijk, abbiamo speso molte parole. Sarebbe forse il caso di cominciare a far politica. (Applausi del gruppo TDI)
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